Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

12 agosto 2022.

Rassegna anno III/n. 218

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Sono trascorsi 169 giorni di guerra. Medvedev in visita nel Donbas vede capi repubbliche autonomiste. Nuovo attacco su Zaporizhzhia: scambio accuse fra Mosca e Kiev.

Alaa Abdel Fattah ha iniziato lo sciopero della fame il 2 aprile, nel carcere egiziano di Wadi Natroun. In Italia dal 28 maggio è in corso un digiuno solidale a staffetta per chiedere la sua liberazione.

Oggi è Caoimhe Butterly a digiunare di nuovo in solidarietà con Alaa Abd-el Fattah. È attivista per i diritti umani, educatrice e film-maker irlandese. 

Appello della redazione di Anbamed ai lettori ed ascoltatori di aderire alla staffetta solidale di sciopero della fame per un giorno.

Per maggiori info: http://www.invisiblearabs.com

Il 30 giugno, Anbamed ha spento la seconda candelina. Due anni fa è iniziata questa maratona dell’informazione quotidiana sul Grande Vicino Oriente. Puntuale, completa e senza interruzioni. Agli abbonati del 2022 andranno due quadri donati da Silvia Lotti e Giuseppe Di Giacinto.

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I titoli

Afghanistan: Ucciso in un attentato un importante teologo taliban.

Palestina Occupata: In fin di vita il detenuto Awawdeh, da 151 giorni in sciopero della fame.

Egitto: Un caso Regeni egiziano. Mustafà Hàmed è morto in commissariato, ma la procura nega la tortura.

Siria: Continuano gli attacchi militari turchi nel nord est.

Turchia: La Svezia consegna per il primo richiedente asilo curdo ad Ankara.

Sudan: Manifestazione di popolo contro la giunta militare.

Etiopia: Entrata in funzione la seconda turbina della diga “Rinascita”.

Le notizie

Afghanistan

Un altro attentatore suicida è entrato in azione a Kabul, in una scuola coranica. Si è fatto esplodere alla presenza del teologo Rahimullah Haqqani, obiettivo dell’attentato. Daiesh (Isis-Khorasan) ha rivendicato l’azione, senza fornire particolari oltre al nome di battaglia del terrorista. La polizia talibana non sa spiegare come l’uomo abbia potuto superare i controlli di sicurezza all’ingresso della Madrassa (Scuola coranica). Secondo una tv privata, l’uomo aveva nascosto l’esplosivo nella protesi della gamba. Haqqani era sfuggito in passato a due attentati, l’ultimo nel 2020, a Peshawar in Pakistan. Una bomba è stata fatta esplodere nella moschea mentre lui dirigeva la preghiera collettiva. Il religioso è un alto esponente del movimento taliban e recentemente aveva criticato i capi politici dell’emirato islamico sulla questione dell’insegnamento femminile e sul burqa, sostenendo il diritto allo studio delle donne. “Vi accanite sull’obbligo del burqa, mentre la gente muore di fame. Sarebbe meglio lavorare per trovare soluzioni ai problemi economici della gente”, aveva dichiarato.

Palestina Occupata

Il detenuto palestinese, Khalil Awawdeh, è in pericolo di vita. Dopo uno sciopero della fame di 151 giorni è stato trasferito dal carcere in ospedale. I medici di MSF che lo avevano visitato hanno espresso molta preoccupazione per la sua salute. Awawdeh è da tre anni agli arresti amministrativi, senza accusa e senza processo.

Il Tribunale militare ha prorogato di sei giorni l’arresto del dirigente di Jihad Islamica, Bassam Saadi, arrestato a Nablus il 1° agosto. Dopo il suo arresto, il governo Lapid ha sferrato l’aggressione militare contro Gaza, con il pretesto di prevenire eventuali lanci di razzi dalla Striscia. Nelle trattative indirette tramite la diplomazia egiziana, Jihad Islamica ha chiesto la liberazione dei due uomini.

