Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

22 giugno 2022.

Rassegna anno III/n. 172

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118 giorni di guerra russa contro l’Ucraina. Colloqui tra Mosca e Kiev per l’esportazione di grano via Turchia. Putin: “Entro l’anno sarà operativo il super missile Sarmat”.

Continua lo sciopero della fame solidale a staffetta per chiedere la liberazione di #AlaaAbdelFattah, attivista egiziano leader delle rivolte di piazza Tahrir, da 81 giorni in sciopero della fame nelle carceri di Al-Sissi. Anche la sorella, Mouna Seif, ha iniziato 10 giorni fa lo sciopero della fame permanente.

In Italia, oggi digiunano Michele CarrabbaChiara Nielsen e Catherine Cornet.

Per maggiori info: http://www.invisiblearabs.com

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Titoli

Palestina Occupata: Un giovane palestinese accoltellato a morte da un colono israeliano.

Iran: Tre agenti collaboratori col Mossad sono sotto processo a Teheran.

Siria: Inizia la sostituzione etnica di Erdogan. 800 profughi alla settimana da insediare nella fascia di sicurezza in territorio curdo-siriano.

Turchia-Grecia: Scintille tra Ankara ed Atene. Solo a parole per il momento.

Tunisia: La nuova costituzione considera l’Islam la religione della nazione e non dello Stato.

Libia: Alla mezzanotte di ieri sono scaduti i termini di riconoscimento Onu per il governo Dbeiba. Tensione militare nella capitale.

Marocco: Alle manovre militari USA “Leone Africano”, ospitate dal regno, partecipa anche Israele.

Le notizie

Palestina Occupata

Un giovane palestinese è stato ucciso da un colono con una coltellata al cuore. Alì Hassan Harb, 22 anni, del villaggio di Skaka, stava lavorando insieme ad altri nel suo terreno quando è stato aggredito da un gruppo di coloni che intendevano occuparlo per costruirvi una nuova colonia. Secondo il ministero della salute palestinese, Harb è arrivato in ospedale di Nablus già senza vita. Il sindaco di Salfit ha affermato che l’esercito di occupazione non ha arrestato nessun colono tra gli aggressori. Sono stati invece arrestati 20 giovani palestinesi, in diverse località della Cisgiordania, per il solo motivo di aver lanciato pietre contro i soldati che proteggevano i coloni mentre invadevano i terreni dei contadini palestinesi.

Iran

Le autorità giudiziarie hanno comunicato che presto inizierà il processo contro tre agenti che lavoravano per il Mossad israeliano. I tre sono stati arrestati lo scorso aprile, ma non è mai stata resa nota la loro nazionalità. L’agenzia stampa vicina alle Guardie rivoluzionarie, che ha pubblicato la notizia, si è limitata a sostenere che i tre si stavano preparando per uccidere degli scienziati iraniani. La notizia giunge in un momento nel quale i rapporti tra Tel Aviv e Teheran sono alla massima tensione. Israele ha intensificato i bombardamenti missilistici contro obiettivi siriani dove sono di stanza militari iraniani e ha installato sistemi d’arma antimissili negli Emirati e in Bahrein, visino alle coste iraniane. Diversi ufficiali e tecnici nucleari iraniani sono stati assassinati in circostanze misteriose e la stampa di Tel Aviv e Washington hanno riferito rapporti che sostengono l’implicazione del Mossad. Infine a seguito del mancato rinnovo dell’accordo per il nucleare, la prossima visita di Biden nella regione sarà l’occasione per l’avvio di un patto di sicurezza, guidato dagli USA, tra alcuni paesi arabi e Israele. Il tema è oggetto del giro diplomatico dell’erede Al trono saudita, che ha visitato ieri Il Cairo ed Amman e oggi è in Turchia.

Siria

Secondo funzionari dell’ONU, ogni settimana tornano in Siria dalla Turchia, 800 profughi siriani. È il piano sostituzione etnica del governo di Ankara, più volte annunciato da Erdogan, di insediare un milione di rifugiati siriani in una fascia di territorio sul confine occupata dall’esercito turco e strappata alle forze curde, con conseguente deportazione della popolazione curda. Secondo l’ACNUR la Siria non è un paese sicuro in grado di accogliere i rifugiati di ritorno. In Turchia vi sono 3,5 milioni di profughi siriani.

Turchia-Grecia

La NATO ischia di trovarsi una guerra in casa. Due membri dell’Alleanza Atlantica, Turchia e Grecia si stanno minacciando a vicenda. Ankara accusa Atene di introdurre armi nelle isole del mare Egeo, a pochi km dalle coste turche. Il presidente Erdogan ha affermato che la Turchia pone seriamente la questione e non si arretrerà di un passo nell’azione per rimuovere il pericolo. Un generale greco in pensione ha commentato che in tal caso si potranno bombardare i ponti di Istanbul. Dietro alle irresponsabili dichiarazioni vi è la disputa sullo sfruttamento dei giacimenti di gas e petroliferi nell’est del Mediterraneo.

Tunisia

Il presidente Saied ha ricevuto la bozza di Costituzione dal presidente della commissione indipendente da lui nominata, Beleid. In una conferenza stampa, Saied ha sostenuto che l’Islam non sarà più la religione dello Stato, ma la fede della nazione. Nei prossimi giorni il testo sarà sottoposto all’attenzione del comitato per il dialogo nazionale , per eventuali modifiche, sarà pubblicato nella sua versione definitiva il 30 giugno e poi il referendum il 23 luglio, anniversario delle misure di emergenza che hanno defenestrato il Parlamento e il consiglio superiore della magistratura. L’opposizione ha proclamato il boicottaggio del voto.

Libia

Alla mezzanotte di ieri 21 giugno è scaduto il mandato dell’ONU per il governo Dbeiba. La capitale Tripoli è stata teatro di mobilitazioni straordinarie delle milizie filo governative che hanno presidiato ministeri e istituzioni finanziarie e bancarie. All’esterno della città e nelle principali arterie di accesso sono in allerta le milizie di Zentan che sostengono il governo rivale, guidata da Basha-Agha. Per il momento non c’è stato nessun contatto dirette, ma la scintilla potrebbe innescarsi da un momento all’altro e provocare uno scontro dalle conseguenze imprevedibili. Un gruppo di deputati del Congresso ha rivolto un appello a Dbeiba di dimettersi, per permettere il passaggio dei poteri in un modo pacifico, come avvenne con il predecessore Sarraj. Dbeiba ha detto che rassegnerà le dimissioni soltanto ad un governo eletto.

Marocco

Le forze armate marocchine stanno svolgendo manovre congiunte guidate dagli Stati Uniti e con la partecipazione di Israele. Il “Leone africano 2022” sono manovre enormi con la partecipazione di 7 mila soldati di 10 nazioni diverse. Sono le manovre militari di più vasta portata nel continente africano ed avvengono mentre tra Algeria e Marocco c’è alta tensione sulla questione di confine e sulla vicenda Saharawi. Rabat ha barattato il riconoscimento di Israele con l’appoggio USA all’annessione del Sahara Occidentale. L’Algeria ha richiamato il proprio ambasciatore a Rabat.

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