Per ascoltare l’audio di oggi, 21 ottobre 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;   

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/287 (2239)

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Causale: Donazione per Anbamed

A settembre, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 760,00 € (+ 630,00 €) rispetto al precedente mese di agosto).

Si comincia a risalire la china,

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 6.653,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 442,20 € per il libro “Strega!”.

Ieri sono arrivate tre adozioni in un giorno solo. Siamo a quota 179 bambini/e resi felici. (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

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Le notizie

Genocidio a Gaza

Ieri si sono intensificati gli attacchi dell’esercito israeliano, in attesa delle elezioni. Ilò sangue palestinese usato da Netanyahu come campagna elettorale per conquistare voti e consensi.

Ieri, martedì, sette palestinesi, tra cui una coppia e un bambino, sono stati uccisi e altri feriti a causa dei bombardamenti e degli spari israeliani nella Striscia di Gaza.

▪️ Karam Riyad Abu Bteihan, 27 anni, è stato ucciso e un altro palestinese è rimasto ferito durante un’operazione militare israeliana contro una manifestazione nella città di Al-Zawayda, nella Striscia di Gaza centrale.

▪️ Mahmoud Khalil Al-Matouq è stato ucciso da un bombardamento a Jabalia.

-Karam Ahmed Abu Hazima è stato ucciso da colpi di artiglieria nel quartiere di Al-Zaytoun e Baraa Muhammad Maarouf è stato ucciso da un bombardamento nella zona di Wadi Gaza.

▪️ Majdi Muhammad Fakhri Hassan, 15 anni, è stato ucciso dal fuoco israeliano a sud di Khan Younis.

-Akram Yassin e Dina Abu Bakr sono stati uccisi durante un’operazione militare israeliana contro un condominio vicino all’ospedale Al-Shifa, nella parte occidentale di Gaza Città.

▪️ Un palestinese è rimasto ferito a causa del lancio di un ordigno esplosivo da parte dell’esercito israeliano a est di Deir al-Balah, e altri tre sono stati feriti da colpi d’arma da fuoco israeliani nella zona di Al-Mawasi a Rafah. -Un bombardamento di artiglieria a est del campo profughi di Al-Bureij.

-Le forze di occupazione israeliane sono avanzate verso l’ospedale Kamal Adwan, nella parte settentrionale di Gaza, aprendo il fuoco contro le case e le tende degli sfollati.

-L’artiglieria israeliana ha bombardato le zone orientali di Gaza City.

-I resti di una vittima non identificata sono stati rinvenuti nella zona di Mughraqa, nella Striscia di Gaza centrale.

Secondo il Ministero della Salute: il numero totale delle vittime dell’aggressione, iniziata il 7 ottobre 2023, è salito a 74.480 uccisi e 175.539 feriti, con migliaia di vittime ancora intrappolate sotto le macerie e per le strade.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Situazione umanitaria

Il Direttore Generale del Comitato Internazionale della Croce Rossa ha dichiarato:

▪️La situazione nella Striscia di Gaza è catastrofica e la popolazione sta affrontando carenze di cibo e acqua.

▪️La comunità internazionale deve assumersi le proprie responsabilità in merito alla situazione umanitaria a Gaza.

Anche l’OMS è allarmata per la situazione umanitaria della popolazione di Gaza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato in un comunciato che il numero di persone che necessitano urgentemente di supporto psicosociale e di salute mentale nella Striscia di Gaza ha superato il milione.

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.

Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui  6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata  leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto! Puntata 16esima: Continuate a leggere; 17° puntata Articolo e foto qui video nei link pubblicati sul sito.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Cisgiordania

Prima delle elezioni in Israele si inasprisce la repressione militare dell’esercito di occupazione e dei suoi coloni contro la popolazione palestinesi nativa.

-Mezzaluna Rossa Palestinese ha denunciato che si sono avuti due feriti in un attacco dei coloni al villaggio di Amneizel a Masafer Yatta;

-Coloni hanno attaccato i palestinesi nella città di Asira al-Shamaliya, a nord di Nablus;

-L’esercito israeliano ha chiuso numerosi passaggi e ingressi a diverse città e villaggi in varie aree della Cisgiordania;

-Negli ultimi due giorni, i bulldozer israeliani hanno eretto barriere di terreno intorno al checkpoint di Jaba’, a nord di Gerusalemme occupata, nell’ambito delle continue restrizioni alla circolazione dei palestinesi;

-Le forze israeliane hanno chiuso l’ingresso al villaggio di al-Lubban al-Sharqiya, a sud di Nablus, che i palestinesi utilizzavano come lunga via alternativa per raggiungere la città chiusa di Salfit. L’attuale percorso alternativo Costringe la popolazione nativa a percorrere un lungo giro per raggiungere la città assediata.

-L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha confermato martedì che gli attacchi dei coloni in Cisgiordania si sono intensificati dall’inizio ufficiale della stagione della raccolta delle olive, la scorsa settimana. Quasi 200 attacchi hanno provocato feriti e danni alle proprietà, tra cui la distruzione di circa 2.500 ulivi e giovani alberi.

