Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

18 luglio 2022.

Rassegna anno III/n. 198

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144 giorni di guerra. Un aereo cargo ucraino carico di armi è caduto in Grecia. Kiev annuncia la distruzione di una stazione radar russa nel sud dell’Ucraina. Zelensky ha rimosso, per tradimento, il capo dell’ufficio principale di Sicurezza (SBU) e il procuratore generale: avrebbero fornito informazioni ai russi.

Con oggi Alaa Abdel Fattah è in sciopero della fame da 108 giorni, nel carcere di Wadi Natroun. In Italia dal 28 maggio è in corso un digiuno solidale a staffetta per chiedere la sua liberazione.

Appello della redazione di Anbamed ai lettori ed ascoltatori di aderire alla staffetta solidale di sciopero della fame per un giorno.

Oggi digiunano Tatiana Cappucci e Chiara Segrado.

Per maggiori info: http://www.invisiblearabs.com

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Titoli

Sudan: Aumentano le vittime degli scontri interetnici nelle province orientali.

Somalia: Un attentato contro un albergo a Giohar, a nord della capitale.

Iraq: Raid turco con drone ha ucciso 5 lavoratori mentre viaggiavano in auto.

Migranti: Sei corpi di migranti raccolti sulla spiaggia di Qasr Lakhiar, ad est di Tripoli.

Siria: Rapimenti e sequestri di attivisti curdi nelle zone sotto occupazione turca.

Iran: Il lago Urmia sta scomparendo. Era stato dichiarato dall’Unesco “riserva della biosfera”.

Egitto: Rilasciati altri detenuti politici. Quando toccherà ad Alaa Abdel-Fattah?

Le notizie

Sudan

Sono salite a 60 le vittime degli scontri etnici nella provincia orientale di Nilo Blu. Gli scontri sono continuati malgrado il coprifuoco imposto dalle autorità dell’esercito. Il governatore della provincia accusa i fomentatori di odio, senza specificare chi siano, ma i movimenti anti militaristi accusano i capi militari di incitare all’odio e al razzismo, per distrarre il movimento di protesta. A Khartoum e in diverse altre città si sono svolte manifestazioni fortemente partecipate con la parola d’ordine: “fine del colpo di Stato e governo civile”. L’esercito ha bloccato tutte le strade di accesso al palazzo presidenziale dove risiede il capo della giunta golpista, generale Burhan. I manifestanti hanno eretto, in diverse zone limitrofe, delle tende per presidi permanenti “fino alla resa dei golpisti”.

Somalia

Un attentatore suicida si è lanciato con la sua auto imbottita di esplosivo contro un albergo nel centro di Johar, una cittadina a 90 km a nord di Mogadiscio. Nell’albergo vengono ospitati politici e funzionari governativi. Secondo una fonte della sicurezza ci sono 5 morti e 9 feriti, tra i lavoratori dell’albergo e le guardie. Il movimento qaedista Shebab ha rivendicato l’attentato con un comunicato sui social. Durante la procedura per l’elezione del nuovo capo dello Stato e nella fase successiva alla nomina di Sheik al vertice del potere, i terroristi hanno aumentato i loro attacchi per condizionare il nuovo governo.

Iraq

L’esercito turco ha compiuto un altro crimine contro i curdi della zona di Sinjar. Un drone ha lanciato un missile contro la regione montagnosa, a nord ovest di Mosul, distruggendo un’auto ed uccidendo i 5 passeggeri. Secondo le unità di soccorso, le vittime sono dei lavoratori che si stavano recando al lavoro e nei rottami dell’auto non sono stati trovati armi. La stampa turca, invece, parla di 5 combattenti “neutralizzati”. Lo scorso 17 giugno, un drone turco si era spinto fino a Sulaimaniya, nel Kurdistan iracheno, uccidendo 4 persone e ferendone un’altra.

