Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

23 dicembre 2022.

Rassegna anno III/n. 352

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I titoli:

Iraq: un agguato jihadista contro un convoglio dell’esercito a Kirkuk.

Israele 1: Un giovane di origine palestinese ucciso dalla polizia a Kfar Qassim.

Israele 2: Netanyahu forma il governo con una coalizione di estrema destra.

Siria: Attacchi israeliani a Homs e Damasco, senza nessuna risposta difensiva.

Libia: Scoperta fossa comune a Derna. Estratti due corpi di vittime dei jihadisti.

Tunisia: Dopo la debacle elettorale, il sindacato UGTT si schiera apertamente contro il piano di Saied.

Afghanistan: Le donne scendono in piazza sfidando i decreti dei taliban.

Yemen: Gli Houthi restringono gli spazi di azione delle donne.

Le notizie

Iraq

Un agguato armato contro un convoglio dell’esercito iracheno vicino a Kirkuk. Secondo una fonte della sicurezza, un gruppo armato ha fatto saltare due cariche esplosive al passaggio dei mezzi militari e poi ha assaltato i soldati con colpi di mitra. Sono rimasti uccisi due soldati e altri 3 feriti. Nessuna rivendicazione ma l’esercito accusa i jihadisti di Daiesh (Isis). L’organizzazione terroristica sta alzando la testa in Iraq, con attacchi nell’area centrale a nord della capitale.

Israele 1

La polizia israeliana ha ucciso un giovane di origine palestinese a Kafr Qassim. Secondo testimoni oculari, l’auto del giovane stava facendo una marcia indietro quando ha fatto un incidente colpendo leggermente un’auto parcheggiata. Un gruppo di agenti armati preseti in zona hanno iniziato a sparare. Un comunicato della polizia afferma che due poliziotti sono rimasti leggermente feriti. La stampa di Tel Aviv parla del ritrovamento di bottiglie incendiarie nell’auto del giovane ucciso. La famiglia invece nega qualsiasi coinvolgimento del figlio in movimenti politici. Il corpo della vittima è stato preso in ostaggio e non consegnato alla famiglia per i funerali.

Israele 2

In extremis il premier incaricato Netanyahu ha annunciato il raggiungimento dell’accordo politico per la formazione del governo. Netanyahu sesto sarà una coalizione di destra-estrema destra e il Likud ha ceduto dicasteri di peso come difesa ed interni. Il governo sarà formato dal Likud, dai partiti religiosi e dai Sionisti religiosi nazionalisti di Itamar ben Gvir, Bezalel Smotrich e Yoav Maoz e disporrà di una maggioranza di 64 seggi su 120 alla Knesset, il parlamento israeliano. Nelle scorse settimane il Parlamento ha modificato alcune leggi, per permettere ad un esponente dell’estrema destra condannato di assumere l’incarico di ministro. I nomi impresentabili sono più di uno e spiccano per le loro posizioni razziste e ed oltranziste ed hanno sollevato le condanne dell’autorità palestinese e le preoccupazioni dei progressisti israeliani.

Siria

Aerei israeliani hanno bombardato l’aeroporto di Al-Qassir, a sud di Homs. Sarebbero stati colpiti centri di perfezionamento di droni. L’attacco sarebbe avvenuto domenica, ma è stato reso noto soltanto ieri. Un’altra incursione aerea israeliana è avvenuta su Damasco, dove sono stati feriti due soldati secondo quanto ha comunicato l’esercito siriano, senza dare altri dettagli sugli obiettivi colpiti. Israele è padrona dello spazio aereo libanese e israeliano e compie continuamente attacchi contro il territorio siriano, senza che ci siano azioni militari difensive efficaci.

Libia

È stata scoperta una fossa comune a Derna, nella regione orientale del paese, città che è stata occupata da Daiesh (Isis) 8 anni fa. Gli operatori della Mezzaluna Rossa libica hanno estratto due corpi, alla presenza della procura militare e del reparto di medicina legale. Gli scavi continuano per l’estrazione di altri corpi. Dall’analisi del Dna, i corpi estratti sono di un poliziotto e di un soldato dell’esercito nazionale, sequestrati dai jihadisti nel 2014 e mai più tornati alle loro famiglie. Nel 2018 sono state scoperte due fosse comuni con 22 e 34 corpi. La città era stata occupata da miliziani daieshisti, ma poi cacciati da altri jihadisti legati ad Al-Qaeda. Nel 2018, l’esercito nazionale libico guidato dal generale Haftar ha lanciato un’offensiva che nel giugno dello stesso anno ha liberato la città dai jihadisti, con l’arresto di miliziani da diversi paesi arabi, in particolare di islamisti egiziani fuggiti dopo il colpo di Stato di Al-Sissi e implicati in attentati contro l’esercito del Cairo.  

Tunisia

Il comitato direttivo del sindacato UGTT, la più grande centrale sindacale tunisina, ha lanciato l’allarme per la democrazia e la stabilità economica del paese, in caso di proseguimento della linea dell’esclusione dell’altro seguita dal presidente Saied dal 25 luglio 2021. Il comunicato sottolinea che “la percentuale spaventosamente bassa nelle elezioni segna l’isolamento della linea emergenziale portata finora, concentrando il potere nelle mani di un solo uomo”. Il sindacato si dichiara disponibile di assumersi il suo ruolo “nel riavvicinare le posizioni delle parti, per costruire un dialogo nazionale che rafforzi le basi democratiche della società”. E infine l’affondo: “Un sistema presidenziale con un parlamento depotenziato è la strada più breve per ristabilire la dittatura”.

Afghanistan

Le donne afghane non si lasciano escludere dalla vita sociale, in silenzio e senza reagire. Nel centro di Kabul, in mezzo a miliziani armati sorpresi, un gruppo di donne ha inscenato una protesta riprendendo con i cellulari la performance (Vedi): “hanno chiuso le scuole, il mondo in silenzio. Hanno chiuso le università. Silenzio ancora. Adesso anche i nostri corsi di formazione educativa. Cosa pretendono che noi facciamo? Ucciderci?”.

Un altro gruppo di donne e ragazze sono scese a manifestare al grido “Lo studio è per tutti o per nessuno; Tutte per una, una per tutte!” (Qui).

Una ragazzina ha postato sui social un video rivolgendosi ai taliban con queste domande: “Adesso in Afghanistan essere ragazza è un crimine? Non avete una madre? Una sorella? Una figlia? Per favore non spegnete la luce della conoscenza e dell’educazione per le ragazze!”. (Qui)

Yemen

Gli Houthi hanno emesso una serie di norme che limitano la libertà delle donne ed il loro diritto al lavoro. Una di queste norme è il divieto di viaggio senza un tutor maschio della famiglia (padre, fratello, figlio o marito). Sono stati chiusi esercizi commerciali come centri di bellezza, palestre sportive femminili e locali pubblici per sole donne. Provvedimenti che hanno causato la perdita di posti di lavoro per le donne che vi erano impiegate.

Secondo le associazioni per i diritti umani, nella società yemenita non è mai avvenuto un restringimento dello spazio pubblico delle donne, malgrado il forte legame con la tradizione. La ricercatrice del centro di studi strategici di Sanaa, Balqis Lahabi, sostiene che “una resistenza alla talibanizzazione della società è in atto, ma l’esempio iraniano e talibano è di ispirazione per gli Houthi come mezzo atto ad ottenere il controllo sulla società”.

Notizie dal mondo

Sono passati nove mesi e 28 giorni di guerra russa in Ucraina.

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1 commento

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