Per i suoi 80 anni, vi presentiamo l’impegno multiculturale di un personaggio che merita riconoscimento e apprezzamento per la sua opera di valorizzazione e diffusione delle culture Altre.

Raffaele Taddeo è nato a Molfetta (Bari) l’8 giugno 1941. Laureatosi in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica di Milano, città in cui oggi risiede, ha insegnato italiano e storia negli Istituti tecnici fin dal 1978. Dal 1972 al 1978 ha svolto la mansione di “consulente didattico per la costruzione dei Centri scolastici Onnicomprensivi” presso il CISEM (Centro per l’Innovazione Educativa di Milano). Con la citata Istituzione è stato coautore di tre pubblicazioni: Primi lineamenti di progetto per una scuola media secondaria superiore quinquennale (1973), Tappe significative della legislazione sulla sperimentazione sella Scuola Media Superiore (1976), La sperimentazione nella scuola media superiore in Italia:1970/1975. Nell’anno 1984 è stato eletto vicepresidente del Distretto scolastico ’80, carica che manterrà sino al 1990. Verso la metà degli anni ’80, in occasione dell’avvio dei nuovi programmi della scuola elementare, ha coordinato la stesura e la pubblicazione del volumetto una scuola che cambia. Dal 1985 al 1990 è stato Consigliere nel Consiglio di Zona 7 del Comune di Milano. Nel 1991 ha fondato, in collaborazione con alcuni amici del territorio Dergano-Bovisa del comune di Milano, il Centro Culturale Multietnico La Tenda, di cui ad oggi è Presidente. Nel 1994 ha pubblicato per il CRES insieme a Donatella Calati il quaderno Narrativa Nascente – Tre romanzi della più recente immigrazione. Nel 1999 in collaborazione con Alberto Ibba ha curato il testo La lingua strappata, edizione Leoncavallo. Nel 2006 è uscito il suo volume Letteratura Nascente – Letteratura italiana della migrazione, autori e poetiche. Nel 2006 con Paolo Cavagna ha curato il libro per ragazzi “Il carro di Pickipò”, ediesse edizioni. Nel 2010 ha pubblicato per l’edizione Besa “La ferita di Odisseo – il “ritorno” nella letteratura italiana della migrazione”.In e-book è pubblicato “Anatomia di uno scrutinio”, Nel 2018 è stato pubblicato il suo romanzo “La strega di Lezzeno”, nello stesso anno ha curato con Matteo Andreone l’antologia di racconti “Pubblichiamoli a casa loro”. Nel 2019 è stato pubblicato l’altro romanzo “Il terrorista”.

Una delle sue creature, insieme ad altri e altre, è la rivista online El-Ghibli. Ecco come la presenta: “El Ghibli è un vento che soffia dal deserto, caldo e secco. È il vento dei nomadi, del viaggio e della migranza, il vento che accompagna e asciuga la parola errante. La parola impalpabile e vorticante, che è ovunque e da nessuna parte, parola di tutti e di nessuno, parola contaminata e condivisa.

È la parola della scrittura che attraversa quella di altre scritture, vi si deposita e la riveste della polvere del proprio viaggio all’insegna dell’uomo e del suo incessante cammino nell’esistenza.

Cosa contraddistingue la migranza, la scrittura in transito, al di là della lingua in cui si esprime? L’identità multipla di cui è composta, la stratificazione di destini e progetti futuri che ne guida la voce. Una formula ogni volta differente che fa sì che in ogni momento sia altra, straniera a se stessa, in un continuo rinnovamento della propria volatile essenza.

El Ghibli, la rivista del vento, è la prima in cui la redazione è composta da scrittori della migrazione transnazionale. Si tratta dell’unione collaborativa di individualità ben distinte, ognuna espressione di una composizione alchemica assolutamente unica ed irripetibile, risultato di una personale e composita avventura biologica e culturale, che nella differenza accomuna storie e destini.

E per dare vita ad un progetto letterario che riconsideri consapevolmente la parola scritta dell’uomo che viaggia, che parte, che perde per sempre e che per sempre ritrova.

Un progetto letterario che parli del viaggio in movimento e di quello immobile.

Da cui le due sezioni letterarie principali della rivista: – “Narrativa transnazionale” e “Poesia Transnazionale”per i testi narrativi e poetici  di vario approdo linguistico. E poi “Interventi”, che raccoglie i contributi critici, selezionati e valutati dagli accademici che sono parte del comitato di redazione; “Recensioni”, una panoramica sempre aggiornata delle ultime pubblicazioni. E lo spazio dedicato alle testimonianze, aperto alle diverse scritture che abbiano l’esigenza di raccontare, senza filtri letterari, l’esodo epocale in cui è coinvolta la nostra comune umanità.

Perché tutto questo possa essere finalmente ovvio: l’importanza sovranazionale della nostra necessità di comunicazione orale e scritta; l’ordinaria transumanza del nostro destino di artefici di parole; la sacralità delle parole sempre più contaminate e bastarde che ci sopravviveranno, di quelle “reliquie – come le definisce lo scrittore ungherese Deszo Kosztolànyi – santificate dalla sofferenza e sfigurate dalla passione”.

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