Per ascoltare l’audio di oggi, 13 luglio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/188 (2140)

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A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € (- 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).

Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

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Le notizie

Genocidio a Gaza

Ieri, domenica, sei palestinesi, tra cui una bambina, sono stati uccisi e altri feriti in nuovi attacchi perpetrati dall’esercito di occupazione israeliano nella Striscia di Gaza.

Nostri contatti negli ospedali di Gaza hanno confermato che sei persone, tra cui una bambina, sono state uccise dalle forze di occupazione israeliane a Gaza City e nel campo profughi di Bureij durante la giornata di ieri.

Una fonte dei servizi di ambulanza e di emergenza ha riferito che un attacco di droni israeliani ha colpito il quartiere di Sabra, a sud di Gaza City, ferendo diversi civili.

Il rapporto quotidiano del ministero della sanità palestinese ha rilevato che, fino a mezzogiorno di ieri, il numero dei palestinesi assassinati dall’11 ottobre è di 1.100 e i feriti 3.546.

Le vittime dell’aggressione israeliana dall’ottobre 2023 è di 73.223 persone uccise e 173.654 ferite.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco

Situazione umanitaria a Gaza

Le famiglie sfollate nella Striscia di Gaza stanno affrontando enormi difficoltà a causa dell’intensificarsi dell’ondata di calore, aggravata dalle interruzioni di corrente e dalla carenza d’acqua.

Le tende di tela e plastica dei rifugi a Deir al-Balah, sono diventate forni soffocanti, intrappolando il calore all’interno e rendendo praticamente impossibile rimanervi durante il giorno.

Questa sofferenza è ancora più grave per i malati e i feriti nei campi sparsi per la regione.

Poi ci sono le persone malate costrette a stare in un letto o legate a strumenti di cura o in carrozzelle. Un paziente, che dipende dalle bombole di ossigeno per respirare, descrive la sua agonia quotidiana, affermando di morire trenta volte al giorno a causa del caldo estremo e della mancanza di respiro.

Bambini e neonati sono le altre categorie che soffrono particolarmente di questa ondata di caldo torrido.

Un nostro contatto a Deir al-Balah ci ha riferito che “Di fronte a questa dura realtà, migliaia di sfollati hanno trovato rifugio sulla spiaggia la loro unica via di fuga dal caldo soffocante delle tende e dalle punture di insetti.

Nonostante i continui rischi per la sicurezza, visti i bombardamenti dell’artiglieria navale israeliane, uomini, donne e bambini si riversano in acqua, in cerca di una brezza fresca e di qualche ora di tregua: una testimonianza della resilienza del popolo palestinese, che si aggrappa alla vita e affronta le circostanze più disperate”.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Iran/USA/Israele

È trattativa armata.

L’esercito statunitense ha annuncia l’inizio all’alba di oggi di una nuova ondata di attacchi contro l’Iran. L’Iran ritiene che i recenti attacchi statunitensi abbiano “vanificato” tutti gli sforzi diplomatici degli ultimi mesi. Il centro del braccio di ferro è il passaggio libero nello Stretto di Hormuz. Secondo fonti USA, circa 20 navi mercantili lo hanno attraversato in coordinamento con l’esercito statunitense. Ma non dicono in quanti giorni.

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane ha aperto il fuoco contro le navi nello Stretto di Hormuz. Afferma che lo Stretto di Hormuz fa parte della sovranità iraniana e non permetterà all’esercito statunitense di continuare i suoi interventi illegali in quest’area.

L’Iran ha annunciato di aver colpito le basi militari statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait. Anche il neutrale Oman non si è salvato dall’ira di Teheran.

L’atteggiamento iraniano è strategicamente dannoso per il futuro delle relazioni del paese con i suoi vicini arabi. Osservatori dei media arabi si domandano: perché Teheran non colpisce Israele? E come mai non è mai stata attaccata nessuna unità navale USA nella zona?

Libano

Il ministro della guerra israeliano, Katz, ha dichiarato che l’esercito israeliano ha condotto vaste operazioni di distruzione nel Libano meridionale, simili a quelle effettuate nella Striscia di Gaza. Ha affermato che le forze israeliane hanno quasi completamente raso al suolo decine di villaggi di confine e istituito una zona di sicurezza spopolata lungo il confine settentrionale.

