Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

13 febbraio 2023.

Rassegna anno IV/n. 043

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I titoli:

Turchia: Le vittime del terremoto hanno superato i 30 mila morti. Le operazioni di ricerca di vivi continuano.  

Siria: Fermate le ricerche di salvataggio. Oltre 5 mila morti. Oggi riunione del Consiglio di Sicurezza per il passaggio degli aiuti. Non cessano le aggressioni militari turche su Kobane e gli attacchi terroristici di Daiesh. Uccisi 10 lavoratori agricoli dei 75 presi in ostaggio.  

Palestina Occupata: Due palestinesi assassinati a Jenin e Nablus. Il governo Netanyahu avanza nella sua politica di annessione della Cisgiordania e confisca delle terre a Gerusalemme.

Algeria: Vendetta del regime contro la famiglia Bourani per la fuga in Francia della dottora Amira. Arrestate madre e sorella.

Iran: Liberato su una carrozzella l’ex campione di culturismo Pirzadeh, dopo mesi di sciopero della fame.

Marocco: A Marakesh aperto il festival del libro africano.

Le notizie

Turchia

È passata una settimana dal disastroso terremoto nel sud della Turchia e nord della Siria.  Le vittime nei due paesi hanno superato i 35 mila morti e il numero è ancora in crescita, in seguito al ritrovamento di cadaveri sotto i detriti. La popolazione delle zone terremotate turche contano 13 milioni di abitanti. Le operazioni di soccorso e ricerca di persone vive continuano malgrado l’assottigliarsi delle speranze. Ieri a Hatay sono stati salvati un neonato, una donna e due anziani, dopo 170 ore dal sisma. La speranza è l’ultima a morire. Le squadre di soccorso lavorano 24 ore al giorno, ma il lavoro principale adesso è quello di far fronte alle esigenze degli sfollati e garantire loro tende e cibo. Continuano le scosse di assestamento e il fenomeno preoccupa non poco gli abitanti delle case che hanno resistito al sisma.

La scelta governativa di escludere l’esercito dalle operazioni di soccorso è stata oggetto di critiche, perché l’ente di protezione civile, AFAD, ha mostrato la sua inadeguatezza e inesperienza.

Siria

Le ricerche di persone vive sono finite, si tirano fuori soltanto cadaveri da sotto le macerie. Una settimana dal terremoto ha distrutto quel poco che c’era nelle zone di guerra nel nord ovest della Siria. Nelle zone sotto il controllo delle milizie sono morti oltre 4 mila e ci sono almeno 8 mila feriti, che non hanno adeguate cure. Il problema serio adesso è quello di garantire un tetto per i terremotati. Finora gli sfollati sono rimasti al freddo sotto gli alberi oppure nelle auto. Secondo le stime dell’ONU, sono 5 milioni le persone che hanno perso le loro case o tende dove erano alloggiati. Dopo la guerra, il sisma.

Le polemiche continuano sul mancato arrivo di soccorsi ed aiuti internazionali. La rappresentante dell’ACNUR ha affermato che è stato raggiunto un accordo con le forze governative per il passaggio degli aiuti verso i territori sotto il controllo dell’opposizione, “ma l’altra parte non è pronta”. È un eufemismo per descrivere il tentativo delle milizie di mettere mano sugli aiuti, esattamente come fanno gli uomini del regime. La questione è spiegata chiaramente in un comunicato della mezzaluna rossa curda del Rojava, che ha raccolto aiuti destinati alla popolazione colpita dal sisma. Al passaggio verso Manbij, gli aiuti sono stati taglieggiati dai militari governativi e i camion sono stati bloccati dalle milizie jihadisti e filo turche della cosiddetta opposizione, che controllano con le armi il territorio.    

Al dramma del sisma si aggiungono i crimini della guerra, dell’aggressione turca e del terrorismo. Un drone turco, ieri, ha lanciato missili contro le zone rurali di Kobane. È stata colpita un’auto che trasportava civili e ci sono stati vittime, ma non se ne conosce il numero esatto.

Un commando di jihadisti di Daesh (Isis) ha sequestrato 75 lavoratori agricoli di raccoglitori di tartufo, tra i quali donne e guardiani della polizia, nella regione centrale della Badia, la zona desertica della provincia di Homs ad est di Tadmour (Palmira). Secondo l’Osservatorio siriano, 10 degli ostaggi sono stati uccisi e non si conosce la sorte degli altri 64. Non è pervenuta nessuna comunicazione sulle richieste dei sequestratori.

Palestina Occupata

Un minore palestinese è stato assassinato dai soldati israeliani a Jenin. Qusai Waqid, 14 anni, è stato freddato dalle pallottole dei cecchini durante le operazioni di rastrellamento nel campo profughi. Sono stati feriti tre persone e arrestate altre.

A Nablus, un giovane è stato ucciso all’alba di oggi, lunedì. Amir Boustami è morto in ospedale dopo le ferito subite dalle pallottole delle truppe israeliane durante un’incursione militare. L’esercito di Tel Aviv parla di un’operazione per l’arresto di ricercati.

