Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

26 febbraio 2023.

Rassegna anno IV/n. 056

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I titoli:

Palestina Occupata: Palestinesi e israeliani all’incontro di Aqaba sotto la direzione USA per evitare la terza intifada.

Tunisi: Manifestazioni contro gli arresti di oppositori e sindacalisti.

Giordania: Sventato un tentativo di contrabbando di armi dal confine siriano con un drone.

Turchia: Altre scosse di terremoto e il numero delle vittime ha superato i 50 mila morti.

Algeria: Una petizione internazionale per la liberazione del giornalista El-Kadi.

Le notizie

Palestina Occupata

Si riunisce oggi ad Aqaba, nel sud della Giordania, un incontro tra responsabili della sicurezza israeliani e palestinesi, sotto la direzione USA, con la partecipazione di Egitto, Giordania e Gran Bretagna. Un incontro voluto fortemente da Washington per “ridurre la tensione” ed impedire una terza intifada durante il mese di ramadan e le festività ebraiche (marzo). La riunione si tiene malgrado il massacro di Nablus (12 morti palestinesi) e il rifiuto di Netanyahu di ritirare le costruzioni di 10 mila unità abitativa e il condono di 9 insediamenti abusivi.  

In tutte le città palestinesi si sono tenute manifestazioni contro la partecipazione dell’autorità nazionale, considerata arrendista. “Vogliono assegnare all’ANP il ruolo di cane di guardia della sicurezza di Israele”. A Jenin si è tenuto un corteo, guidato da un gruppo di armati, che hanno letto un comunicato di condanna del comportamento del presidente Abbas, definito “una coltellata nella schiena della resistenza e un soccorso all’oppressione israeliana”.

A Gaza, un comunicato di tutte le organizzazioni palestinesi, tranne Fatah, ha condannato la partecipazione della delegazione di Ramalla all’incontro di Aqaba: “È un grave atto di tradimento della lotta di liberazione”.

La stampa israeliana scrive che ad Aqaba si tenta di mettere l’ANP in grado di “amministrare la sicurezza nel nord della Cisgiordania”. Il piano preparato da un generale statunitense prevede l’aumento di esportazione di armi alla polizia palestinese, “per garantire il controllo di Nablus e Jenin”.

Le divisioni all’interno del campo palestinese sono il tallone di Achille che provocherà il fallimento di una strategia comune verso la soluzione dei due Stati e porterà soltanto al piano israeliano di ammettere la realizzazione di una serie di cantoni autonomi, senza unità territoriale e dominati economicamente da Tel Aviv.

Tunisia

La linea dura di repressione giudiziaria degli oppositori rischia di portare il paese agli scenari libico o egiziano, tutt’e due pericolosi per la giovane esperienza democratica della rivoluzione dei gelsomini. La procura di Tunisi ha trasformato in arresto, in attesa di completamento indagini, il fermo di 5 dei 17 politici, sindacalisti e imprenditori avvenuto nei giorni scorsi. Gli avvocati hanno dichiarato lo sciopero delle sentenze “per mancanza del minimo rispetto dei diritti degli accusati”.

Migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni in tutte le importanti città, per dire no a quello che viene definito “il piano autoritario di un uomo solo al potere”. Particolarmente forti le parole di un sindacalista contro la deriva autoritaria: “abbiamo resistito alla repressione dei tiranni, non soccomberemo alle manie di persecuzione di improvvisati politici”. Un poco velato riferimento al professore di diritto costituzionale diventato presidente della Repubblica.     

Giordania

L’esercito giordano ha abbattuto un drone proveniente dal territorio siriano. Durante le ispezioni dei rottami sono state trovate armi, munizioni e bombe. Il drone era minato, ma gli artificieri sono riusciti a disinnescare il meccanismo e scoprire il tentativo di contrabbando di armi per i gruppi jihadisti.

La frontiera con la Siria e l’Iraq è usata principalmente per il contrabbando di droga di passaggio verso i paesi del Golfo. In Giordania inoltre si sono rifugiati 1,6 milioni di siriani, ma le autorità di sicurezza di Amman hanno impedito la formazione, sul proprio territorio, di gruppi armati affiliati alle milizie siriane.

Turchia

Un terremoto di 5,5 gradi sulla scala Richter ha colpito la provincia di Nigde, nel centro del paese, senza causare vittime o danni. Anche la zona più a sud, a Kahraman Maras, oggetto del sisma del 6 febbraio, è stata interessata di un sisma di 4,4 gradi. Le scosse non sono mai cessate e il panico ha allontanato molti cittadini dalla zona. Almeno un milione sono stati trasferiti in altre zone più tranquille.

L’ente governativo per i soccorsi ha avviato le operazioni di rimozione delle macerie. In un comunicato ha affermato che il numero delle vittime turche ha superato i 50 mila persone.

Algeria

L’associazione Reporters sans Frontieres ha lanciato a livello mondiale una petizione per chiedere la liberazione del giornalista algerino Ihsane El-Kadi, direttore di “Radio M” e il sito “Maghreb emergent” (QUI), arrestato alla fine di dicembre 2022. Nel suo primo giorno di lancio ha raccolto 10 mila firme. (il sito di RSF). All’inizio di gennaio 2023, RSF aveva lanciato un appello firmato di 16 giornalisti internazionali di fama mondiale. El Kadi è accusato di aver ricevuto finanziamenti privati dall’interno dell’Algeria e dall’estero, “per destabilizzare l’Algeria e minacciare la sua unità territoriale”.

Notizie dal mondo

Sono passati dodici mesi e due giorni e il conflitto russo-ucraino non accenna ad avviarsi verso una soluzione negoziale. La proposta di mediazione cinese è stata accolta da scetticismo nelle capitali occidentali.  

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