Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

10 aprile 2022. 

Rassegna anno III/n. 099

Per informazioni e contatti manda un messaggio

Per ascoltare l’audio:

Le vignette sono QUI

46 giorni di guerra russa contro l’Ucraina. Le truppe di Mosca si concentrano nell’est. Si prepara la conquista di Kharkiv. Johnson in visita a Kiev annuncia altri armamenti anticarro e prestiti. La Croce Rossa lancia l’allarme per la condizione della popolazione civile intrappolata a Mariupol. La Nato per un esercito permanente al confine con l’Ucraina.
Il 24 aprile Marcia della Pace Perugia-Assisi: “Fermatevi, la guerra è una follia!”.
https://twitter.com/Anpinazionale/status/1510975133862842370/photo/1

Nell’approfondimento pubblichiamo la lettera di riflessione sull’invasione russa in Ucraina tra giornalismo e propaganda, firmata da corrispondenti di guerra delle maggiori testate giornalistiche italiane. Una riflessione critica che ha avuto molte adesioni, ma anche forti attacchi. I direttori coll’elmetto e gli opinionisti da poltrona in trincea non ci stanno agli inviti a usare il cervello e non limitarsi a ripetere la propaganda guerrafondaia.

Sostieni Anbamed

Questa rassegna sopravvive grazie ai contributi dei suoi lettori e ascoltatori.

Ricordati che anche il più grande oceano è fatto di gocce!

Ecco i dati per il versamento:

Associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità

Iban: IT33U0891382490000000500793

Bic: ICRAITRRPDO

I titoli

Palestina occupata: Rastrellamenti israeliani a Jenin. Un giovane ucciso.

Siria: Missili israeliani sulla Siria. Colpiti obiettivi a Hama.

Migranti: 13 corpi trovati sulle spiagge di Sfax. 19 migranti salvati.

Pakistan: Omarn Khan sfiduciato. L’opposizione vince la battaglia parlamentare con 174 voti su 342.

Iran: Inaugurata un nuovo centro nucleare di fabbricazione locale.

Libia: Haftar si sfila dall’accordo di tregua e minaccia di bloccare l’esportazione di petrolio.

Tunisia: Crisi finanziaria ha fatto scendere le quotazioni del dinaro.

Le notizie

Palestina occupata

Un giovane palestinese è stato ucciso e altri 14 feriti nell’operazione di rastrellamento dell’esercito israeliano a Jenin. Due ore di terrore hanno vissuto i cittadini della città simbolo della resistenza contro l’occupazione, rinata dopo la distruzione totale nel 2000. Due giovani sono stati arrestati, uno dei quali colpito da una pallottola ed è ricoverato in gravi condizioni in ospedale. Le unità del genio militare hanno esaminato la casa della famiglia dell’attentatore di Tel Aviv, per la sua demolizione, come atto di vendetta collettiva. La madre ha detto: “Non ce ne andremo da qui; questa è la nostra terra. Non ci cacceranno un’altra volta”.

Siria

Caccia israeliani hanno bombardato il territorio siriano. Lo riferisce l’agenzia stampa Sana, senza fornire informazioni sul luogo dell’attacco e su eventuali vittime e danni. L’Osservatorio siriano sostiene che i missili hanno colpito posizioni dell’esercito nella provincia di Hama. Gli aerei israeliani hanno violato lo spazio aereo libanese, prima di lanciare i missili sul territorio siriano.

Migranti

Tredici corpi sono stati trovati sulle spiagge di Sfax. La marina tunisina ha salvato 19 migranti e, secondo il racconto dei sopravvissuti, ci sarebbero almeno altri 10 dispersi. Erano tutti cittadini di paesi del Sahel ed erano partiti due giorni prima, su due barche, per raggiungere l’Italia. Non si conosce ancora la città tunisina dalla quale sono partiti. La Tunisia sta diventando l’alternativa alla Libia per il traffico di esseri umani.

Pakistan

Il Parlamento ha votato la sfiducia al governo di Omran Khan. 174 voti su un totale di 342 seggi. Durante la seduta durata 14 ore il presidente e il vice presidente del Parlamento si sono dimessi e la maggior parte dei deputati della ex maggioranza hanno lasciato l’aula. Una sconfitta cucente quella di Omran Khan, che ha tentato tutte le strade per impedire il voto di sfiducia. La scorsa settimana ha chiesto al presidente della Repubblica lo scioglimento dell’organo legislativo e indire nuove elezioni, pur di rimanere in sella, ma la Corte suprema ha ordinato l’annullamento delle misure considerate anticostituzionali. Khan ha accusato Washington di aver tramato per la sua destituzione, a causa della sua politica indipendente sulla guerra in Ucraina. Islamabad si era astenuta all’ONU nel voto per la condanna della Russia. Il prossimo premier dovrebbe essere il leader dell’opposizione Shahbaz Sharif, fratello dell’ex premier, Nawaz Sharif.

Iran

Il presidente Raissi ha inaugurato un centro nucleare “di fabbricazione iraniana al 100%”. Nel suo discorso ha affermato che l’impegno di Teheran è per lo sviluppo civile della tecnologia nucleare ed ha invitato le altre nazioni a rispettare i diritti dei paesi in via di sviluppo. Il presidente dell’Ente iraniano per l’energia atomica, Mohammed Islami, ha affermato che il suo paese ha presentato all’AIEA la sua visione strategica in materia del nucleare civile. “Abbiamo chiesto all’organismo internazionale di assumersi il suo ruolo indipendente e di respingere le pressioni politiche di quelle nazioni che tentano di garantirsi il monopolio della tecnologia”. Nel frattempo, sono fermi i negoziati di Vienna per il ritorno all’accordo del 2015.

Libia

I componenti dell’LNA nella Commissione militare “5+5” hanno annunciato il loro ritiro, accusando il governo Dbeiba di interferenze nei lavori della Commissione, istituita a Ginevra dopo i negoziati per la tregua sotto l’egida dell’ONU, nel 2020. I militari dell’esercito di Haftar accusano il governo di bloccare gli stipendi dei loro soldati, mentre elargisce milioni di dollari per l’ingaggio delle milizie che lo proteggono. Nel video-comunicato (Qui, in lingua araba) chiedono al generale Haftar di bloccare i porti di esportazione del petrolio e di chiudere le strade di collegamento tra Tripoli e Bengasi. È una svolta pericolosa che rischia di portare il paese di nuovo nel conflitto militare, dopo il fallimento delle elezioni che erano state programmate per lo scorso 24 dicembre.

Tunisia

La crisi politica si ripercuote sulla situazione economica e finanziaria. Il dinaro tunisino è arrivato ad un minimo storico mai registrato negli ultimi tre anni, superando i tre dinari contro il dollaro. Il debito pubblico ha registrato nel 2021 l’8,3% del PIL contro il 7,8% dell’anno precedente. Il governo si accinge a negoziati con il FMI per un prestito di 4 miliardi di dollari. Il sindacato UGTT ha dichiarato la sua opposizione alle misure draconiane imposte dall’FMI: decurtazione degli stipendi pubblici e cancellazione delle sovvenzioni alle principali derrate alimentari.

Approfondimento

Corrispondenti di guerra

La propaganda ha una sola vittima il giornalismo
1° aprile 2022

1 commento

  1. […] Per ascoltare l’audio: clicca qui […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *