Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

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Rassegna anno IV/n. 339 (1226)

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Le notizie:

Genocidio a Gaza

Due mesi di aggressione israeliana contro la popolazione civile di Gaza. L’esercito israeliano dice di entrare nella terza fase e per la Casa Bianca, Israele non raggiungerà i suoi obiettivi prima del 2024.  

Non ci sono più tombe nei cimiteri di Jebalia. I morti vengono seppelliti nei terreni agricoli attorno al campo profughi.

La gente a Gaza muore per le bombe, per fame e sete e per mancanza di medicine e cure. Una catastrofe umanitaria che non trova una risposta internazionale adeguata. Gli appelli della popolazione sfollata per la quarta volta sono caduti nel vuoto. Una donna si è rivolta ai microfoni di un’emittente tv araba con queste parole: “Siamo stati cacciati da nord a Khan Younis, adesso di nuovo siamo stati costretti a sfollare a Rafah. Ci stanno bombardando anche qui. Non andremo profughi in Sinai. Che ci uccidano qui sulla nostra terra. È un genocidio e pulizia etnica”.

La città di Khan Younis è stata martellata con i caccia e l’artiglieria. Centinaia di civili uccisi e per i feriti non ci sono luoghi di cura, perché tutti gli ospedali sono stati messi fuori uso.

Gli attacchi nel sud della Striscia vengono spiegati dall’esercito israeliano con le stesse motivazioni per quelli a Gaza city, con una virulenza maggiore e con effetti più devastanti contro la popolazione civile. La Mezzaluna rossa ha denunciato che l’esercito israeliano ha ordinato alla popolazione di sfollare verso sud e poi ha bombardato la zona di afflusso delle famiglie che camminavano con la bandiera bianca alzata.

I bombardamenti israeliani hanno toccato anche il nord e centro di Gaza. Il campo Nuseirat nel centro e Jebalia nel nord. Sono state colpite case e una scuola piena di sfollati.

I lavori della protezione civile per il salvataggio dei sopravvissuti e di recupero dei corpi da sotto le macerie sono continui 24 ore al giorno e senza strumenti, se non le nude mani.  

La resistenza palestinese ha compiuto attacchi agli accampamenti di soldati e sono state svolte azioni di guerriglia urbana a Gaza city e Khan Younis. L’esercito israeliano ha dichiarato le proprie perdite: 7 militari uccisi ieri, tra i quali 5 ufficiali, e due stamattina, tra i quali un generale morto in un incidente con il proprio mezzo di trasporto.

I missili lanciati dal nord di Gaza hanno raggiunto Tel Aviv, causando danni ad un palazzo, ma senza vittime.  

OMS

L’organizzazione mondiale della sanità ha convocato, per il giorno 10 dicembre, il Comitato esecutivo con all’ordine del giorno studiare la situazione a Gaza. La riunione è stata chiesta da 15 paesi membri e ha come obiettivo di chiedere la fine degli attacchi dell’esercito israeliano contro le strutture sanitarie e di permettere le forniture di medicine e mezzi agli ospedali.

Consiglio ONU Diritti Umani

A Ginevra, la riunione del Consiglio per i Diritti Umani è stata caratterizzata da diversi interventi che accusano Israele di compiere crimini di genocidio e pulizia etnica a Gaza. La riunione cade alla vigilia del 75esimo anniversario della firma della convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, firmata il 9 dicembre 1948 (è un trattato internazionale che mette al bando il genocidio e obbliga gli Stati parte a implementare l’applicazione di tale divieto)

Cisgiordania e Gerusalemme est

È un altro fronte di guerra contro i civili palestinesi in tutti i centri della Cisgiordania. Rastrellamenti a Jenin, ridotta a macerie da bombardamenti e demolizioni con i bulldozer.

A Qalandia sono stati uccisi tre palestinesi in un tentativo di irruzione delle truppe di occupazione.

Altri due attivisti palestinesi sono stati uccisi nel campo Dheisha, ad est di Betlemme, e a Toubas.

A sud di Al-Khalil, soldati israeliani hanno sparato a bruciapelo ad un giovane palestinese disarmato, semplicemente perché voleva tornare a casa. Khaled Al-Gazzawi, questo è il nome del ragazzo aggredito, è diversamente abile, colpito da sindrome unipolare. guarda il video.

Libano

Ucciso un militare libanese in un bombardamento israeliano nel Libano meridionale. L’ufficiale Abdelkareem Miqdad non è morto in uno scontro militare, ma vittima di un attacco senza precedenti dell’aviazione israeliana. Quella di ieri, infatti, è stata una giornata di duri bombardamenti reciproci tra la resistenza islamica libanese e l’esercito israeliano, alla quale l’esercito libanese non ha preso parte. Artiglieria e caccia israeliani hanno colpito anche in zone lontane dalla linea di demarcazione, raggiungendo fino a Nabatyieh.

Hezbollah ha comunicato di aver lanciato decine di missili teleguidati contro le postazioni di soldati israeliani nella striscia occupata delle Fattorie di Shab’a. L’ufficio informazioni del partito ha diffuso immagini dall’alto, scattate da un drone, che raffigurano gli obiettivi colpiti, con la presenza di decine di soldati nella base presa di mira.

Siria

Cinque agenti della polizia militare sono stati uccisi in diversi agguati nella provincia meridionale di Dar’a. Uomini armati, su moto di grossa cilindrata, hanno sparato contro le auto della polizia sulle strade di collegamento tra il capoluogo e altri villaggi rurali. In uno degli attentati è stato colpito un ufficiale. Nessuna traccia degli attentatori e non è stata pubblicata una rivendicazione. La modalità di esecuzione punta il dito contro i jihadisti di Daiesh.

Notizie dal Mondo

Sono passati 21 mesi e 12 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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