Donne di una cooperativa al lavoro

Emigrante? No..viaggio! Diaspora Connecting People”

Come referente dell’Associazione Baobab Onlus di Opera (Milano) ho partecipato al viaggio di conoscenza e scambio culturale in Marocco nei progetti sostenuti dalla Diaspora marocchina residente a Bologna e provincia, nel quadro del progetto “Emigrante? No…viaggio! Diaspora Connecting People” promosso dall’Associazione Sopra i ponti di Bologna, dalla Cooperativa ViaggieMiraggi di Padova e dalla Cooperativa marocchina Asdikae Bila Houdoud (Amici Senza Frontiere) le quali hanno coinvolto i giovani di seconda generazione della zona di Bologna tra cui Hanan, Ruta, Komal e Dorothy, quattro ragazze con background migratorio da quattro diversi Paesi: Marocco, Etiopia, Pakistan e Perù, con cui ho condiviso questa bellissima esperienza. Un progetto che ci ha permesso di visitare e conoscere cooperative di donne che hanno avviato attività produttive che oltre a generare reddito, offrono alfabetizzazione e formazione. In particolare hanno deciso di dotarsi di asili interni per i figli delle dipendenti e spesso si aprono ad attività destinate a tutti i bimbi del villaggio, creando inoltre una catena di trasmissione di saperi femminili che altrimenti rischierebbero di andare perduti. Abbiamo così conosciuto le donne della cooperativa Spinosa di Aglou, capitanate da zia Mina che ci ha ospitate nella sua casa facendoci anche provare l’ebbrezza di indossare i tradizionali vestiti e gioielli amazigh e insegnandoci tutti i segreti della preparazione e degustazione del the alla menta. Questa cooperativa in particolare è stata sostenuta dal progetto “dal deserto all’oceano” finanziato dalla Regione Emilia Romagna e gestito dall’associazione Sopra i Ponti di Bologna in collaborazione con l’associazione Mani di Parma proprio per l’altissimo valore del loro olio di Argan per uso cosmetico, naturale al 100% e che attualmente viene venduto attraverso i gruppi di acquisto solidale. Ad Imzilen, un piccolo villaggio immerso nella foresta degli alberi di argan, abbiamo incontrato e sostenuto la realtà della cooperativa femminile Izourane che produce l’amlou, una buonissima crema spalmabile a base di mandorle tostate, miele e olio d’argan alimentare (ma stanno pensando anche ad una versione per vegani!). Noi abbiamo fatto scorpacciate di msamman e couscous, e poi (anche) per smaltire, siamo andate per le viuzze armate di guanti, rastrelli e sacchi a raccogliere plastica e spazzatura varia subito imitati dai bimbi, avviando un mini-corso di educazione ambientale all’interno di un più vasto progetto di turismo responsabile e diffuso che prevede l’accoglienza presso alcune famiglie della cooperativa. E l’attenzione all’ambiente è stata uno dei fil rouge del progetto: ad esempio a Tamesloht oltre ai marabutti e alla zaouyya, abbiamo visto tutte le fasi di lavorazione della Tanjia, il vaso di terracotta che si usa per cucinare l’omonimo piatto nelle cui fornaci si usano come combustile i pneumatici creando danni irreversibili sia all’ambiente che ai lavoratori, che agli asinelli utilizzati per il trasporto. Il nostro progetto sostiene Al Islah,una rete di associazioni e cooperative di artigiani che oltre a basarsi su un principio di equità retributiva, stanno facendo molte campagne di sensibilizzazione sull’uso dei forni a gas per ridurre l’inquinamento. A Tiout, dove siamo state accolte e inglobate dagli artisti del collettivo Anamel el Khair e abbiamo lasciato le nostre impronte artistiche nei murales che ora colorano il centro sportivo, abbiamo avuto l’onore di piantare e dare il nostro nome a delle piantine di eucalipto che speriamo di poter tornare presto a salutare. Mentre a Tinmel siamo state ospiti dell’Associazione Al Mowahidin per lo Sviluppo e l’Irrigazione Agricola che ci ha ricordato l’importanza dell’acqua, ma anche del sole visto che sono riusciti a dotare il villaggio di pannelli solari e ora hanno in programma di creare itinerari tra le case abbandonate percorribili a piedi o a dorso d’asino. Quello che abbiamo fatto noi, aiutandoli con la segnaletica, si è concluso con canti attorno al fuoco, bevendo thè (ça va sans dire…) e gustando un fragrante e caldissimo pane cucinato nel tradizionale forno sotterraneo.

Un viaggio ed un progetto incredibili, che (di)mostrano come il turismo sostenibile ed alternativo riesca a coniugare cura nelle relazioni tra le persone, attenzione all’ambiente e perché no? anche una ricaduta economica positiva.

Presenteremo il viaggio, il progetto ed alcuni prodotti domenica 10 ottobre all’interno della manifestazione “Opera con Gusto” dalle 10 alle 22 all’Abbazia Mirasole

…e stiamo già organizzando il prossimo viaggio!

Macchi Monica

P.S. E come dimenticare lo zafferano? A Talioune l’abbiamo gustato in mille modi diversi…persino nel the!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.