-I coloni hanno attaccato una famiglia palestinese nella città di Sinjil, a est di Ramallah, rubando olive e attrezzature per la raccolta.

-I coloni, sotto la protezione dei soldati israeliani, hanno continuato a fare irruzione in case e attività commerciali nella città di Silwad, a nord-est di Ramallah.

Qusra

Sono passati due mesi e 12 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra.

11 persone che non possono né uscire da casa, né rientrarvi. Niente scuola e niente lavoro.

Tre nuovi casi simili a Qusra in diverse località della Palestina:

-L’esercito israeliano continua l’assedio di Ras al-Ahmar, a sud di Tubas, per il 36° giorno. L’organizzazione per i diritti umani Al-Baydar ha denunciato che i militari israeliani hanno sfollato 20 famiglie della comunità di Ras al-Ahmar, nella parte settentrionale della Valle del Giordano, in Cisgiordania.

-Le truppe israeliane hanno sfrattato una famiglia dalla propria casa, trasformandola in un avamposto militare nella zona occidentale di Qalqilya.

– In una casa in costruzione, il contadino palestinese Basel Nassar siede vicino all’ingresso del villaggio di Madma, a sud di Nablus, a guardia del suo raccolto di olive, che non è riuscito a trasportare a casa dopo che l’esercito di occupazione israeliano ha bloccato gli accessi al villaggio con terrapieni. Tutti gli abitanti del villaggio vivono sotto assedio e coprifuoco da 10 giorni, nel timore crescente di rimanere senza cibo e beni di prima necessità. Nassar ha raccontato di essere stato costretto a rimanere temporaneamente in questa casa vicino all’ingresso chiuso del villaggio per proteggere il suo raccolto dagli attacchi dei coloni. “non sono più riuscito a tornare a casa e a trasportare le olive come di consueto”, ha dichiarato ad un collaboratore di Anbamed. A causa di questo assedio, Nassar si è trovato di fronte a una scelta: “rimanere fuori dal villaggio per proteggere il suo raccolto, per lui di grande importanza, o lasciarlo vulnerabile ai furti dopo mesi di lavoro e di attesa per la raccolta”, ha affermato.

Le forze di occupazione israeliane hanno bloccato gli ingressi e le uscite del villaggio con terrapieni, paralizzando quasi completamente gli spostamenti degli abitanti e costringendo alcuni a tentare di attraversare a piedi, lontano dagli occhi dei soldati.

Hind Rajab

La Fondazione Hind Rajab (HRF) ha presentato una richiesta urgente al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, chiedendo un’indagine formale sul comandante militare israeliano Sean Glass, attualmente residente negli Stati Uniti. L’HRF chiede il suo arresto e il suo processo per crimini di guerra e genocidio commessi durante l’aggressione in corso contro la Striscia di Gaza.

– Glass comandava la cosiddetta unità “Impero Vampiro” del 52° Battaglione Corazzato, 401ª Brigata, dell’esercito israeliano.

– Le indagini dell’HRF hanno confermato che il 52° Battaglione era l’unica unità corazzata dell’esercito israeliano presente nell’area geografica in cui Hind Rajab è stata uccisa.

– L’unità di Glass era di stanza a poche centinaia di metri dal veicolo che trasportava la famiglia di Hind Rajab.

Usa/Israele/Iran

Ambiguo messaggio del presidente Usa Trump sull’Iran. Minacce e promesse di vittoria, ma anche minacce di colpire le infrastrutture del paese. Il Pentagono ha annunciato l’arrivo nella regione della terza portaerei. E si sono intensificate le collaborazioni e gli incontri tra vertici militari Usa e israeliani.

Non si intravvede un accordo prima delle elezioni di medio termine negli Stati uniti, anche perché Teheran intende mantenere la pressione sul voto. Il portavoce del ministero degli esteri di Teheran ha definito insufficiente la risposta di Washington, consegnata tramite gli intermediari del Qatar e del Pakistan.

Le guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che due navi petroliere hanno subito danni dopo che si sono imbattute in due mine durante il passaggio nel canale meridionale dello stretto di Hormuz. Il ministro della guerra Usa ha smentito, parlando di propaganda di Teheran, ma l’ente britannico di controllo della navigazione ha confermato l’incendio su due navi che sono state soccorse e il personale evacuato.

Yemen

L’ondata di sfollamenti causata dall’escalation militare in Yemen, giunta ormai al quarto mese, continua senza sosta, mentre crescono gli allarmi sul deterioramento della situazione umanitaria a Taiz. Secondo le Nazioni Unite, le autorità locali e le organizzazioni per i diritti umani, la città rimane sotto assedio da parte delle milizie Houthi.

In un nuovo bilancio degli sfollati, pubblicato ieri martedì, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) ha rivelato che oltre un quarto di milione di persone sono state sfollate internamente in Yemen dall’inizio dell’ultima escalation.

Libano

Martedì sono iniziati presso il quartier generale del Comando Centrale degli Stati Uniti a Tampa, in Florida, gli incontri tecnico-militari tra Beirut e Tel Aviv per esaminare l’attuazione dell’accordo quadro e discutere le aree pilota dalle quali l’esercito israeliano dovrebbe ritirarsi nel Libano meridionale.

