Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

08 giugno 2022.

Rassegna anno III/n. 158

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104 giorni di guerra russa contro l’Ucraina. Mosca afferma di aver conquistato Severodonestk, ma Kiev dice che la resistenza continua. A Kiev è caccia al dissenso: “sono collaborazionisti”. Ad Ankara visita di Lavrov per la gestione porti ucraini e esportazione di grano.

Continua lo sciopero della fame solidale a staffetta per chiedere la liberazione di #AlaaAbdelFattah, attivista egiziano leader delle rivolte di piazza Tahrir. Oggi digiunano: Grazia Di Cerbo, Gabriele Moroni, Tarek Mokhtar, Costanza Pasquali Lasagni, Heba Hoba, Donatella Nicolini, Francesca Russo, Giuliano Bertotti, Marta Benini, Andrea Grieco, Alessandro Lucibello, Rita Martone, Andrea Balint, Luca Corrado.

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Titoli

Palestina Occupata: Distrutto per la 202esima volta il villaggio palestinese di Araqeeb, nel Negev.

Sudan: Si avviano oggi le trattative tra militari golpisti e partiti, con il boicottaggio delle forze progressiste.

Siria: Governativi e russi fanno affluire truppe nel nord minacciato dell’invasione turca.

Iran: Braccio di ferro tra potenze occidentali e Iran all’Aiea.

Iran: Eseguite 12 condanne alla pena capitale.

Israele: Il governo Bennett di nuovo in minoranza alla Knesset su una legge a favore dei coloni.

Le notizie

Palestina Occupata

Sono all’ordine del giorno i rastrellamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Nei campi di Qalandia e Dheisha le truppe sono penetrate sotto la copertura dei cecchini, per arrestare attivisti palestinesi della resistenza. Scontri con pietre contro pallottole. Secondo la Mezzaluna rossa palestinese sono decine i feriti, alcuni in condizioni gravi. A Gerusalemme Est, le forze israeliane hanno devastato la chiesa di Santo Spirito.

In Israele, il villaggio dei beduini palestinesi, Araqeeb, è stato completamente demolito per la 202esima volta. Il villaggio si trova nel deserto del Negev e fa parte dei circa 35 villaggi che Israele non riconosce e continua la sua politica di confisca delle terre e di distruzione delle case, anche quelle non in muratura ma provvisorie. Nel villaggio di Araqeeb resistono all’oppressione israeliana 700 palestinesi che vivono di pastorizia.

Un rapporto dell’ONU (Vedi, in lingua inglese), redatto da una commissione d’inchiesta del Consiglio per i Diritti Umani, ha accusato il governo e l’esercito di Israele di essere i responsabili principali delle violenze nel conflitto israelo-palestinese. “Il perdurante rifiuto di Israele di ritirarsi dai territori palestinesi occupati e la discriminazione contro i cittadini palestinesi sono all’origine delle tensioni”.

Sudan

Iniziano oggi gli incontri programmati per il dialogo sudanese tra la giunta militare golpista e le forze politiche civili. Lo ha annunciato il comitato di ONU, UA e Igad, ma le forze della resistenza popolare e la coalizione per la libertà e il cambiamento hanno dichiarato che non vi parteciperanno perché non sono state garantite le condizioni da loro poste: rilascio di tutti gli arrestati politici e fine delle repressioni delle manifestazioni pacifiche. “Questo dialogo sarà tra i golpisti ed i loro sostenitori”, ha detto un portavoce dei comitati organizzatori delle proteste. Anche ieri si sono svolte manifestazioni in tutto il Sudan contro il golpe e per chiedere il ritorno dei militari nelle caserme.  

Siria

L’esercito siriano e le truppe russe stanno accrescendo la loro presenza militare nelle zone oggetto di mire della Turchia. Carri armati di Damasco e elicotteri russi sono giunti a nord di Raqqa e in diverse altre località che Ankara aveva annunciato di voler conquistare. L’operazione siriana e russa avviene su richiesta delle Forze democratiche a maggioranza curda minacciate dai recenti preparativi di guerra di Erdogan. Migliaia di soldati turchi sono affluiti nella zona e i caccia di Ankara sta bombardando diverse località. I miliziani dell’opposizione armata, collaborazionisti dei turchi, hanno compiuto addestramenti sotto la direzione dei generali di Ankara, per preparare l’offensiva di terra contro Tel Refaat, Manbij e Kobane. Oggi Lavrov è in visita ad Ankara ed oltre alla guerra in Ucraina, affronterà la situazione militare in Siria. Mosca aveva espresso nei giorni scorsi un tiepido dissenso ai piani guerrafondai di Erdogan.

Iran

Le potenze occidentali hanno avanzato al consiglio dei governatori dell’Aiea una risoluzione che impone a Teheran di collaborare con gli ispettori dell’organismo internazionale. La mozione sarà votata venerdì e una sua eventuale approvazione metterà l’Iran sotto la minaccia di sanzioni internazionali e non solo statunitensi. Nei giorni scorsi, il direttore Grossi, dopo una visita a Tel Aviv, ha rilasciato dichiarazioni allamate sul pericolo di possibile uso militare del nucleare iraniano. Il comportamento di Grossi è anomalo, perché Israele non aderisce al trattato per la non proliferazione nucleare e non ha mai permesso all’Aiea di ispezionare i suoi siti nucleari ed è noto che è l’unica potenza nucleare in Medio Oriente. Teheran accusa il rapporto dell’Aiea di essere di parte e di basarsi su informazioni fornite da servizi segreti nemici. Secondo gli analisti, l’eventuale approvazione della risoluzione avanzata dalle potenze occidentali, significherà la fine del negoziato di Vienna.

Iran

Secondo fonti dell’opposizione all’estero, 12 iraniani condannati a morte per attività politiche sono stati uccisi dal boia di Teheran. 11 uomini e una donna della minoranza del Belucistan, al confine tra Iran, Afghanistan e Pakistan, sono stati eseguiti in una struttura carceraria nel sud est dell’Iran. I malcapitati sono stati condannati per reati di criminalità comune, traffico di droga e assassinii. La stampa locale iraniana non ha pubblicato nessuna notizia in merito e le autorità non hanno risposto alle domande dei giornalisti internazionali.

Israele

Il governo Bennett non è riuscito a far approvare alla Knesset la legge cosiddetta “per la Cisgiordania”, che regola le norme per i coloni ebrei insediati nei territori palestinesi occupati. Questa legge, che è stata sempre approvata dal 1967, è una forma di Apartheid giuridico e garantisce ai coloni l’applicazione delle leggi israeliane civili e non quelle dell’occupazione militare applicate ai cittadini palestinesi. La destra che ideologicamente sostiene la misura ha votato contro per mettere in difficoltà il governo ed alla coalizione governativa sono mancati i voti dei deputati di sinistra e di quelli di origine palestinese: 56 contro e 52 a favore. La maggioranza è di 61 voti. Il governo ha tempo fino alla fine di giugno per trovare una soluzione, altrimenti la legge decade.  

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