Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

26 novembre 2021

Rassegna anno II/n. 149

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I titoli

Sudan: Ancora proteste per la mancata liberazione di tutti i prigionieri politici.

Sudan 2: Scontri etnici nel Darfur; 35 morti e 16 villaggi bruciati.

Egitto: 21 condanne a morte nel maxi processo contro i terroristi ISIS.

Somalia: Un’autobomba nel centro di Mogadiscio.

Palestina Occupata: Una nuova colonia ebraica a nord di Gerusalemme Est.

Libano: Respinte le ricusazioni dei politici contro il giudice Bitar.

Palestina: Una campagna contro la censura di Facebook sui contenuti pro palestinesi.

Le notizie

Sudan

Le manifestazioni contro i militari golpisti continuano in tutto il Sudan. Migliaia di persone sono scese nelle piazze per dire no alla permanenza dei militari al vertice politico dello Stato e per chiedere la liberazione di tutti gli arrestati. Malgrado l’appoggio delle “Forze per la Libertà e il Cambiamento” all’accordo di compromesso tra il premier Hamdouk e i generali, una parte del movimento non si fida più dei golpisti e li accusa di essere ancora legati al vecchio regime di Omar Bashir. Nelle carceri decine di detenuti, arrestati dopo il golpe e non ancora liberati, sono entrati in sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica sudanese e internazionale sulle procedure autoritarie dei golpisti.

Sudan 2

Nel Darfur occidentale scontri etnici hanno causato la morte di 35 persone e l’incendio di 16 villaggi. L’inizio delle rivalità è avvenuto il 17 novembre nella località di Al-Maseeria Gebel e sono state scatenate in seguito ad un’azione di abigeato di cammelli. A causa dell’incendio dei villaggi, migliaia di persone sono scappate in Ciad. Il governatore ha confermato la notizia ed ha informato che sono state inviate sul posto le forze di sicurezza, la situazione attualmente sarebbe calma. Il Darfur in passato è stato teatro di una guerra civile che ha causato 300 mila morti e due milioni di sfollati. Nel 2020 i movimenti ribelli hanno firmato con il nuovo governo di Khartoum l’accordo di pace di Juba.

Egitto

La Corte speciale di cassazione ha confermato le condanne a morte contro 21 imputati appartenenti all’organizzazione terroristica Beit Maqdiss, affiliata all’ISIS ed operante principalmente in Sinai. Il maxi processo ha coinvolto altri 116 imputati contro i quali sono state confermate le condanne di primo grado, che vanno da 20 anni di reclusione all’ergastolo. Gli imputati sono stati condannati per aver partecipato a 54 azioni terroristiche che hanno causato la morte di 42 poliziotti e 15 civili. Il gruppo terroristico Beit Maqdis, che nel 2014 ha giurato fedeltà al fu falso califfato, è attivo in Sinai con attacchi, bombe e agguati contro la polizia e non è stato debellato malgrado le ripetute offensive delle forze di sicurezza.

Somalia

Un’autobomba è esplosa in una zona affollata della capitale Mogadiscio. Sono rimaste uccise 8 persone e ferite altre 17 tra miliziani e civili. Sono Stati distrutti diversi edifici, tra i quali un ospedale ed una scuola. Il gruppo Shebab, aderente ad Al Qaeda, ha rivendicato l’attentato, l’obiettivo – secondo il comunicato del gruppo – sarebbe stato una delegazione internazionale accompagnata dai caschi blu africani.

La Somalia vive una difficile fase transitoria, nel tentativo di rinnovare le strutture e le istituzioni dello Stato, ma le elezioni sono state rinviate più di una volta.

Palestina Occupata

Il governo israeliano ha approvato un piano per costruire un’altra colonia ebraica a Qalandia, cittadina palestinese ubicata a nord di Gerusalemme Est. Il piano prevede la costruzione di 9000 unità abitative su un’area di 1243 donum (124,3 ettari). Questo piano colonialista di sostituzione etnica prevede la demolizione di 25 case palestinesi e la cacciata dalle loro terre di 300 persone. Il disegno del governo Bennett è quello di rendere impossibile la costituzione dello Stato palestinese, sottraendo le terre sulle quali dovrebbe nascere.

Libano

Il Consiglio superiore della magistratura ha respinto 4 ricorsi contro le azioni giudiziarie del giudice speciale Bitar, incaricato nelle indagini per la strage del porto. L’inchiesta sull’esplosione riprenderà, dopo tre settimane di sospensione, con la convocazione di ex ministri e deputati, per interrogarli sulle loro asserite responsabilità. L’ex premier Diyab, l’ex ministro Mashnouq e i tre deputati ricorrenti sono stati condannati al pagamento di una sanzione pecuniaria, per intralcio all’attività investigativa. Tutti e cinque i politici sono indagati, ma si erano rifiutati di comparire davanti al giudice facendo ricorso. La vicenda è al centro della paralisi politica nel paese, perché i partiti sciiti di Hezbollah e Amal hanno annunciato di boicottare le riunioni del governo, se non venisse presa la decisione di cambiare il giudice Bitar, accusato di aver politicizzato l’inchiesta.

Palestina

Dopo la chiusura, da parte degli staff di Facebook, di centinaia di account e pagine palestinesi influenti, è in corso una campagna internazionale di protesta web con gli hashtag in inglese ed arabo: #FbCensorsJerusalem #فيسبوك_يحجب_القدس . I dirigenti di Meta sono accusati di aver provveduto alle misure restrittive sui contenuti pro palestinesi, in seguito ad un incontro a Tel Aviv tra rappresentanti del social e il ministero dell’Interno israeliano.

Per maggiori info: sito del quotidiano Quds in lingua araba e in inglese .

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