di Francesca Albanese (dal suo account social)

Ieri a Foggia ho avuto il privilegio di conoscere e confrontarmi con una persona di straordinaria sensibilità, umanità e spessore come la deputata Stefania Ascari, ospite per l’inaugurazione della nostra mostra dedicata ai disegni dei bambini palestinesi.

Ma proprio mentre eravamo a tavola insieme, parlando dei suoi viaggi umanitari al valico di Rafah, in Cisgiordania e nei territori occupati, ho assistito in diretta a uno dei momenti più bassi e pericolosi della violenza mediatica di questa maggioranza. Ho visto con i miei occhi arrivare sul telefono di Stefania una pioggia di messaggi intimidatori, offensivi, violenti e minacciosi. Una vera e propria cagnara squadrista scatenata ad arte dalla destra e dai suoi giornali, che pur di attaccarla hanno messo in oggettivo e concreto pericolo la sicurezza personale di una donna e di una parlamentare la cui unica colpa è dare voce ai diritti umani.

Il pretesto per questa gogna indegna è stato il ribaltamento totale e vergognoso della realtà. Durante una conferenza alla Camera dei Deputati era intervenuto Ilyas Abu Safiya, figlio del dottor Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell’ospedale di Gaza ingiustamente incarcerato da Israele dal dicembre 2024 solo per aver salvato vite umane. Ilyas, parlando nella sua lingua madre, ha semplicemente fatto un appello pacifico e umano chiedendo rispetto per le Convenzioni di Ginevra e dicendo alla Premier che, così come lei ama sua figlia e desidera abbracciarla ogni giorno, anche lui vorrebbe solo poter riabbracciare suo padre.

Fratelli d’Italia e la stampa di destra hanno trasformato questa similitudine pulita e universale sull’amore familiare in un finto “attacco” e in una presunta “minaccia” a una minore, quando sono stati proprio loro a strumentalizzare una bambina per fare sciacallaggio politico.

Un atteggiamento intriso di razzismo, dato che si sono scandalizzati persino per l’uso della lingua araba, e di totale disumanizzazione nei confronti dei palestinesi. Ilyas ha creduto ingenuamente di poter suscitare un briciolo di empatia in una madre e si è ritrovato sommerso dal fango, mentre a Stefania Ascari, che si trovava semplicemente lì in ascolto, è stata scagliata contro un’ondata d’odio che ora la espone a rischi reali. A lei va tutta la mia vicinanza e la mia solidarietà: di fronte all’intimidazione e alla violenza di chi divide gli esseri umani in serie A e serie B, non ci faremo mai zittire.

Ps. Nei commenti le aperture e i titoli dei giornali di Angelucci di oggi. Il punto più basso a cui potessi personalmente assistere.

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