Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

29 Luglio 2021

Rassegna anno II/n. 29

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Nella rubrica Approfondimenti pubblichiamo un articolo dell’amica Bruna Sironi apparso su Nigrizia, che analizza la portata ed i limiti dell’elezione di una donna a presidente del Parlamento del Sud Sudan.

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I titoli

Tunisia: Calma nelle piazze. Attesa per il nome del nuovo premier.

Siria 1: L’esercito turco bombarda villaggi curdi nella provincia di Aleppo.

Siria 2: Washington impone sanzioni contro due residenti in Turchia accusati di finanziamento del movimento qaedista Tahrir Sham

Iran: Khamenei accusa il governo uscente di debolezza di fronte agli occidentali.

Egitto: Confermate in cassazione condanne all’ergastolo nei confronti di 16 ex dirigenti della Fratellanza Musulmana.

Marocco: Scoperti strumenti di lavoro del periodo acheuleano risalenti a 1,3 milioni di anni; i più antichi in tutto il Nord Africa.

Iraq: “Il codice del sogno di Ghilgamish”, rubato nel 2003 dai soldati USA, tornerà ai legittimi proprietari.

Le notizie

Tunisia

A oltre 72 ore dalla rimozione del governo e il congelamento del Parlamento per un mese, il presidente Saied non ha ancora nominato un nuovo premier. Le consultazioni con le parti sociali e le prese di posizione dell’esercito hanno rafforzato la sua azione, costringendo il partito islamista Ennahda a ripiegare su posizioni più moderate e concilianti. Dopo aver accusato Saied di golpe, adesso il leader Ghannouchi invita il presidente ad aprire un dialogo nazionale per superare la crisi. Da quando è stato proclamato il coprifuoco non sono state registrate manifestazioni di piazza o scontri tra i due schieramenti.

Siria 1

Nella regione di Aleppo, le forze militari di occupazione turca hanno bombardato, con artiglieria pesante e missili, sei villaggi sotto il controllo delle forze democratiche siriane a guida curda. Non si conosce il numero di morti e feriti. L’azione è palesemente una vendetta per l’uccisione di 4 soldati turchi, caduti in un agguato della resistenza curda. Dopo 3 anni dall’invasione di Ankara della zona di Afrin, l’esercito turco mette in atto ancora azioni punitive contro la popolazione civile, per imporre il suo piano di sostituzione etnica.

Siria 2

Il dipartimento di Stato USA ha annunciato di aver deciso sanzioni contro due esponenti di Tahrir Sham, la milizia siriana qaedista, residenti in Turchia e operanti nella raccolta di fondi a favore del movimento terrorista. Il milionario Hassan Shaaban ha operato con diversi conti bancari a raccogliere finanziamenti provenienti da paesi arabi e islamici, dall’Europa e dalle Americhe a favore di Tahrir Sham. L’altro personaggio è Farouk Faizimatov, attivo sui social a raccogliere fondi per l’acquisto di materiale che i terroristi utilizzano per le loro azioni, come moto e auto 4 ruote motrici. La Turchia, che aveva sempre chiuso tutt’e due gli occhi sull’operato di questi personaggi, cosa farà?

Iran

La guida suprema dell’Iran, Alì Khamenei, in un discorso durante l’incontro con il presidente uscente, Rouhani, ha espresso un duro giudizio negativo sull’operato del governo. “Avere avuto fiducia nelle potenze occidentali ha fatto arretrare l’azione del governo; i successi sono stati conseguiti là dove è stata messa fiducia nelle forze interne”. Un affondo che non fa presagire passi in avanti sul cammino del negoziato a Vienna. Teheran ha deciso che a firmare un eventuale accordo sarà il futuro governo guidato da Raissi, uscito vincente nelle ultime elezioni. La prossima settimana Rouhani passerà le consegne al sue successore e dalle parole di Khamenei si comprende che le condizioni del negoziato sono radicalmente cambiate.

Egitto

La Corte di cassazione del Cairo ha confermato le condanne all’ergastolo per 16 ex dirigenti della Fratellanza Musulmana. La sentenza riguarda il procedimento con le accuse di contatti con paesi terzi (Hamas), fornitura di informazioni segrete e complotto contro la sicurezza dello Stato. I fatti risalgono al periodo della presidenza Morsi, quando – secondo l’accusa – la struttura paramilitare della Fratellanza egiziana ha fornito assistenza e facilitazioni a Hamas in Sinai. Sul tema della repressione del dissenso, sotto il governo Al.Sissi, va registrata l’azione preventiva del Consiglio dei rettori delle università egiziane che ha deciso l’espulsione dei dipendenti inseriti nelle liste di appartenenti alla Fratellanza Musulmana. La legge non è ancora in vigore; è stata approvata da un solo ramo del parlamento, dovrà essere ancora discussa al Senato e manca la firma del presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale egiziana.

Marocco

Un gruppo di archeologi di diverse nazionalità ha scoperto, in un sito nei pressi di Casablanca, degli strumenti di pietra risalenti a 1,3 milioni di anni fa. Lo scrive in un articolo la rivista britannica “Nature Report”. I reperti appartengono al periodo acheuleano dell’era della pietra e sono considerati i più antichi ritrovamenti in Nord Africa. Alla ricerca archeologica hanno partecipato 17 studiosi del Marocco, Francia e Italia.

Iraq

I soldati statunitensi, oltre alle atrocità compiute in Iraq, sono anche ladri. Un tribunale di Washington ha condannato il presidente di Hobby Lobby Stores per il possesso di una stele denominata il “codice del sogno di Ghilgamish”. La pietra risale a 3500 anni fa e contiene frammenti dell’epopea di Ghilgamish, uno dei più antichi testi letterari che narra le vicende della civiltà sumerica della terra tra i due fiumi, Mesopotamia. Il pezzo archeologico è stato rubato dal Museo di Baghdad durante l’invasione statunitense del 2003 ed è stato trafugato a Londra dove è stato acquistato da un antiquario che lo ha esportato clandestinamente negli Stati Uniti. Lì è stato venduto con documenti falsi, passando da vari proprietari fino alla sua acquisizione, in un’asta pubblica nel 2014, dalla collezione di Hobby Lobby Stores con il valore di 1,67 milioni di dollari. Nel 2019 il prezioso reperto iracheno è stato sequestrato dalle autorità statunitensi e dopo un processo durato due anni il Tribunale ha emesso la sentenza di riportarlo ai suoi legittimi proprietari.

In passato, gli Stati Uniti avevano restituito al governo iracheno oltre 5500 reperti archeologici rubati dai soldati USA durante l’occupazione dell’Iraq. E chissà quanti altri reperti sono ancora nascosti nei covi di ricettatori di antichità.

Approfondimenti

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