In un’intervista video pubblicata su una piattaforma mediatica israeliana, Katz ha affermato che Israele ha applicato quello che ha definito il “modello Rafah” nel Libano meridionale, aggiungendo: “Avevo detto che il Libano meridionale sarebbe diventato come Gaza e che avremmo distrutto tutto lì, ed è esattamente quello che abbiamo fatto”.

Katz ha confermato che l’esercito ha distrutto infrastrutture e abitazioni in 24 villaggi di confine, indicando che questi villaggi sono stati “rasati sistematicamente” con l’uso di bulldozer ed esplosivi.

Si è vantato anche che le demolizioni hanno interessato tra le 15.000 e le 20.000 abitazioni, precisando che circa il 90% degli edifici nei villaggi presi di mira è stato distrutto e che l’area lungo il confine è ora priva di popolazione civile. Katz ha affermato che l’esercito israeliano attualmente controlla circa 700 chilometri quadrati nel Libano meridionale, un’area grande all’incirca il doppio della Striscia di Gaza, aggiungendo che le forze israeliane continuano ad attuare una politica basata sull’occupazione, la pulizia etnica e il controllo permanente, piuttosto che su operazioni militari temporanee.

Cisgiordania

A Masafer Yatta si assiste ogni giorno a un’escalation di violazioni e attacchi israeliani, con i palestinesi che subiscono attacchi quasi quotidiani da parte di coloni ebrei israeliani, protetti dall’esercito, con l’obiettivo di costringerli ad abbandonare le loro terre e di impossessarsene. Deportazione coercitiva.

Secondo un rapporto della “Commissione palestinese per la resistenza al Muro e agli insediamenti”, i coloni israeliani hanno compiuto 3.488 attacchi durante la prima metà del 2026, tra cui attacchi a comunità agricole e pastorali palestinesi, incendi di case e veicoli, sparatorie contro gli abitanti dei villaggi palestinesi, appropriazione indebita di terreni e creazione di avamposti di insediamento.

Colonialismo terrorista

Il deputato democratico statunitense Ro Khanna è stato fermato da coloni ebrei israeliani armati di fucili di fabbricazione USA durante una recente visita in Cisgiordania. Ha sottolineato che la visita gli ha permesso di constatare in prima persona l’impatto dell’occupazione israeliana sulla vita umana dei palestinesi.

Durante la visita nel villaggio palestinese di Khibert Zanuta, un piccolo villaggio nel sud della Cisgiordania abbandonato dopo l’aumento degli attacchi da parte dei coloni e distrutto, alcuni coloni armati di fucili M-4 avevano circondato la sua auto e gli hanno impedito di scendere per oltre un’ora. “Eravamo in un villaggio che i coloni israeliani avevano distrutto”, ha detto Khanna, “Hanno distrutto la scuola, hanno distrutto il villaggio, e noi eravamo lì solo per un controllo. Poi sono arrivati ​​questi criminali con i fucili M-4, che sono fucili di fabbricazione USA, e ci hanno fermato. Hanno bloccato la strada. Ci insultavano in ebraico con parole indegne e provocavano; hanno dato calcio all’auto. Poi hanno chiamato l’esercito israeliano, e l’esercito israeliano era dalla loro parte, non da quella degli statunitensi rappresentanti del popolo”. La situazione si è risolta soltanto dopo il contatto del senatore con l’ambasciata USA. Infine ha commentato: “Se questo può accadere a un membro del Congresso USA, immaginate come sia la vita per i palestinesi che non hanno smartphone, né sicurezza, né una piattaforma nazionale”.

Nella stessa giornata di ieri, coloni ebrei israeliani hanno attaccato una troupe della Cnn a Sinjil, vicino a Jenin. Hanno inveito contro i giornalisti che stavano facendo il loro lavoro. Non si sono limitati alle minacce verbali ma hanno anche distrutto le loro telecamere e telefonini.

Sudan

Sfollati in Darfur

Un rapporto della Commissione sudanese per i diritti umani ha rivelato che 6.000 persone sono state detenute dalle milizie Forze di supporto rapido nelle carceri di El Fasher, capitale della provincia del Nord Darfur. Vengono inoltre documentate le violazioni commesse da tali forze contro i civili.

