Domenica 18 settembre, presso il Parco Schuster di Roma, diversi artisti e artiste italiani/e e un gruppo musicale curdo suoneranno, gratuitamente a sostegno della storia, della tradizione e del modello sociale che la popolazione del Kurdistan custodisce e propone.

Dalle 18,00 si alterneranno sul palco Daniele Silvestri, Fiorella Mannoia, Elio Germano, Giacomo Bevilacqua e Michele Zerocalcare (+ special guest), Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri, Hani Mojtahedy & the Moon, Punkreas, The Andre, Anna Favella

Una giornata di festa, di aggregazione, di cultura e musica che però deve, nuovamente, denunciare le ingiustizie, operate da stati nazione così come di organizzazione ultra religiose, contro le popolazioni che vivono tra Turchia, Iraq, Iran e Siria.

Paolo Noise, chitarrista dei Punkreas,  ricorda che “Il popolo curdo subisce da almeno la fine della prima guerra mondiale una diaspora e una repressione figlia dei nazionalismi e del razzismo. Siamo sempre stati solidali con la lotta di liberazione del popolo curdo che in Rojava si è fatto anche esperimento politico oltre che avanguardia della resistenza contro Isis”.

Il Presidente del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, Abdullah Ocalan, è costretto alla prigionia, in isolamento, da oltre ventidue anni nel carcere di Imrali (Turchia), dove gli è impedito di vedere i propri avvocati e l’ultimo contatto con il fratello risale ad una visita concessa ormai 17 mesi fa.
Intanto il presidente turco Erdogan ha ordinato al proprio esercito una escalation di azioni militari ritenute criminali da centinaia di organizzazioni umanitarie internazionali, bombardato campi profughi e aree turistiche nel Kurdistan iracheno e ospedali nel territorio Yazida di Shengal.

Per il fumettista Michele Zerocalcare “ è una serata che serve a ricordare che non è che siccome gli ultimi due anni hanno completamente cambiato l’agenda mediatica, i conflitti di cui non si parla più si sono magicamente spenti. In Siria e in Iraq ci sono ancora i jihadisti sul campo, c’è ancora la Turchia che li foraggia minacciando e bombardando tutti i giorni i territori dei curdi e non solo,  ci sono ancora uomini e donne che muoiono quotidianamente per difendere un modello di società più giusto e equo per tutti e tutte. E ci sono ancora migliaia di prigionieri politici che marciscono nelle galere dei nostri partner e alleati, primo fra tutti Abdullah Ocalan”

Il PKK, il partito dei Lavoratori del Kurdistan è inserito, su pressione della Turchia, ed il bene placido di molti alleati, nelle liste del terrorismo internazionale nonostante il cambio di fase storico politico del movimento di liberazione del popolo curdo e i diversi tentativi, agiti dallo stesso Ocalan dal carcere, di lanciare ponti di pace.

Togliere il PKK dalle liste del terrorismo internazionale, liberare Ocalan e aprire un tavolo di pace e dialogo nel nome del confederalismo democratico con i governi di Iran, Iraq, Turchia e Siria é una necessità non solo per il diritto del popolo curdo di esistere ma per trovare una soluzione di pace in un area complessa e interétnica com’è il medioriente.

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“The Future Is Unwritten”, “odio tutto per questo adoro tutto”

UIKI Onlus
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia

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