Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

11 settembre 2021

Rassegna anno II/n. 73

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I titoli

Libano: Dopo oltre 13 mesi varato il governo Miqati.

Afghanistan: Voci su pulizia etnica nella valle del Panshir.

Palestina Occupata: Quattro dei sei detenuti fuggiti sono stati arrestati.

Palestina Occupata-Israele: un medico palestinese assassinato davanti alla moschea di Al-Aqsa.

Tunisia: Il sindacato dei lavoratori presenta una roadmap per uscire dalla crisi istituzionale.

Egitto: Una nave sul Nilo arenata con 500 persone a bordo; strage evitata.

Le notizie

Libano

Il premier incaricato Miqati ha formato il suo governo dopo un lungo braccio di ferro con il presidente della Repubblica Aoun. Il governo per gli affari correnti si è dimesso. I ministri si apprestano al giuramento davanti al presidente della repubblica, per poi presentarsi al Parlamento per la fiducia. Un parto lunghissimo, durato più di 13 mesi durante i quali ben due incaricati a guidare il governo hanno dovuto rinunciare. Questa di Miqati è una formazione di tecnici che sarà appoggiata da un vasto arco di forze politiche che vanno da Hezbollah ai liberali e al partito Al Mustaqbal di Saad Hariri. Il premier ha convocato la prima seduta del nuovo esecutivo lunedì prossimo per affrontare la sfida di far tornare i conti del disastroso bilancio dello Stato, aggravato dal debito estero. La scommessa principale di questo governo è la questione economica di un paese ridotto alla bancarotta, con l’80% della popolazione impoverita, nel quale il cittadino deve battagliare tutti i giorni per acquistare pane o carburanti e con l’elettricità che si interrompe anche per 20 ore al giorno.

Afghanistan

I taliban ci hanno ripensato. Il governo non si insedierà oggi, anniversario della strage terroristica a New York di 20 anni fa. Lo ha annunciato il nuovo portavoce, affermando che: “La dirigenza del movimento ha valutato la necessità di non creare confusione e ambiguità, il governo c’è ed è già operativo, non c’è bisogno di una cerimonia di insediamento”. È grave invece la frase in risposta all’intervistatore della TV “Tolo News” che chiedeva del ruolo delle donne nel governo: “Non ci sarà nessuna donna ministro, perché il loro posto è la casa e il loro compito è la procreazione”.

Dall’aeroporto di Kabul è partito il secondo volo con a bordo un centinaio di stranieri con destinazione Doha. Il piccolo emirato del Golfo ha assunto il compito di rimettere in funzione lo scalo aereo per facilitare l’espatrio degli stranieri e l’arrivo degli aiuti umanitari. Un’attività diplomatica che usa l’emittente Al-Jazeera come veicolo di comunicazione dei taliban con il mondo; infatti, la prima intervista al primo ministro, Akhund, è stata trasmessa dalle frequenze dell’emittente di Doha.

La situazione nella provincia della valle del Panshir è complessa. Il comandante Massoud ha diramato ieri, in occasione del ventennale dell’assassinio del padre, un comunicato nel quale afferma che la resistenza continua. Un portavoce del Fronte Nazionale ha scritto sui social che i taliban stanno compiendo una pulizia etnica contro la popolazione tagiki. Rastrellamenti nei villaggi casa per casa ed esecuzioni a morte degli uomini che non dichiarano obbedienza ai jihadisti. Non è possibile, però, accertare queste notizie, per l’impossibilità dei giornalisti a raggiungere la zona teatro di guerra e per la mancanza di collegamento telefonici e telematici.

Palestina Occupata

Quattro dei sei detenuti scappati dal carcere di massima sicurezza di Gilboa, sono stati arrestati. Non avevano lasciato il territorio israeliano, infatti erano nascosti in due locali diversi a sud di Nazaret. Gli altri due sono attivamente ricercati.

Grandi mobilitazioni di solidarietà con tutti i detenuti rinchiusi nelle carceri israeliane sono avvenute nei territori palestinesi e nella diaspora. Spari contro un posto di blocco dell’esercito israeliano nel nord della Cisgiordania, senza causare vittime. Da Gaza è stato lanciato un razzo e l’aviazione di Tel Aviv ha compiuto all’alba di oggi un bombardamento sul nord della striscia.

Palestina Occupata 2

Un medico palestinese, Hazem Giulani di 55 anni, è stato assassinato ieri dalle forze di occupazione israeliane nei pressi di una delle porte della moschea di Al-Aqsa. Come al solito la motivazione asserita dall’esercito israeliano è la difesa contro un tentativo di accoltellamento. Sono state arrestate una farmacista e un’altra persona che erano in compagnia del dott. Giulani.

Hazem Giulani era un noto medico di Gerusalemme Est, che aveva aperto l’unica università popolare riconosciuta per la specializzazione in medicina tradizionale. Le immagini che alcuni passanti hanno postato sui social documentano che dopo il ferimento, alla vittima palestinese non sono stati prestati soccorsi; anzi un soldato ha schiacciato la sua testa con il piede.

Tunisia

Il sindacato ha presentato una roadmap per uscire dalla crisi. Nei giorni scorsi è trapelata la notizia delle intenzioni del presidente della repubblica di sospendere la Costituzione ed indire un referendum. Un passo pericoloso che rischia di mettere a dura prova la tenuta democratica del paese. L’Unione sindacale dei lavoratori ha proposto un piano di tre punti: – Formazione di un governo ristretto per la gestione degli affari correnti; – Commissione per il ritorno dell’attività del Parlamento; – Programma di riforme economiche per ridurre la dipendenza del paese dai prestiti del Fondo Monetario e Banca Mondiale.

Egitto

Una nave si è incagliata nelle acque del Nilo nella località di Mansoura. A bordo vi erano 500 persone che partecipavano a due feste di matrimonio. Per ragioni non ancora chiarite, la nave si è inclinata ed ha cominciato ad imbarcare acqua, proprio mentre si stava servendo la cena. Panico tra i passeggeri che si sono messi a correre verso il ponte. La maggior parte si è ferita durante il fuggi fuggi generale. Il pronto intervento dell’Autorità del Nilo ha permesso di rimettere la nave in equilibrio ed evacuare tutti i passeggeri senza vittime.

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