Per ascoltare l’audio di oggi, 20 ottobre 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/286 (2238)
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A settembre, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 760,00 € (+ 630,00 €) rispetto al precedente mese di agosto).
Si comincia a risalire la china,
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 6.653,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 442,20 € per il libro “Strega!”.
Ieri sono arrivate tre adozioni in un giorno solo. Siamo a quota 179 bambini/e resi felici. (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Fonti degli ospedali di Gaza hanno denunciato che ieri quattro palestinesi, tra cui due bambini, sono stati uccisi in raid aerei israeliani su Gaza Città e Khan Younis.
-L’ospedale Al-Shifa ha riferito che una persona è stata uccisa e altre ferite in un attacco di droni israeliani nella zona di Al-Jalaa, a nord di Gaza Città.
-Una persona è stata uccisa in un attacco di droni israeliani nella zona di Qizan Rashwan, a sud di Khan Younis.
Abdullah Al-Zaytawi, un prigioniero rilasciato e deportato a Gaza, è stato ucciso in un raid aereo israeliano nel quartiere di Sheikh Radwan, a nord di Gaza Città.
-Sono stati segnalati colpi d’arma da fuoco provenienti da cannoniere marine israeliane in direzione della zona di Al-Sudaniyya, a ovest della costa di Gaza.
-Una persona è rimasta ferita da colpi d’arma da fuoco israeliani nel campo profughi di Jabalia.
-Nostri contatti hanno riferito che un palestinese è stato ucciso in un attacco di droni israeliani, che lo avevano preso di mira nel quartiere di Sheikh Radwan, a Gaza Città.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Situazione umanitaria
Il Programma Alimentare Mondiale (PAM), uno dei principali fornitori di aiuti alimentari nella Striscia di Gaza, ha dichiarato di essere costretto a “ridurre significativamente l’assistenza salvavita” nei territori palestinesi a causa di una carenza di fondi. A seguito di questi tagli, il numero di persone che ricevono aiuti dall’agenzia delle Nazioni Unite diminuirà di circa un terzo, passando da 1,6 milioni a 1,1 milioni.
Queste riduzioni arrivano con l’avvicinarsi dell’inverno, mentre molte famiglie a Gaza faticano ancora a soddisfare il proprio fabbisogno alimentare.
Tra le conseguenze immediate vi è la riduzione del numero di pasti caldi forniti dalle mense comunitarie, da 250.000 a 150.000 al giorno.
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto! Puntata 16esima: Continuate a leggere; 17° puntata Articolo e foto qui video nei link pubblicati sul sito.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania

Azioni combinate e coordinate tra esercito e coloni stanno rendendo un inferno la vita dei palestinesi della Cisgiordania e Gerusalemme est occupate. Ieri sono stati registrati 46 attacchi contro città e villaggi dei nativi. Le incursioni più gravi dei militari sono avvenute a Nablus e Aqaba, a nord di Toubas.
I coloni agiscono senza freni e sono sorretti, nei loro devastanti attacchi, dai soldati.
-Coloni ebrei israeliani hanno rubato i raccolti di olive dai terreni nelle zone agricole orientali vicino alla città di Sinjil, a nord di Ramallah.
-Le forze dell’esercito di occupazione hanno demolito strutture agricole, sradicato centinaia di alberi da frutto e spianato aree di terreno agricolo con i bulldozer nel villaggio di Shuyukh al-Arroub, a nord di El-Khalil.
-I coloni hanno incendiato veicoli e alberi nel villaggio di Turmus Ayya, a nord di Ramallah.
-Le forze di occupazione israeliane hanno arrestato Musab Rabai e due attivisti stranieri nel villaggio di Tuwana a Masafer Yatta, dopo che un colono e il suo bestiame si erano introdotti illegalmente nella proprietà dell’attivista palestinese. La tecnica di provocazione è sempre la stessa. I coloni arrivano con i loro animali, scortati dai soldati, entrano nei campi agricoli dei nativi, fanno pascolare i loro animali devastando i raccolti ed appena i palestinesi accenano ad una reazione, intervengono i soldati, attaccando le famiglie aggredite ed a difesa dei coloni aggressori.
Qusra
Sono passati due mesi e 11 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra.
