Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

9 ottobre 2022.

Rassegna anno III/n. 277

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Le vignette sono QUI

Sono passati sette mesi e 14 giorni di guerra russa in Ucraina.

Alaa Abdel Fattah ha iniziato lo sciopero della fame il 2 aprile, nel carcere egiziano di Wadi Natroun. Sono passati sei mesi e il regime di Al-Sissi è sordo agli appelli e nelle cancellerie internazionali prevale l’insensibilità. In Italia, dal 28 maggio, è in corso un digiuno solidale a staffetta per chiedere la sua liberazione.

Appello della redazione di Anbamed ai lettori ed ascoltatori di aderire alla staffetta solidale di sciopero della fame per un giorno. Urge una vostra adesione.

Per maggiori info: http://www.invisiblearabs.com

Lo scorso 30 giugno, Anbamed ha spento la seconda candelina. Due anni fa è iniziata questa maratona dell’informazione quotidiana sul Grande Vicino Oriente. Puntuale, completa e senza interruzioni. Agli abbonati del 2022 andranno due quadri donati da Silvia Lotti e Giuseppe Di Giacinto.

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I titoli 

Migranti: 15 migranti uccisi a Sabratha dalle milizie-trafficanti

Palestina Occupata: Tre palestinesi uccisi in Cisgiordania e una soldatessa israeliana uccisa a Gerusalemme est.

Palestina: 12 organizzazioni palestinesi si riuniscono per la prima volta ad Algeri.

Iran: Riprendono le manifestazioni dopo la pubblicazione del rapporto farsa sulla morte di Amini. Contestato il presidente Raissi all’università.

Tunisia: Saied intende modificare la legge elettorale due mesi prima del voto del 17 dicembre.

Iraq: La corruzione ha divorato 600 miliardi di denaro pubblico.

Le notizie

Migranti

15 migranti sono stati assassinati da una milizia di trafficanti a Sabratha. Lo ha annunciato il presidente della Commissione libica per i diritti umani (Ong indipendente), Ahmed Hamza. Mentre il gommone stava per partire, i miliziani hanno iniziato a sparare e poi hanno dato fuoco ai corpi delle vittime. La macabra esecuzione è stata causata da litigi tra due gruppi di trafficanti. Dal governo Dbeiba un silenzio assordante, né conferme, né smentite.  

Palestina Occupata

Le forze di occupazione israeliane hanno annunciato la morte di una soldatessa colpita da un proiettile sparato da palestinesi ieri sera al valico di passaggio di Sha’fat, a Gerusalemme est. Nella sparatoria sono stati feriti altri due militari israeliani. La situazione nella Palestina Occupata è arrivata ad un alto livello di tensione, per gli assassinii quotidiani di giovani palestinesi che si oppongono con le pietre alla confisca delle terre ai contadini per assegnarle ai coloni. Ieri sabato, sono stati tre i giovani palestinesi uccisi, uno dei quali aveva 17 anni. Negli ultimi 4 mesi, l’esercito di occupazione ha compiuto continue operazioni di rastrellamento nelle città ribelle di Jenin, Nablus e Al-Khalil, con uccisioni e arresti.

Palestina

Il governo algerino ha annunciato che martedì si terrà ad Algeri una riunione di 12 organizzazioni palestinesi, per raggiungere un accordo politico. Dal 2007 il movimento palestinese di resistenza è lacerato dallo scontro frontale armata tra Fatah e Hamas nella striscia di Gaza. Nei mesi passati, Algeri ha ospitato diverse delegazioni dei singoli partiti e movimenti palestinesi in preparazione di questo incontro. Il piano algerino mira a raggiungere l’unità dei palestinesi su un programma politico che rivendica i diritti ad uno Stato indipendente, senza cedimenti alla prepotenza israeliana. L’Algeria ospiterà a novembre il vertice della Lega Araba e un movimento palestinese diviso viene usato da paesi come Emirati, Bahrein e Marocco a pretesto per riallacciare relazioni diplomatiche, economiche e di sicurezza con Israele tramite i cosiddetti accordi di Abramo.

Iran

La protesta popolare entra nella quarta settimana. Negli ultimi giorni ha ripreso vigore anche per le manifestazioni organizzate dagli studenti e con forte partecipazione delle studentesse che si sono liberate dalla schiavitù del chador, il velo della tradizione iraniana. Il presidente Raissi è stato contestato durante un suo discorso all’università femminile Zahraa di Teheran. Le ragazze hanno interrotto più volte il discorso con lo slogan: “Morte al dittatore, giustizia per Mahsa”. Nella regione curda è stato proclamato lo sciopero generale, al quale hanno partecipato i commercianti. In alcuni quartieri di Teheran, le saracinesche dei negozi sono state abbassate. La ripresa delle proteste è avvenuta dopo la pubblicazione dei risultati dell’autopsia condotta sul corpo di Mahsa Amini, la ragazza curda morta 3 giorni dopo il suo arresto dalla polizia. Il responso dei medici sostiene che la ragazza non è morta per le botte ricevute sulla testa, ma per malattie pregresse. Versione di comodo che scagiona la polizia, ma non è credibile perché non supportata da nessuna certificazione medica precedente. La famiglia aveva smentito tutte le dichiarazioni del capo della polizia in tal senso. “Mahsa era in buona salute e non è mai stata in ospedale e non ha mai subito in passato un intervento chirurgico”, aveva detto la madre in un’intervista.   

Tunisia

Il presidente Saied, a due mesi dalle elezioni, ha annunciato le sue intenzioni di modificare la legge elettorale. Due mesi fa era stata introdotta la nuova legge elettorale che riduce il ruolo dei partiti, limitando le candidature alle persone singole, con un sistema maggioritario. La modifica annunciata intende introdurre un tetto più alto del numero delle firme da raccogliere per l’accettazione della candidatura. “C’è stato del mercimonio elettorale. Per garantirsi la candidatura, alcuni hanno comprato le coscienze di povera gente”, ha detto il presidente. Per stroncare il “mercato delle firme”, come lo ha definito, Saied intende alzare il numero delle firme da raccogliere per ogni candidato.  

Il partito islamista Ennahda, principale partito di opposizione, ha annunciato che boicotterà queste elezioni del 17 dicembre 2022.

Iraq

Un rapporto dell’ONU sulla corruzione in Iraq sostiene che dal 2003 in Iraq sono stati dilapidati 600 miliardi di dollari. In un discorso davanti al Consiglio di Scurezza, la scorsa settimana, l’inviata speciale Jenean Harris, ha affermato “la corruzione politico-economica è un cancro che sta alimentando l’instabilità”. Secondo esperti iracheni, le stime sono per difetto, perché non vengono calcolati gli sperperi di denaro pubblico in strutture statali inutili e che servono a dare incarichi agli affiliati ai partiti di governo. Un precedente primo ministro, Haidar Abbadi, aveva denunciato che nel bilancio del ministro della difesa c’erano a busta paga 50 mila soldati inesistenti. L’economista iracheno Mash-hadani afferma che tra il 2006 e il 2016 sono stati finanziati 6mila progetti fantasma mai realizzati. Il terzo filone della corruzione riguarda le tangenti sulle commesse militari e sui contratti con società estere. A questo danno si aggiunge la fuga degli investimenti stranieri. Secondo il rapporto annuale 2021 dell’organizzazione internazionale per la trasparenza l’Iraq occupa il 167 posto su 180 nazioni studiate.

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