Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

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22 giugno 2023

Rassegna anno IV/n. 172 (1059)

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I Titoli:

Palestina Occupata: Cinque morti palestinesi ieri per le incursioni israeliane in Cisgiordania.

Siria 1: Un drone turco ha assassinato due dirigenti dell’autonomia curda nel nord est della Siria.

Siria 2: Le truppe Usa rafforzano la loro presenza nella provincia di Hasaka.

Afghanistan: Un rapporto dell’ONU rivela che Al-Qaeda si sta ricostruendo nell’Emirato islamico e Daiesh Khorasan si è rafforzato.

Somalia: Un attacco jihadista contro una base delle truppe africane.

Tunisia: Un altro giornalista arrestato perché ha criticato il presidente Saied.

Kuwait: È stato arrestato all’aeroporto un imprenditore legato alla Fratellanza Musulmana egiziana. Se estradato rischia la condanna a morte.

Le notizie:

Palestina Occupata

La guerra di Netanyahu continua. Un elicottero israeliano ha lanciato un missile contro un’auto sulla strada a nord di Jenin, uccidendo tre persone. Secondo Tel Aviv sono combattenti palestinesi ricercati dalle forze di sicurezza israeliane. Nella stessa giornata di ieri, un centinaio di coloni armati hanno compiuto azioni di vendetta nei villaggi palestinesi, sul modello dell’attacco a Hawwara. Ieri, l’attacco più virulento è avvenuto a Turmus’Aya, tra Ramallah e Nablus. Sono state bruciate nella notte 75 auto e una trentina di case. Un morto e 20 feriti. L’esercito di Tel Aviv ha assistito alle devastazioni senza intervenire, ma quando la popolazione si è ribellata con il lancio di pietre contro le orde di coloni, i soldati hanno sparato contro i palestinesi per coprire la ritirata degli aggressori.  

In seguito all’incursione militare su Jenin, una ragazza palestinese di 15 anni, Sadeel Naghnaghie, è morta in ospedale per le ferite riportate. Era stata colpita alla testa da un cecchino dell’esercito, mentre era sul balcone di casa.  

Siria 1

Un comunicato del Consiglio autonomo del nord est della Siria informa dell’assassinio, due giorni fa, di tre alti esponenti curdi per mano dell’esercito di Ankara. “Un drone turco ha colpito con un missile un’auto di proprietà dell’amministrazione autonoma di Qamishli; – si legge nel comunicato – il vile attacco ha causato l’uccisione della copresidente, Yusra Darwish e del vice presidente Leman Shweish, oltr al loro autista, Furat Touma. Il Co-Presidente Kabi Shamoun è rimasto ferito”. Questi attacchi turchi avvengono in contemporanea con la crescita delle azioni terroristiche dei jihadisti di Daiesh in tutta la zona dell’autonomia amministrativa a guida curda nel nord est della Siria.

A Qamishli si è tenuta ieri una grande manifestazione di protesta contro gli attacchi turchi con artiglieria e con droni sul nord est della Siria, la zona amministrata autonomamente dalla popolazione con il sistema del federalismo democratico, che mette al centro della sua pratica l’uguaglianza tra etnie e generi.

Siria 2

Le truppe USA in Siria stanno rafforzando la loro presenza nel nord est del paese, in particolar modo nelle zone dei campi petroliferi. Nelle ultime 48 ore, due convogli di oltre 40 veicoli militari ciascuno hanno attraversato il valico di Al-Waleed, provenienti dal Kurdistan iracheno. I nuovi rinforzi statunitensi si sono diretti nella provincia di Hasaka. Nessun comunicato di Centcom sulla vicenda, ma nei giorni scorsi il comando delle truppe Usa in Siria ha accusato l’aeronautica russa di compiere azioni spregiudicate nelle vicinanze delle basi statunitensi. A questo si aggiungono gli attacchi missilistici che milizie filo iraniane che li lanciano da postazioni mobili contro le basi degli Stati Uniti. Un altro fronte di tensione tra USA e Russia si apre in Siria con conseguenze non prevedibili.