Le forze di occupazione hanno demolito due case a Gebel Al-Mokabbir, a Gerusalemme est con la presunta di mancata licenza. Durante gli scontri con gli abitanti del quartiere ci sono stati una decina feriti e diversi arresti. Tutto il quartiere è sottoposto alle mire della colonizzazione ebraica israeliana, che tenta di assediare la città vecchia con insediamenti, per rendere definitiva e senza ritorno l’annessione

I caccia di Tel Aviv hanno bombardato nella notte la zona centrale della striscia di Gaza. Dalla striscia, in risposta al bombardamento, sono partiti razzi contro gli insediamenti attorno.

Le misure del governo Netanyahu per l’annessione di ampie zone della Cisgiordania cancellano di fatto la soluzione dei due Stati. Il presidente Abbas si è incontrato al Cairo con il presidente Al-Sissi e re Abdalla II, per studiare i passi diplomatici comuni. È il secondo incontro in poche settimane. L’OLP, sostenuto dai paesi arabi, intende chiedere all’Assemblea dell’ONU di ammettere a pieno titolo la Palestina come membro effettivo (attualmente ha lo status di osservatore) e di rafforzare il sostegno alla soluzione dei due Stati, per frenare la colonizzazione criminale che toglie le terre ai palestinesi e crea un regime di Apartheid coloniale peggiore di quello sudafricano.   

Algeria

La polizia ha arrestato ad Algeri la madre e la sorella dell’attivista Amira Bouraui, fuggita nei giorni scorsi in Francia via Tunisia (Vedi Anbamed del 9 febbraio). Gli agenti, vestiti con abiti civili, sono arrivati a casa della famiglia alle 19:00 di sabato 11 febbraio e hanno portato via la signora Khadija, 73 anni, e sua figlia Wafa, che è stata rilasciata ieri. La madre invece è stata trasferita ad Annaba, 600 km ad est di Algeri. Si tratta di una vendetta collettiva e di un accanimento di una cattiveria senza limiti nei confronti di una persona soggetta a malattie cardiache.

Amira Bouraui è una dottora e giornalista, che ha fatto parte nel 2014 del movimento Barakat che aveva contestato la candidatura dell’ex presidente Boutefliqa e poi ha preso parte attiva al Hirak del 2019, che ha costretto l’ex presidente a dimettersi. È stata perseguitata e gli è stata affibbiata un’accusa di offesa al profeta, con una condanna a due anni di reclusione.

Durante la sua fuga è riuscita ad ottenere la protezione del consolato francese a Tunisi, perché è sposata con un francese di origine algerina ed aveva acquisito la cittadinanza francese. Il regime ha piantato una crisi diplomatico con Parigi, arrivando a parlare di un’operazione dei servizi segreti e di violazione della sovranità nazionale. In realtà Bouraui ha seguito la strada dei passatori al confine con la Tunisia e ha chiesto la protezione dal consolato francese soltanto quando la polizia tunisina stava tentando di rimpatriarla. Dal suo esilio a Parigi ha scritto: “Ho bisogno di uno spazio dove posso esprimere le mie opinioni liberamente, senza il rischio di essere condotta in carcere. Non sono fuggita, tornerò”. W la libertà!  

Iran

È stato rilasciato il campione di culturismo Khaled Pirzadeh, dal carcere ad Al-Ahwaz, dove era detenuto dal 2018. Ha rispettato per mesi uno sciopero della fame che lo ha ridotto pelle e ossa e lo ha indebolito. A causa delle torture subite ha avuto danni alla spina dorsale e alle gambe e adesso si muove soltanto su una carrozzella. Un regime totalitario che non rispetta l’umanità delle persone e, in nome del proprio dio “misericordioso e clemente”, non ha pietà nei confronti di chi dissente.

Marocco

Si è svolto a Marrakesh il festival del libro africano (FLAM) con la partecipazione di un centinaio di scrittori e poeti di tutto il continente. L’occasione è stata utile per un confronto sulle problematiche comuni e sulle rispettive influenze culturali. Oltre a dibattiti, presentazioni e dialoghi, il programma ha messo a disposizione del pubblico una fiera del  libro e di una mostra di arti figurative. Lo scrittore e pittore Mahi Benebine, presidente del Festival, ha detto che lui ha sempre incontrato i grandi intellettuali africani all’estero, a Parigi, New York o Berlino, e si è detto che sarebbe il caso di creare opportunità di incontro nel continente.

Notizie dal mondo

Sono passati undici mesi e 19 giorni di guerra russa in Ucraina.

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A 20 anni dalla più grande manifestazione pacifista globale della storia, 15 febbraio, a Roma, convegno “Disertare la guerra mondiale a pezzi”. Ore 16:30 Chiesa Evangelica Metodista via XX settembre Roma (Qui)

Ad un anno dall’invasione russa in Ucraina, si terrà il 26 febbraio a Roma, la manifestazione nazionale contro la guerra. (Per i dettagli e programma, clicca qui)

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