Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

12 novembre 2021

Rassegna anno II/n. 135

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I titoli

Sudan: Il generale Burhan si autoproclama presidente. Domani mobilitazione generale delle forze progressiste.

Etiopia: Il governo accetta la proposta di tregua dell’Unione Africana.

Libia: Oggi la Conferenza di Parigi per elezioni e ritiro mercenari.

Tunisia: Di nuovo scontri nella provincia di Sfax.

Palestina: Libero l’avvocato Muhannad Karajah, ma resta la spada di Damocle del processo.

Siria: La siccità minaccia di distruggere raccolti e pascoli.

Le notizie

Sudan

Il generale Burhan si è autonominato capo del Consiglio presidenziale succedendo a se stesso. È l’ultima trovata dei golpisti per imporre il fatto compiuto. Il nuovo Consiglio ha sostituito i membri civili con esponenti dell’ex regime dittatoriale. È un passo indietro e uno schiaffo alle diplomazie internazionali occidentali, che hanno tentato inutilmente di ristabilire un governo civile e il ritorno alla coabitazione tra civili e militari nella fase transitoria fino alle elezioni. Il movimento sindacale e il fronte delle forze progressiste hanno respinto la mossa anticostituzionale dei golpisti e rinnovato la richiesta di liberare il premier Hamdouk ed i ministri del suo governo ancora in carcere. Per domani, sabato, è convocata una manifestazione di popolo che prevede la partecipazione di centinaia di migliaia di persone. In tutto il paese Internet è bloccato, per impedire l’organizzazione delle proteste. La misura repressiva ha causato danni per molte attività economiche e malgrado due sentenze della magistratura che impongono alle società di gestione di ripristinare la rete, finora Internet rimane oscurato su tutto il territorio sudanese.

Etiopia

La polizia ha intensificato le operazioni di rastrellamento contro gli abitanti tigrini della capitale. Il Ministero dell’Interno giustifica questi atti con la ricerca di sostenitori del Fronte Popolare per la liberazione del Tigray che – secondo informazioni di intelligence – si starebbero preparando a compiere azioni di sabotaggio. Nel frattempo, il ministro Radwan Hossein ha confermato che il governo ha accettato la mediazione dell’Unione Africana, senza entrare nei dettagli. L’inviato speciale dell’UA, Olusegun Obasanjo è attualmente in visita nella provincia di Afar, dove si è incontrato con capi del Fronte ribelle. La sua proposta è un cessate il fuoco, passaggio di aiuti umanitari e l’apertura di una trattativa indiretta. Obasanjo è in contatto con l’inviato USA Feltman che è rimasto ad Addis Abeba per incontri con il governo. La cooperazione tra i due inviati, le pressioni di Washington, gli appelli del Consiglio di Sicurezza e l’avanzata militare dei ribelli verso la capitale hanno portato ad un risultato che potrebbe essere il primo passo verso la pacificazione per via negoziale.

Libia

Si apre oggi a Parigi la conferenza internazionale sulla Libia. I due temi centrali sono lo svolgimento delle elezioni ed il ritiro dei mercenari. I due paesi chiave per la questione mercenari, Turchia e Russia, non saranno rappresentati dai capi di Stato. È un segnale sulla mancata volontà di prendere impegni in quella direzione. L’esercito LNA ha annunciato che saranno evacuati dalla Libia 300 mercenari, ma non ne ha identificato la nazionalità. La Fratellanza Musulmana e le sue milizie stanno lavorando per il boicottaggio delle elezioni nel tentativo di rinviarle o di non riconoscerne i risultati.

Tunisia

La polizia ha represso una manifestazione contro la discarica nella provincia di Sfax. Dopo la riuscita dello sciopero generale, indetto dal sindacato ad Aqareb, molti attivisti hanno chiuso le strade, fermando auto e camion in transito sulla strada statale. Nel corso delle proteste di ieri sono stati registrati diversi episodi di teppismo e vandalismo ad opera di uomini della criminalità comune. Sostenitori del presidente Saied accusano funzionari del ministero dell’Interno, legati al partito islamista Ennahda, di lavorare per creare malcontento.

Palestina

L’attivista per i diritti umani, avv. Muhannad Karaja, dopo essere stato ascoltato dai giudici del tribunale di Ramallah è stato rilasciato. Il procedimento giudiziario rimane in corso in attesa di un’eventuale citazione oppure archiviazione. Karaja è stato denunciato dalle forze di sicurezza interna (Mukhabarat) per aver diffuso un volantino sul caso di un attivista arrestato per 5 giorni in violazione della legge.

Siria

I letti dei fiumi nel nord del paese sono in secca. L’invaso di una diga nella provincia di Idlib, costruita trent’anni fa, è privo d’acqua. Come nel caso iracheno, scarse precipitazioni e dighe turche hanno sottratto acqua all’agricoltura.

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