Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

11 aprile 2022. 

Rassegna anno III/n. 100

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47 giorni di guerra russa contro l’Ucraina. Spostamenti di truppe ucraine da Kiev verso Est. Nessun risultato dalle trattative tecniche. Il governo ha annunciato il ritrovamento di oltre mille cadaveri nella capitale, dopo il ritiro delle truppe russe. 9 corridoi umanitari per la popolazione di Mariupol. Zelensky accusa Francia e Germania: “Il loro rifiuto all’ingresso dell’Ucraina nella Nato è la causa dell’invasione russa”.
Il 24 aprile Marcia della Pace Perugia-Assisi: “Fermatevi, la guerra è una follia!”.
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I titoli

Palestina occupata: Due donne e un giovane palestinesi uccisi. Un israeliano ucciso dai soldati ad Ashkelon, perché creduto arabo.

Egitto: L’economista Ayman Hadhoud dopo due mesi di sparizione forzata è morto in ospedale psichiatrico.

Sudan: Manifestazioni per la democrazia nell’anniversario della caduta di Bashir.

Pakistan: Oggi si vota il successore di Omran Khan sfiduciato sabato.

Tunisia: Manifestazione per la democrazia nella “Giornata dei Martiri” della repressione nella rivolta del 2011.

Sahara Occidentale: Il Fronte Polisario interrompe i rapporti con Madrid.

Le notizie

Palestina occupata

Rastrellamenti ed esecuzioni di piazza. Questa è la politica de governo Bennett nei territori palestinesi occupati. Ieri, tre palestinesi morti, due donne e un giovane a Gerusalemme, Betlemme e Jenin. Una donna è stata uccisa, con un colpo alle gambe, mentre discuteva con un soldato e lasciata per terra a sanguinare. È stata strappata dalla folla ai militari e portata in ospedale, ma non è servito a nulla. La donna è spirata poco dopo. Il giovane di Jenin è stato colpito alla schiena ed è morto all’istante. La terza vittima palestinese è una donna di Betlemme uccisa ad un posto di blocco in circostanze non chiarite. Ad Askelon un israeliano è stato ucciso dai soldati per errore, perché creduto arabo e si era avvicinato troppo ai militari. La politica del grilletto facile è stata ribadita dal premier Bennett e il ministro della sicurezza Interna Barleev ha minacciato di compier a Jenin un’irruzione come quella che ha raso al suolo il campo profughi nel 2002.

Egitto

L’economista Ayman Hadhoud è stato vittima di una sparizione forzata due mesi fa. La sua famiglia è stata informata ieri che è morto in ospedale psichiatrico. Una narrazione rocambolesca quella delle forze di sicurezza del Cairo, che non convince. La famiglia ha fatto ricorso per ottenere l’autopsia, che è stata ordinata dalla procura. Il fratello, avvocato Omar Hadhoud, ha informato che Ayman è sparito la sera del 3 febbraio e dopo una lunga ricerca nei vari commissariati, è stato negato il suo arresto. Ma     soltanto dopo il ricorso alla procura, le forze di sicurezza antiterrorismo hanno informato che il ricercatore si trovava in ospedale psichiatrico. Anche la direzione dell’ospedale ha negato, in un primo momento, il suo ricovero, ma dopo le minacce del ricorso alla procura, è stata confermata la sua presenza e negata la visita per motivi di sicurezza. La famiglia non ha potuto incontrarlo. Ieri la notizia del suo decesso. Ayman Hadhoud è un ricercatore universitario e consulente economico del partito “Riforme e Sviluppo”, guidato dal deputato Mohammed Sadat, figlio dell’ex presidente egiziano.  Ha pubblicato recentemente studi che smascherano la natura della politica economica di Al-Sissi, che ha allargato la forbice del divario tra ricchi e poveri e ha prodotto un’inflazione senza precedenti.