Questi incontri rientrano nell’ambito degli sforzi statunitensi per monitorare l’attuazione dell’accordo, nel contesto dei continui attacchi israeliani nel Libano meridionale. Da Tel Aviv continuano le minacce di politici e militari israeliani che l’esercito israeliano non si ritirerà dal sud Libano, “per garantire la sicurezza dei cittadini nelle città del nord”, ha detto il ministro della guerra Katz, in un tono di propaganda elettorale.

BDS

Gruppi di solidarietà hanno bloccato fabbriche di armi israeliane in Germania e negli Stati Uniti.

-Il gruppo Palestine Action ha preso di mira una filiale della banca Capital One a Manhattan, protestando contro il coinvolgimento della banca nel finanziamento dell’azienda israeliana di armi Elbit Systems attraverso un prestito di oltre 500 milioni di dollari.

-A Berlino, 11 attivisti del movimento “Pacifici contro il Genocidio” hanno bloccato le due strade che conducono al nuovo stabilimento di munizioni della Rheinmetall nel quartiere di Wedding, protestando contro la produzione di armi e munizioni che potrebbero finire in Israele.

-Attivisti pro-Palestina hanno protestato davanti a una filiale della banca AIB nella città irlandese di Dundalk, contestando un contratto tecnologico da 1,2 milioni di dollari che la banca sta per firmare con Sinc, un’azienda fondata da ex soldati israeliani del Battaglione 8200.

Tunisia/Flotilla

Appello per una manifestazione davanti al Tribunale di Bab Benat a sostegno di Rachid Othmani.

Attivisti di Tadhamoun hanno indetto una grande manifestazione davanti al Tribunale di Primo Grado di Bab Benat a Tunisi, ieri martedì 20 ottobre, in concomitanza con l’ultima udienza del processo a Rachid Othmani, accusato di aver sostenuto i detenuti della flotilla della Libertà, arrestati dal 19 settembre. I manifestanti hanno chiesto il rilascio di Othmani e dei detenuti della flotilla.

Sindacati per la Palestina contro il genocidio

In piazza il 30 ottobre, sciopero mondiale dei portuali

Da Marsiglia a Genova e a Gioia Tauro, dal Pireo a Istanbul, dal Marocco al Messico e all’India, venerdì 30 ottobre è il grande giorno dello sciopero mondiale dei lavoratori portuali contro i traffici d’armi, il genocidio di Gaza e la guerra israelo-statunitense in Iran.

Libertà per il dr Hussam Abu Safiya

Il dr. Hussam Abu Safiya candidato al premio europeo Sakharov: leggi tutto!

Premio Rufini al dr Hussam Abu Safiya, medico di Gaza preso in ostaggio dall’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024 e rinchiuso in un campo di concentramento in Israele

Il Premio è organizzato da ActionAid, Amnesty International, Lettera 22, Medici Senza Frontiere e Oxfam ed è stato conferito per Il riconoscimento per l’attivismo in difesa dei diritti umani. leggi

All’università Milano bicocca, il dott. Iliyas Abu Safiya è intervenuto al convegno organizzato da amnesty international, Sanitari per Gasa ed altre associazioni. leggi tutto e guarda le foto di Marco Fiorencis

Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero e 5 mesi e 6 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi, mercoledì 21 ottobre 2026 hanno aderito: leggete i nominativi

La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.

Solidarietà/Al-Najdah
Si sono svolti i primi due incontri con affidatari e affidatarie, aperti al pubblico, a Chiavari e a Nervi. Il primo organizzato dal Coro Resistente e il secondo dall’ANPI. Fino al 28 del mese di ottobre si svolgeranno altri incontri con gli affidatari e affidatarie, sempre aperti al pubblico, in diverse città italiane. Ieri si sono svolti due incontri a Trofarello. Prossime tappe: oggi 21 ottobre Cambiano (in provincia di Torino). Poi Milano (22 e 26 ottobre), Osnago 23 ottobre, Bologna 27 ottobre (due appuntamenti), Firenze 28 e Roma 30 ottobre. Ve daremo maggiori e dettagliate informazioni appena sarà completato il programma. vedi gli aggiornamenti

La fiaba “Strega!” è stata presentata dalla Casa Editrice Mesogea, per la partecipazione al premio “Inge Feltrinelli”. Il tema di questa 5ª edizione è: “Raccontare il mondo, difendere i diritti. Pace è rivoluzione”. leggi tutto!

Ricordiamo che abbiamo raggiunto quota 179 bambini e bambine palestinesi di Gaza presi in affido a distanza. Sono molte anche le richieste di informazione.

Continuamente aggiornate e stanno ottenendo molto successo le pagine social “Adozioni a distanza Gaza”, realizzate da Elisa Ventura, affidataria di Bologna. (su Instagram QUI e FB qui). Ci sono state molte richieste di informazione e effettuate donazioni per le adozioni.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!

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Grazie per l’ascolto e a domani.

Codice fiscale dell’associazione e firma nell’apposito modulo della vostra dichiarazione dei redditi. A voi non costa nulla, per noi è vitale.

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1 commento

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