Il rapporto ha sottolineato che la guerra in Sudan ha prodotto “il più grande disastro umanitario del mondo”, rilevando che ha causato lo sfollamento di 14 milioni di persone, tra rifugiati e sfollati interni, e una grave carenza di cibo per circa 25 milioni di persone.

Yemen

Il processo negoziale per lo scambio di prigionieri, tra il governo yemenita e gli houthi, ha subito un blocco che ha rinviato la liberazione di migliaia di prigionieri di guerra nelle mani delle due parti in conflitto. Ciascuna delle parti accusa l’altra della causa di questo rinvio.

Lo scorso maggio, la missione Onu ha annunciato il raggiungimento di un accordo tra le parti, in negoziati svoltosi ad Amman, per il rilascio si 1900 prigionieri. Anche nel dicembre dello scorso anno era stato annunciato un accordo dopo 12 giorni di negoziato a Oman per il rilascio di 2900 prigionieri, ma poi non se n’era fatto nulla.

Il motivo di questi fallimenti è originato dal clima politico-militare che sta condizionando la regione. La tensione tra gli Houthi, che controllano la capitale yemenita Sanaa, e il governo saudita, principale sponsor del governo di Aden, è all’origine del ricatto che si consuma a danno dei detenuti di guerra e delle loro famiglie.

Prigionieri palestinesi

Ieri il webinar internazionale di Doctors Against Genocide ha affrontato la campagna per la liberazione del dr Abu Safiya e su come svilupparla per aumentare le pressioni sul governo Netanyahu e smuovere le diplomazie inette.

L’associazione IJAN (International Jewish Anti-zionist Network) di Londra ha organizzato il 10 luglio un presidio davanti all’ambasciata israeliana, per chiedere la liberazione del dr. Abu Safiya.

Amnesty International ha dichiarato che le autorità israeliane devono scarcerare immediatamente il pediatra palestinese e direttore dell’ospedale Kamal Adwan, il dottor Hussam Abu Safiya, detenuto arbitrariamente, alla luce delle informazioni riferite dal suo avvocato dopo una visita in carcere, secondo le quali la sua vita è in imminente pericolo a causa delle torture e dei maltrattamenti cui è stato sottoposto durante la detenzione.

Per firmare la petizione: QUI

Il 15 luglio: l’Ora della Solidarietà Globale. Un’ora a mezzogiorno (ora locale), ovunque voi siate, per chiedere la liberazione di tutti gli ostaggi palestinesi, a partire dagli operatori sanitari. Appello in solidarietà con il dr Hussam abu Safiya da Doctors Against Genocide”

Proseguono in tutto il mondo le proteste, le campagne e gli appelli per la liberazione del dotto Abu Safiya: leggi tutto  Appello Rete DigiunoGaza e

Un presidio a Gaza davanti alla CRI

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, un mese e 28 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi lunedì 13 luglio 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: clicca per leggere i nominativi

La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata

Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!

Solidarietà/Al-Najdah

L’associazione Al-Najdah ci ha comunicato di aver ricevuto i bonifici e hanno iniziato la distribuzione delle somme alle famiglie dei bambini adottati. Lo fanno a piccoli gruppi, al massimo 10 per volta, per ragioni di sicurezza. Sabato 11 luglio, hanno iniziato dal sud della Striscia a Khan Younis. Hanno pubblicato un post e delle foto dell’incontro sull’account FB. Traduzione del testo in arabo:

“L’Associazione Soccorso Sociale Al-Najdah di Gaza ha distribuito oggi, sabato 11 luglio 2026, le donazioni a sostegno di un gruppo di bambini orfani adottati. La distribuzione ai bambini delle regioni centrali e settentrionali sarà completata nei prossimi giorni con un nuovo pagamento a copertura dei quattro mesi precedenti. Questa iniziativa è finanziata dall’Associazione Culturale Mediterranea d’Italia e dall’Agenzia di Stampa Anbamed. Grazie a tutti gli affidatari e affidatarie e agli amici per il loro sostegno e per aver sponsorizzato i bambini dell’Associazione Al-Najdah e i bambini di Gaza.”

Per vedere le foto: https://www.facebook.com/photo?fbid=1444800357685602&set=pcb.1444801261018845

È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI

Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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