11 persone che non possono né uscire da casa, né rientrarvi. Niente scuola e niente lavoro.
L’esercito di occupazione israeliano ha compiuto un’irruzione in un’abitazione a Qusra, a sud di Nablus. La casa è stata occupata dai soldati e trasformata in una base militare. La famiglia palestinese è stata cacciata ed ha passato la notte in una tenda lì vicino.
In un altro attacco, coloni hanno fatto irruzione in casa di una famiglia palestinese, hanno interrotto l’erogazione di energia elettrica. È avvenuto a Beita, a sud di Nablus. L’esempio della modalità delle tre case di Qusra si sta espandendo, con l’obiettivo dichiarato dei ministri israeliani di cacciare i palestinesi dalle loro terre.
Usa/Israele/Iran
Secondo la stampa statunitense, il Segretario alla guerra, Pete Hegseth, ha incontrato il criminale di guerra ricercato, Netanyahu, lunedì durante una visita a sorpresa in Israele. L’incontro si sarebbe svolto in una base aerea militare. Le fonti hanno sottolineato che questa delicata visita è avvenuta il giorno dopo che Trump ha espresso il suo sostegno a Netanyahu in vista delle prossime elezioni della Knesset, previste per la prossima settimana in Israele.
Il capo della Casa Bianca torna a minacciare l’Iran, pronunciando i suoi discorsi-deliri. “Abbiamo distrutto i radar e i sistemi di difesa aerea iraniani e l’Iran ha perso i suoi leader. Non so con chi negoziare in Iran dopo l’uccisione dei leader di primo e secondo livello e la perdita di metà dei leader di terzo livello. I leader iraniani rimasti hanno chiesto la cessazione degli attacchi e hanno posto come garanzia che non avrebbero subito la stessa sorte dei leader uccisi. Possiamo interrompere le operazioni militari ora, con la garanzia che l’Iran non si doterà di armi nucleari. La guerra finirà molto presto e poi i prezzi del petrolio subiranno il crollo più drastico. I prezzi del petrolio continueranno a scendere a causa dell’eccesso di offerta sui mercati”. Praticamente un discorso di campagna elettorale interna, coperto da un’analisi della situazione internazionale.
Le intenzioni di Trump e la visita segreta del suo ministro in Israele sono un segnale pericoloso di possibile attacco missilistico devastante contro le basi nucleari iraniane, come minacciato in passato con l’uso delle bombe MOAB, denominata la madre di tutte le bombe.
Stamattina, i guardiani della rivoluzione hanno annunciato di aver abbattuto un drone sofistica statunitense sopra lo stretto di Hormuz. Un incidente che potrebbe scatenare la guerra a pochi giorni dalle elezioni in Israele e Usa. La vita della gente dell’Iran sacrificata sull’altare del consenso ai guerrafondai.
Yemen
Cinquantatré reclute sono state uccise e oltre 200 ferite in un attacco missilistico degli Houthi contro il centro di addestramento della provincia di Shabwa. È il massacro più atroce in questa guerra civile yemenita.
Si combatte in tutte le province del paese, ma con particolare accanimento nella regione a sud ovest, che si affaccia sul mar Rosso, per il controllo di Bab el-Mandab.
L’Egitto di al-Sisi entra nella guerra, con il pretesto di difendere l’integrità e la sicurezza dell’Arabia Saudita. I dati sul traffico aereo hanno rivelato la presenza di due aerei da trasporto militare dell’aeronautica egiziana nello spazio aereo saudita.
Il ministro degli esteri russo, Lavrov, si è incontrato con l’omologo saudita e ha avanzato un piano russo per avvicinare le posizioni di Teheran e Riad ed evitare una guerra devastante tra i due paesi. Due giorni fa, il capo della diplomazia di Mosca è stato in visita a Teheran.
Siria
Il governo israeliano sta lavorando per destabilizzare la Siria con l’innesco di una rivolta indipendentista drusa. Milizie druse, con il supporto israeliano, si preparano a lanciare un attacco contro le forze di sicurezza siriane. Alcuni esponenti drusi di Suwayda hanno recentemente annunciato pubblicamente la possibilità di un’imminente operazione per riconquistare gli altri villaggi drusi.
