Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

29 settembre 2021

Rassegna anno II/n. 91

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Nella rubrica Approfondimenti pubblichiamo il documento del Comitato Nazionale dell’ANPI sulle vicende afghane.

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I titoli

Sudan: Scontro a fuoco tra polizia e terroristi dell’ISIS.

Siria: Crisi idrica nelle città e campi profughi del nord.

Egitto: Prolungata fino al 7 dicembre la detenzione di Patrick Zaki.

Maghreb: La Francia impone restrizioni per i visti d’ingresso.

Turchia: Vertice Erdogan-Putin sulla Siria.

Le notizie

Sudan

Uno scontro a fuoco è avvenuto all’alba di ieri tra un gruppo di ufficiali sudanesi e una cellula dell’Isis. La forza di sicurezza ha assediato una casa nella parte sud della capitale, dove si sospettava la presenza degli estremisti. Nella sparatoria sono rimasti uccisi 5 ufficiali e 3 terroristi e 11 sono stati catturati.

Secondo fonti della polizia, sotto anonimato, la maggior parte dei terroristi è di nazionalità straniera e sono provenienti da più parti: Sinai, Libia e Ciad.

Va ricordato che il Sudan da tempo chiede ai paesi del Sahel di entrare a far parte della loro coalizione anti-terrorismo, ma finora non è stato accolto.

Le basi delle organizzazioni integraliste hanno radici molto forti nel paese per il lungo periodo di governo del dittatore Omar Bashir, alleato del partito islamista, che negli anni ’90 aveva ospitato Bin Laden e Carlos, per poi invitare il primo a lasciare il paese e consegnare il secondo ai francesi.

Siria

Le associazioni umanitarie operanti nel nord della Siria mettono in guardia dalla mancanza di acqua potabile in tutto il territorio, a causa della chiusura delle dighe turche sul fiume Eufrate. La popolazione è costretta a consumare acqua non potabile e questo ha effetti devastanti sulla salute collettiva. Nei campi profughi di Idlib l’unica acqua potabile è fornita dalle autobotti delle ong, ma non ci sono le risorse sufficienti per garantirla a tutti.

Egitto

Patrick Zaki rimarrà ancora in carcere, dopo oltre 20 mesi di detenzione preventiva. La seconda seduta del processo al tribunale di Mansoura, durata 2 minuti, è stata rinviata al 7 dicembre. La sua avvocata Huda Nasrallah ha chiesto di poter avere una copia dei documenti dell’accusa, che ha potuto soltanto consultarli senza poterli studiare a fondo. Il giudice monocratico ha accolto la richiesta e rinviato la seduta, mantenendo Zaki in stato di detenzione. L’accusa è di diffusione di notizie false, che prevede una pena fino a 5 anni, ma ne rimangono in piedi altre riguardanti: sicurezza dello Stato, istigazione alla protesta e rovesciamento del regime, che ammontano ad una pena di 25 anni. Zaki è stato condotto il aula ammanettato, come se fosse un criminale.

Maghreb

Il governo francese per ripicca ha deciso di ridurre il numero dei visti d’ingresso ai cittadini di Tunisia, Marocco e Algeria, per il ritardo dei consolati di questi paesi a rilasciare le autorizzazioni di rimpatrio per i migranti senza documenti espulsi dal territorio francese. Il portavoce del governo sostiene che la misura estrema è stata decisa in seguito a lunghe trattative con i governi dei tre paesi maghrebini.

Turchia

Oggi si terrà a Mosca il vertice russo-turco sulla Siria. Una discussione difficile per il mancato rispetto degli accordi di tregua da parte dei governativi siriani e dell’aeronautica russa. Da due mesi i bombardamenti dell’artiglieria di Damasco e l’aeronatica di Mosca colpiscono le zone rurali di Idlib, Aleppo e Hama. Questa offensiva ha creato difficoltà all’immagine della Turchia agli occhi delle milizie islamiste, che controllano il nord ovest della Siria. Un altro motivo di preoccupazione per il neo sultano è l’inutilità dell’invasione della zona autonoma curda-siriana, dove l’occupazione militare di una parte del territorio non ha impedito la presenza dei Peshmerga curdi e le loro strutture di

auto-amministrazione ed autodifesa. In una conferenza stampa, Erdogan ha parlato, senza vergogna, di difesa dei confini nazionali turchi e della sovranità di Siria e Iraq. Sono le truppe turche ad invadere i territori autonomi del Kurdistan in Siria e Iraq, calpestando la sovranità di questi due paesi. Il timore è che Putin ed Erdogan raggiungano un accordo per lo scambio di favori reciproci: la Turchia molla in parte gli islamisti estremisti in cambio della mano libera ad est dell’Eufrate contro l’autonomia curda-siriana. Anche in vista delle sempre più insistenti voci sull’imminente ritiro delle truppe USA dalla Siria per la fine dell’anno in corso.

Approfondimenti

A S S O C I A Z I O N E   N A Z I O N A L E   P A R T I G I A N I   D ’ I T A L I A

DOCUMENTO DEL COMITATO NAZIONALE SULLE VICENDE

DELL’AFGHANISTAN

(Approvato all’unanimità in data 10 settembre 2021)

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