Migranti

La Mezzaluna rossa libica ha raccolto, ieri domenica, sulla spiaggia di Qasr Lakhiar, ad est della capitale, 6 corpi di migranti spinti dalle onde. L’allarme era stato lanciato da cittadini che si stavano recando in spiaggia. I soccorritori hanno provveduto al trasporto dei corpi all’obitorio dell’ospedale e all’identificazione con il Dna, per dare poi degna sepoltura alle vittime. Sui social, molti cittadini si sono lamentati degli insufficienti controlli, che lasciano mano libera ai trafficanti di esseri umani.

Siria

Nei villaggi sotto occupazione turca nella provincia di Aleppo, le milizie affiliate ad Ankara continuano i rapimenti e gli arresti di attivisti curdi, particolarmente ad Afrin. Secondo l’Osservatorio Siriano, sabato sono stati rapiti due uomini e una donna, con l’accusa di fornire informazioni alle Forze democratiche siriane, le unità di amministrazione e difesa locale nella zona autonoma. La donna è stata liberata dopo il pagamento di un riscatto da parte della famiglia. Uno degli uomini, un medico, è stato trovato domenica in pessime condizioni con costole rotte a causa delle torture subite. Ha denunciato che gli sono stati rubati il computer, il telefonino, l’auto e tre mila dollari, soldi raccolti dall’ambulatorio popolare per l’acquisto di uno strumento diagnostico.

Si terrà a Teheran, domani martedì, un vertice tra Putin, Erdogan e Raissi per discutere, tra l’altro, anche della situazione siriana. Molti osservatori sostengono che da questo vertice dipenderà la sorte della regione nord orientale della Siria, amministrata autonomamente dalle Forze democratiche siriane a guida curda. Ankara da tempo annuncia un’operazione militare per la conquista di Mambij e Tal Rifaat ed estendere la cosiddetta striscia di sicurezza in territorio siriano di confine, per 30 km di larghezza, fino alla frontiera irachena.

Iran

Uno dei laghi più grandi del Medio Oriente, nel nord ovest dell’Iran, si sta prosciugando. Il livello dell’acqua è sceso drasticamente e in molte parti l’acqua si è ritirata completamente, facendo sporgere il terreno arido. È l’effetto della siccità causata dal cambiamento climatico globale. Il fenomeno è iniziato negli anni ’90 dello scorso secolo e la popolazione locale accusa i governi di non interessarsi alla situazione. Il lago Urmia è stato dichiarato dall’Unesco, nel 1976, riserva della biosfera. Attorno alle sue rive 6 milioni di persone avevano la fonte di lavoro e reddito. Si è svolta ieri nella città di Urmia una manifestazione popolare di protesta contro l’abbandono delle autorità. La polizia ha compiuto decine di arresti.

Egitto

È stato rilasciato un altro gruppo di sei detenuti politici, in seguito alle raccomandazioni della commissione parlamentare per l’amnistia. Il “perdono presidenziale” ha toccato Abdel-Naser Salameh, ex direttore di Al-Ahram che era stato incarcerato, nel luglio 2021, dopo la pubblicazione di un suo articolo sulle trattative per la diga etiopica sul Nilo. Nella sua analisi ha concluso che la responsabilità è in capo al presidente Al-Sissi e lo ha invitato a dimettersi e sottoporsi ad un processo, per i danni causati all’economia e alla vita degli egiziani. Secondo il deputato Tareq Awadi, membro della commissione, nella lista dei nomi proposti per il rilascio vi sarebbe anche Alaa Abdel Fattah, il Gramsci egiziano, protagonista della rivolta del gennaio 2011, di piazza Tahrir, contro il regime di Mubarak. Alaa è in sciopero della fame dal 2 aprile per protesta contro la detenzione preventiva e l’isolamento. In Italia è in corso una campagna di solidarietà, con digiuni a staffetta per un giorno, alla quale hanno partecipato più di 150 attivisti, intellettuali, giornalisti e politici. (Per aderire).

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