Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

6 Luglio 2021

Rassegna anno II/n. 6

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I titoli

Afghanistan: Oltre mille soldati afgani fuggiti in Tagikistan.

Tunisia: Continuano i naufragi nel Mediterraneo.

Iraq: Abbattuto un drone sopra l’ambasciata USA a Baghdad.

Egitto: Il boia di nuovo in azione. Un giovane ucciso con un’accusa mai provata.

Algeria: La Francia rifiuta di consegnare i segreti degli esperimenti nucleari nel deserto algerino negli anni Sessanta.

Etiopia: Migliaia di soldati governativi prigionieri dei ribelli del Tigray.

Libano: Le famiglie delle vittime della strage del porto chiedono Verità e Giustizia.

Le notizie

Afghanistan

1037 soldati afgani sono fuggiti in Tagikistan dopo i duri combattimenti avvenuti nelle province di confine nel nord. Secondo fonti tagiki, il movimento jihadista ha conquistato 6 province della regione di Badakhshan, controllando così un confine lungo oltre 900 km. Scontri anche nella regione occidentale di Herat con gravi perdite tra le forze governative; 18 soldati sono morti prima della ritirata. Secondo il portavoce dei Taliban, il 70% del territorio è sotto il loro controllo; inoltre ha sottolineato sulla necessità che tutte le truppe straniere lascino il paese entro la data stabilita.

Tunisia

I mezzi della Marina hanno salvato ieri un gruppo di 50 migranti su una barca in avaria, al largo delle coste tunisine. 21 corpi sono stati recuperati nelle acque di Sfax, da dove erano partiti giorni prima. Non si conosce il numero dei dispersi. È il secondo naufragio in tre giorni. Precedentemente 84 persone erano state salvate al largo di Zarzis, in quell’incidente almeno 43 furono inghiottite dalle acque del Mediterraneo. Con l’arrivo della stagione estiva si intensificano i viaggi della morte. Nessun paese delle due sponde ha la minima intenzione di affrontare la questione in modo serio, ma si gioca allo scaricabarile. La retorica non ferma la mattanza, perché le motivazioni che spingono all’emigrazione sono strutturali.

Iraq

Un drone con una carica esplosiva è stato abbattuto all’alba di oggi nei cieli di Baghdad, precisamente nella zona dell’ambasciata degli Stati Uniti. Testimoni oculari hanno riferito di aver visto in azione il sistema antimissilistico che ha fatto esplodere il drone in cielo, senza causare danni o vittime. È il 47esimo attacco contro obiettivi statunitensi in Iraq dall’inizio dell’anno. Come di consueto nessuna rivendicazione, ma è chiara la paternità dell’azione da attribuire alle milizie filo iraniane, attive in Iraq nel quadro di Hashd Shaabi, ingaggiate dal governo nella lotta contro Daiesh. L’opposizione alla presenza militare occidentale in Iraq è un sentimento diffuso e lo è altrettanto il rifiuto delle interferenze di Teheran.

Egitto

È stata eseguita domenica la condanna a morte contro un ex studente di ingegneria accusato dell’assassinio di un alto ufficiale delle forze di sicurezza. La rete egiziana per i Diritti Umani aveva chiesto la revisione del processo in quanto non c’erano prove contro l’imputato, oltre alle ammissioni estorte sotto tortura durante il fermo preventivo e senza la presenza di un avvocato. Secondo la rete sono in attesa di esecuzione altre 69 persone, la maggior parte condannata in processi politici, con la solita accusa di appartenenza ad organizzazioni non autorizzate e terroristiche.

Algeria

Il ministro dei mujahideen, Tayyib Zeitouni, ha affermato che la Francia ha rifiutato la consegna delle carte topografiche dei luoghi degli esperimenti nucleari, compiuti nel deserto algerino dal 1960 al 1966. In occasione del 59esimo anniversario dell’Indipendenza, Zeitouni ha rinnovato la richiesta all’ex potenza coloniale di bonificare i luoghi dalle scorie radioattive che tuttora mietono vittime tra la popolazione. Il dossier sulla memoria coloniale è uno dei punti controversi nelle relazioni franco-algerine, per il rifiuto di Parigi di presentare le scuse per i crimini compiuti in 132 anni di colonialismo.

Etiopia

Il Fronte popolare per la Liberazione del Tigray ha fatto girare le foto con migliaia di soldati governativi presi prigionieri di guerra. Una scena umiliante per il governo del premio Nobel per la pace, il premier Ahmad Abiy, in vista delle elezioni fissate per il prossimo ottobre. Il leader del Fronte ha affermato che i soldati saranno a suo tempo liberati, ma gli ufficiali saranno processati per crimini di guerra. Secondo fonti vicine ai ribelli negli otto mesi di guerra in Tigray sarebbero morti 18 mila soldati governativi e disertato il 40% degli ufficiali. Lo scorso venerdì si è tenuta una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ma non ci sono iniziative internazionali in corso, oltre all’appello per il cessate il fuoco, per permettere la distribuzione degli aiuti ai due milioni di sfollati, tra i quali circa 400 mila in condizioni di carestia.

Libano

Le famiglie delle vittime della strage del porto hanno compiuto domenica il rito mensile di commemorare i loro morti. A 11 mesi dalla strage del 4 agosto, i familiari hanno chiesto di conoscere la verità sull’esplosione, come promesso dalle autorità nei primi giorni dello scoppio delle quasi 3 mila tonnellate di nitrati di ammonio, stoccate nel porto senza precauzioni e per molti anni. Il procuratore speciale ha annunciato di voler interrogare il premier dimissionario e di citare in giudizio 3 ex ministri, chiedendo al Parlamento l’autorizzazione a procedere, in quanto sono deputati. Il suo predecessore era stato fatto dimissionare per lo stesso procedimento.

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