Egitto

Un altro caso Regeni. Il giovane Mustafà Muntasar Hàmed è morto nel commissariato Muntazah, in Alessandria, durante l’arresto preventivo. La versione ufficiale della procura è molto sospetta: “Il detenuto è morto dopo il trasferimento in ospedale, per l’aggravarsi della sua situazione sanitaria pregressa”. Secondo un comitato per i diritti umani, il giovane è stato torturato durante i giorni di fermo. I familiari hanno dichiarato di non aver ricevuto nessuna comunicazione ufficiale per l’avvenuta morte e non è stato consegnato loro ancora il corpo della vittima. “Abbiamo ricevuto una telefonata da una voce anonima che ci informava della morte di mio figlio in commissariato”, ha dichiarato la madre. George Ishaaq, membro del Consiglio Nazionale per i Diritti Umani (organo ufficiale) ha dichiarato che il Consiglio ha il compito di indagare su questo caso, per giungere alla verità e garantire giustizia per i familiari.

Siria

Continuano gli attacchi quotidiani turchi con i droni sul nord est della Siria. Questa volta è stata colpita la cittadina di Ain Issa, a nord di Raqqa. Il lancio di missili è stato seguito da bombardamenti dell’artiglieria che ha colpito l’autostrada M4, bloccando completamente il traffico.

Il ministro degli esteri turco ha incontrato l’omologo siriano durante i lavori del Consiglio dei paesi non-allineati a Belgrado. In una dichiarazione Mevlüt Çavuşoğlu ha affermato che è “necessario giungere ad un accordo tra opposizione e governo di Damasco” e poi ha aggiunto “lavoreremo per questo”. In diverse località del nord della Siria sotto l’occupazione turca sono state organizzate manifestazioni contro Ankara. Ad Izzaz, a nord di Aleppo, un commissariato di polizia è stato assaltato, è stata tolta la bandiera turca e bruciata, mentre la folla gridava contro il regime di Assad e contro Erdogan.    

Turchia

La Svezia ha comunicato alle autorità consolari turche che verrà consegnato un cittadino curdo rifugiato nel paese nord europeo ed accusato in Turchia per questioni di assegni bancari senza copertura. Il ministro della Giustizia svedese ha spiegato che è un caso di normale amministrazione: “L’uomo è un cittadino turco ed è ricercato per reati comuni”. Okan Kaleh, 35 anni, ha chiesto asilo politico in Svezia nel 2011 ed è stato arrestato nel 2021 in seguito ad un ordine d’arresto emesso dall’Interpol su indicazioni di Ankara. Era stato condannato in Turchia a 14 anni. È il primo caso di estradizione dopo la firma dell’accordo di Madrid tra Turchia, Finlandia e Svezia che prevede le estradizioni richieste da Ankara di militanti curdi in cambio del non veto all’ingresso dei due paesi nella NATO.   

Sudan

Le manifestazioni popolari contro la giunta militare sono incessanti. Ieri si è tenuta una grande mobilitazioni in risposta all’attacco contro la sede del sindacato degli avvocati del giorno prima. Una folla di persone è scesa nelle piazze della capitale Khartoum e in diverse altre città per chiedere il ritorno dei militari nelle caserme e l’istituzione di un governo civile. “Liberà, Pace e Giustizia” hanno scritto sui cartelli. La polizia ha sparato lacrimogeni e non sono stati segnalati casi di morte, ma solo una decina di feriti.

Etiopia

Il governo di Addis Abeba ha inaugurato in una cerimonia ufficiale l’entrata in funzione del secondo generatore idroelettrico nella diga Rinascita. Alla presenza della presidente Sahle-Uork Zeudé, il premier Abi Ahmed ha elogiato “i sacrifici del popolo etiopico che ha finanziato un’opera di progresso”. La seconda turbina produrrà una potenza di 270 megawatt. Secondo l’ingegnere capo del progetto i lavori di costruzione della diga sono stati ultimati al 95% e i lavori per la parte elettrica al 60%. La centrale di “Rinascita” sarà il più grande impianto di produzione elettrica in Africa e l’Etiopia oltre a coprire il fabbisogno nazionale sarà in grado di esportare energia ai paesi vicini. La costruzione della diga ha creato tensioni diplomatiche con Egitto e Sudan che temono la riduzione delle quote idriche del Nilo spettanti ai due paesi, in caso di siccità. Il contenzioso è tuttora in corso e non è stato raggiunto un accordo.

Approfondimenti

12 agosto 1976 il massacro di Tel Zaatar

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1 commento

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