Sudan

La giunta golpista ha ordinato il divieto di manifestare nel centro di Khartoum. Oggi è previsto un lungo corteo fino al palazzo presidenziale nell’anniversario della caduta di Omar Bashir tre anni fa. Il comunicato del comitato promotore parla di “una mobilitazione popolare permanente fino al completamento della caduta della dittatura e il ripristino del governo civile democratico”. Gli organizzatori raccomandano il carattere pacifico ma sono determinati a raggiungere il centro del potere, per rivendicare il ritorno dei militari nelle caserme e la consegna del governo ai civili. Dall’inizio dell’anno il paese è senza governo e la crisi economica sta colpendo gli strati popolari.

Pakistan

Oggi il Parlamento vota il nuovo premier, dopo la caduta del governo di Omran Khan con il voto di sfiducia di sabato. Sono due i candidati: Shahbaz Sharif, fratello dell’ex presidente, in rappresentanza del partito islamico, e Shah Qurashi, candidato del partito “Insaf” dell’ex premier Omran Khan. Gli sviluppi politici di questa battaglia parlamentare hanno ripercussioni sulla geopolitica regionale nella penisola indiana e in tutta l’Asia. Il Pakistan è una potenza nucleare, avversaria dell’India anch’essa potenza nucleare. Malgrado i legami molto forti con Washington, Islamabad sotto il governo di Omran Khan ha intessuto rapporti di apertura con Mosca e Pechino, svolta che non è stata gradita alle potenze occidentali.

Tunisia

Si è svolta ieri a Tunisi una grande manifestazione contro le misure d’emergenza del presidente Saied, accusato dall’opposizione di aver compiuto un colpo di Stato. La mobilitazione è stata indetta per la “Giornata dei Martiri” della repressione durante la rivolta del 2011. Il partito islamista Ennahda ha tentato di strumentalizzare la rabbia popolare per le condizioni di vita difficili a causa della crisi economica, ma il suo presidente Ghannouchi è stato cacciato da una moschea, dov’era recato a pregare subito dopo la conclusione della manifestazione. Il partito Ennahda è stato per 10 anni al potere ed è la causa di questa crisi per la dilagante corruzione che ha caratterizzato il suo dominio. Nel paese è forte il sentimento democratico, ma è altrettanto determinato l’impegno per il cambiamento. Il presidente populista Saied gioca su quest’ultimo sentimento per far passare un monopolio dei tre poteri nelle mani di un uomo solo, rifiutando qualsiasi confronto con le altre parti politiche e sociali.   

Sahara Occidentale

Il Fronte Polisario ha annunciato, in un comunicato, che interromperà qualsiasi contatto con il governo di Madrid, a causa della svolta che il premier Sànchez ha impresso alle relazioni con Rabat, riconoscendo la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale. “Lo Stato spagnolo – si legge nel comunicato – ha responsabilità storiche come potenza coloniale, che non possono essere cancellate con il passar del tempo. Madrid ha violato i suoi impegni e le risoluzioni dell’ONU sulla questione della decolonizzazione del Sahara Occidentale”.  Madrid aveva mantenuto in passato una posizione neutrale, appoggiando le risoluzioni dell’ONU per un referendum sull’autodeterminazione. Lo scorso 18 marzo, Madrid ha ceduto alle pressioni marocchine, riconoscendo che “la proposta dell’autonomia all’interno del regno l’unica praticabile”. Nelle scelte di Madrid ha avuto peso il ricatto dell’immigrazione clandestina, soprattutto attraverso le due enclave di Ceuta e Melilla.

Approfondimento

Corrispondenti di guerra

La propaganda ha una sola vittima il giornalismo
1° aprile 2022

Approfondimento

Voci sulla guerra

Riprendiamo due articoli dall’Ucraina e dalla Russia. Non è neutralità o equidistanza, ma ricerca di comprendere ascoltando, perché la guerra è orrore e anche propaganda. Per non fare gli utili idioti, dobbiamo capire. Il primo articolo è un’intervista ad un sociologo ucraino e l’altro è una dichiarazione degli anarchici russi.

Approfondimento

6 APRILE 2022: IN RICORDO DI GIOVANNI SARUBBI  

Echi dalla stampa araba n. 14

Da Al-Arabi Al-Jadeed (Il Nuovo Arabo)

Sette anni di guerra in Yemen:

una svolta decisiva per le sorti della pace.

Di Zakaria al-Kamaly

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