Afghanistan

Un rapporto di esperti delle Nazioni Unite afferma che Daiesh-Khorasan (Isis-K), ostile ai taliban, si sta allargando nell’Emirato islamico e conta su 5-6 mila miliziani operativi. La rete di Al-Qaeda trova invece il supporto dei taliban, che assicurano la protezione ai suoi capi. Il rapporto presentato al Consiglio di Sicurezza dimostra il danno enorme causato dall’invasione statunitense in Afghanistan nell’ottobre 2001, subito dopo l’attentato delle due torri gemelle. Nel febbraio 2020, i taliban avevano promesso all’amministrazione Trump che non avrebbero permesso l’utilizzo del territorio afgano come base di attacchi terroristici all’estero, in cambio del ritiro degli eserciti invasori (Usa e Nato). Anche dopo il rocambolesco ritiro delle truppe Usa nell’agosto 2021, i nuovi padroni a Kabul hanno promesso che non avrebbero permesso lo sviluppo di Al-Qaeda nel loro territorio. Il rapporto invece sostiene che quelle promesse sono state false e la rete terroristica internazionale si sta riorganizzando, a partire dalle basi in afghanistan, per ritessere le sue diramazioni territoriali all’estero.  

Somalia

Il gruppo Shabab, affiliato ad Al-Qaeda, ha rivendicato l’attacco contro una base delle truppe dell’Unione Africana a Bardera, ad ovest della capitale nell’interno del paese e non lontano dal confine con Etiopia e Kenya. Secondo testimoni locali, l’attacco è avvenuto con due autobombe, fatte esplodere una dopo l’altra e poi l’assalto di jihadisti all’ingresso della base. Una fitta sparatoria è seguita alle due esplosioni, ma non si conoscono gli effetti dell’attacco. Finora non sono stati emessi comunicati ufficiali, né dal governo somalo, né dall’ATMIS, la missione militare africana. L’UA aveva comunicato nei giorni scorsi che avrebbe ridotto gli effettivi in Somalia di 1000 unità, consegnando le basi all’esercito somalo. Un mese fa, gli Shabab avevano compiuto un attacco contro una base dell’Atmis, uccidendo 54 soldati ugandesi. All’inizio di giugno, un attacco terroristico contro un albergo e ristorante sulla spiaggia ad ovest della capitale ha provocato la morte di 6 civili.

Ovunque ci sono stati interventi militari stranieri, anche sotto la copertura dell’ONU, c’è stata una recrudescenza del terrorismo jihadista. Lo dimostrano Iraq, Siria. Libia, Yemen, il Sahel e la stessa Somalia.

Tunisia

La procura di Tunisi ha arrestato in attesa di indagini il noto giornalista radiofonico, Ziad El-Hani. È accusato di diffamazione nei confronti del presidente Saied per aver criticato il suo operato. La sua avvocata Dalila Bin Mubarak ha affermato che il suo assistito “è stato interrogato senza la presenza della difesa. Questo è il preambolo alla dittatura”. El-Hani durante l’interrogatorio non ha voluto rispondere alle accuse sull’offesa al presidente. La pena per il reato di vilipendio al capo dello Stato arriva fino a 5 anni di reclusione. Grande solidarietà con il giornalista è stata espressa da parte dei suoi colleghi tunisini e dalle organizzazioni della società civile.

La libertà di stampa e di opinione è l’unica conquista della rivolta popolare del gennaio 2011, che aveva rovesciato la dittatura di Ben Alì. Con la legge sulla comunicazione sul web, il presidente Saied ha aperto la strada alla cancellazione di queste libertà.

Kuwait

La polizia ha arrestato l’imprenditore egiziano naturalizzato turco, Sayed abdelrazeq Shuwaihi, al suo arrivo all’aeroporto di Kuwait city. Il suo nome compare su una lista di ricercati dell’Interpol, su mandato del Cairo. Siti vicini alla confraternita “Fratellanza Musulmana” hanno dato la notizia e pubblicato un comunicato della FM che mette in guardia le autorità del Kuwait dalla sua estradizione in Egitto. Shuwaihi è accusato dalla procura del Cairo di aver fornito finanziamenti a cellule armate di jihadisti. Il governo di Ankara non ha fatto nessun passo per impedire l’estradizione verso l’Egitto di un cittadino che porta il passaporto turco e lavora da 11 anni ad Istanbul con ingenti finanziamenti nel settore edilizio, Se estradato rischia la condanna a morte.

Notizie dal mondo: Sono passati 15 mesi e 27 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Il Cremlino annuncia di aver sventato un attacco con droni su Mosca.

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