L’attività di intelligence aerea israeliana su Suwayda e le aree circostanti è aumentata, così come il numero di aerei da ricognizione su Damasco e nel sud della Siria. Oltre alla creazione di una base sul “monte degli arabi”, attrezzata per lo spionaggio su vaste aree della Siria meridionale.
Un elicottero israeliano è recentemente atterrato a Suwayda e ha consegnato ingenti quantità di armi e munizioni alle milizie druse affiliate a Tel Aviv.
Sindacati per la Palestina contro il genocidio
In piazza 30 ottobre, sciopero mondiale dei portuali
Da Marsiglia a Genova e a Gioia Tauro, dal Pireo a Istanbul, dal Marocco al Messico e all’India, venerdì 30 ottobre è il grande giorno dello sciopero mondiale dei lavoratori portuali contro i traffici d’armi, il genocidio di Gaza e la guerra israelo-americana in Iran. L’hanno promosso a fine luglio i sindacati del settore riuniti a Istanbul dopo la prima giornata di lotta del 6 febbraio scorso. Puntano a coinvolgere 57 scali marittimi in tutto il mondo.
È un percorso lungo, al quale partecipano dall’Italia l’Unione sindacale di base (Usb) che ha promosso anche uno sciopero generale nel nostro Paese e Orsa Porti, capace di raccogliere adesioni importanti che finora non c’erano. Due su tutte: il sindacato Cgt Ports and Docks, il primo del settore in Francia e il Fsui, Forward Seamen’s Union of India, Paese sempre più strategico per il traffico mondiale di sistemi e componenti d’arma. Oltre alle due sigle italiane lo sciopero è promosso da Endep (Grecia), Liman-Is (Turchia), Lab (Paesi Baschi), Odt (Maroccho), Siptu (Irlanda)
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Il dr. Hussam Abu Safiya candidato al premio europeo Sakharov: leggi tutto!
Premio Rufini al dr Hussam Abu Safiya, medico di Gaza preso in ostaggio dall’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024 e rinchiuso in un campo di concentramento in Israele
Il Premio è organizzato da ActionAid, Amnesty International, Lettera 22, Medici Senza Frontiere e Oxfam ed è stato conferito per Il riconoscimento per l’attivismo in difesa dei diritti umani. leggi
All’università Milano bicocca, il dott. Iliyas Abu Safiya è intervenuto al convegno organizzato da amnesty international, Sanitari per Gasa ed altre associazioni. leggi tutto e guarda le foto di Marco Fiorencis
Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero e 5 mesi e 5 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi, martedì 20 ottobre 2026 hanno aderito: leggete i nominativi
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
Si sono svolti i primi due incontri con affidatari e affidatarie, aperti al pubblico, a Chiavari e a Nervi. Il primo organizzato dal Coro Resistente e il secondo dall’ANPI. Fino al 28 del mese di ottobre si svolgeranno altri incontri con gli affidatari e affidatarie, sempre aperti al pubblico, in diverse città italiane. Prossime tappe: oggi 20 a Trofarello (due incontri), il 21 ottobre Cambiano (in provincia di Torino). Poi Milano (22 e 26 ottobre), Osnago 23 ottobre, Bologna 27 ottobre (due appuntamenti), Firenze 28 e Roma 30 ottobre. Ve daremo maggiori e dettagliate informazioni appena sarà completato il programma. vedi gli aggiornamenti
La fiaba “Strega!” è stata presentata dalla Casa Editrice Mesogea, per la partecipazione al premio “Inge Feltrinelli”. Il tema di questa 5ª edizione è: “Raccontare il mondo, difendere i diritti. Pace è rivoluzione”. leggi tutto!
Ricordiamo che abbiamo raggiunto quota 179 bambini e bambine palestinesi di Gaza presi in affido a distanza. Sono molte anche le richieste di informazione.
Continuamente aggiornate e stanno ottenendo molto successo le pagine social “Adozioni a distanza Gaza”, realizzate da Elisa Ventura, affidataria di Bologna. (su Instagram QUI e FB qui). Ci sono state molte richieste di informazione e effettuate donazioni per le adozioni.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
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IT95V0760116500001077263521
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Grazie per l’ascolto e a domani.
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