Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

10 agosto 2021

Rassegna anno II/n. 41

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I titoli

Afghanistan: Avanzata dei taliban alla conquista delle città del nord.

Sudan: Alluvioni ed esondazioni del Nilo minacciano Khartoum.

Yemen: Un rapporto sui bambini soldato.

Iraq: Gli USA ritirano le prime truppe speciali verso le basi del Kuwait.

Siria: Artiglieria e raids sulla provincia di Idlib.

Egitto: Divisioni tra i dirigenti della Fratellanza musulmana esuli in Turchia.

Palestina Occupata: Scontri a Beita per le proteste contro la colonizzazione ebraica.

Le Notizie

Afghanistan

È débâcle completa delle truppe governative.

Sono 6 i capoluoghi conquistati dai taliban in 48 ore. I miliziani stanno attaccando inoltre Mazar Sharif , la più grande città del nord. Abitanti raggiunti telefonicamente hanno sostenuto che i combattimenti sono alle porte e la difesa è garantita, oltre all’esercito, anche da milizie locali. La città di Gunduz, che le truppe governative avevano detto di voler difendere e cacciare i taliban dai quartieri occupati nei giorni scorsi, è caduta completamente nelle mani dei jihadisti.

La risposta degli Stati Uniti con i bombardamenti aerei si è rivelata poco efficace e in alcuni casi ha causato morti tra i civili. Al momento del ritiro totale delle truppe straniere, previsto per il 31 agosto, il governo di Kabul si troverà in grandi difficoltà nel far fronte all’offensiva dei taliban, che adesso minacciano di invadere la capitale. Oggi si riunirà a Doha, la troika (USA, Russia, Cina e Pakistan) per valutare la situazione e tentare di avviare una trattativa tra gli afghani.

Sudan

Almeno 20 persone, in diverse zone del paese, hanno perso la vita a causa delle alluvioni e straripamenti del Nilo. Centinaia di case sono state distrutte e terreni agricoli sommersi dall’acqua. A Khartoum il livello del fiume è preoccupante e la protezione civile ha avviato la fase di preallarme, invitando la popolazione, che vive sulle rive, di allontanarsi e prendere tutte le precauzioni.

Yemen

L’ONG Mayyun ha pubblicato un primo rapporto sui bambini soldato in Yemen, intitolato “Bambini… non fucili”. L’associazione punta il dito contro le milizie Houthi accusate di arruolare con la forza i minorenni da 13 a 17 anni. Nei primi 6 mesi di quest’anno sono stati 640 i minori uccisi nei combattimenti ed altri 3400 feriti. Il rapporto è documentato con nomi, foto, luoghi e con testimonianze dei parenti. (Per scaricare il rapporto in lingua inglese)

Iraq

Un primo gruppo delle truppe speciali USA operative in Iraq ha lasciato la base di Nassyiria e si è trasferito in Kuwait. Lo ha annunciato l’agenzia stampa ufficiale citando le dichiarazioni del portavoce delle forze armate, Yahia Rassoul. Questi ha affermato che il primo contingente di truppe speciali ha lasciato l’Iraq, in ottemperanza all’accordo strategico siglato dal premier Al-Kadhimi durante la sua recente visita a Washington. Il programma del ritiro proseguirà fino al 31 dicembre, dopo quella data rimarranno soltanto consiglieri militari con funzioni di addestramento dell’esercito e delle forze di sicurezza irachene.

Ieri sono stati registrati, in diverse zone dell’Iraq, attacchi con bombe e mine contro convogli che trasportavano materiali logistici per le truppe USA.

Siria

Le truppe governative hanno bombardato con l’artiglieria la zona a sud di Idlib, causando un morto e decine di feriti. L’aviazione russa invece ha colpito ad ovest del capoluogo, ma non ci sono informazioni certe su vittime e danni. Sono due mesi che questi attacchi combinati vanno avanti, provocando la fuga di oltre 4000 persone, un terzo degli abitanti, dalla sola cittadina di Gebel Zawia.

Egitto

All’interno della Fratellanza Musulmana si è palesata una grave frattura tra il Comitato internazionale e la sezione egiziana. Tutti i protagonisti della lite sono esuli residenti ad Ankara. La guida spirituale, Munir Ibrahim, ha esonerato il segretario della sezione egiziana dal suo incarico e lo ha deferito, insieme a tutto il gruppo dirigente, ad un’inchiesta interna. Sono accusati di uso privato del patrimonio della confraternita. A far emergere le contraddizioni interne sono state le misure intraprese dal governo Erdogan, nel tentativo di riavvicinamento con il Cairo. La Turchia ha limitato l’attività pubblica dell’opposizione egiziana, in particolare la chiusura delle Tv di propaganda che trasmettevano sul satellitare da Istanbul.

Palestina Occupata

Si sono avuti forti scontri ieri a Beita, nei pressi di Nablus, tra giovani manifestanti e soldati israeliani. Le proteste continuano da mesi per contrastare la costruzione di una colonia ebraica su una collina, terreno appartenente al villaggio. Tre giorni fa era stato ucciso un palestinese, ma il suo corpo non è stato restituito alla famiglia dalle autorità israeliane.

Un altro punto di tensione è sorto a pochi chilometri, su un terreno di pascolo a Beit Dejen. Un gruppo di pastori israeliani vi ha portato pecore e mucche e ha installato delle tende, con la chiara intenzione di impossessarsene, protetto dai soldati mandati da Tel Aviv. Una tecnica collaudata che sta sottraendo risorse ai palestinesi, per impedire la nascita del loro Stato.

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