Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

17 dicembre 2021

Rassegna anno II/n. 170

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I titoli   

Yemen: Bombardamenti sauditi in Yemen causano l’uccisione di 365 miliziani.

Siria: Un altro attacco con droni contro la base militare USA di Nataf.

Palestina Occupata: Un giovane israeliano è stato ucciso ad ovest di Nablus.

Mondo arabo: 69 milioni di cittadini soffrono la fame.

Turchia: Calo della lira a causa dell’abbassamento degli interessi bancari.

Iraq: Torna redditizia la coltivazione delle palme da dattero.

Egitto: Scoperto un museo archeologico e artistico in un palazzo privato nel centro del Cairo.

Le notizie

Yemen

Si intensificano i bombardamenti sauditi in Yemen. I raids hanno colpito la capitale Sanaa, la zona costiera a sud di Hodeida e Maarib. L’offensiva aerea sarebbe la risposta al lancio dei droni che hanno colpito le province meridionali del regno. Secondo un comunicato militare di Riad sarebbero stati uccisi, nelle ultime 24 ore, 365 miliziani Houthi.

Siria

Due droni hanno attaccato la base militare statunitense di Nataf nel sud della Siria, al confine con Iraq e Giordania. Secondo il portavoce militare uno dei due droni è stato abbattuto. Nello scorso ottobre la base era stata oggetto di un attacco con droni e missili, causando forti danni alla struttura, ma senza vittime. Gli Stati Uniti accusano l’Iran o le sue milizie presenti in Siria, a fianco delle forze governative, ad essere i responsabili di questi attacchi.

Palestina Occupata

Un giovane israeliano è stato ucciso e altri due feriti ad ovest di Nablus, nella Cisgiordania occupata. Da un’auto che correva a forte velocità sono stati sparati colpi da fuoco. Non c’è stata finora nessuna rivendicazione. La tensione nella zona è provocata dalla presenza di una colonia ebraica su terreni di due villaggi palestinesi, che il governo israeliano aveva svuotato dai coloni nel 2005, ma è tuttora frequentata da gruppi di oltranzisti. L’esercito israeliano ha mandato truppe per il controllo della zona e ha imposto posti di blocco attorno alla città di Nablus. Gruppi di coloni hanno lanciato pietre contro le auto palestinesi di passaggio. La tensione è alta e i soldati di Tel Aviv hanno cominciato un rastrellamento casa per casa.   

Mondo Arabo

Un rapporto della FAO (L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) riporta che 69 milioni di cittadini dei paesi arabi hanno sofferto, nel 2020, di malnutrizione e un terzo della popolazione (che conta in totale 420 milioni di abitanti) non ha ottenuto cibo sufficiente. I due paesi più colpiti sono la Somalia e lo Yemen. Rispetto all’anno 2000 la fame non è diminuita, ma il numero dei colpiti è quasi raddoppiato, aumentando in 20 anni del 91,1%.

Turchia

La lira turca continua la sua discesa inesorabile nei confronti del dollaro. È stata quotata 15,6 lire per un dollaro. Questo crollo è il risultato della decisione della Banca Centrale di abbassare gli interessi di un punto, al 14%. Il primo effetto della politica bancaria di Erdogan è la crescita esponenziale dell’inflazione arrivata al 21%. Il presidente turco è convinto che la politica degli interessi bancari bassi serva ad accrescere l’esportazione e gli investimenti. Ma il primo effetto scaturito è stato l’aumento dei prezzi che ha infiammato le proteste sociali.

Iraq

Secondo il Ministero dell’Agricoltura sono 18 milioni le palme da dattero. Negli ultimi 30 anni avevano subito una riduzione a causa: delle guerre, dell’abbandono e dell’urbanizzazione. Nel mese di ottobre sono state esportate 200 mila tonnellate di datteri, l’Iraq in passato era il primo produttore al mondo. La crisi economica causata dal calo dei prezzi del greggio ha reso l’agricoltura redditizia. Con gli aiuti statali si cerca di far passare la percentuale delle entrate agricole al 20% dell’economia nazionale, invece delle attuali 4,5%,

Egitto

La procura generale della repubblica ha esposto nella sede centrale del Cairo 5000 reperti archeologici sequestrati dal palazzo di un alto magistrato, Ahmed AbdelFattah Hassan, che aveva coperto la vice presidenza del Senato. Un vero tesoro risalente a diverse epoche, dagli antichi egizi al periodo ellenistico e romano, per passare alla civiltà islamica ed epoche moderne. Alcuni reperti erano appartenuti alla famiglia reale egiziana, passate dopo la caduta della monarchia al patrimonio dello Stato. La stampa nazionale non ha citato il nome del proprietario del palazzo. La vicenda è stata divulgata come il “covo di Alì Babà”. Il proprietario si è palesato in un annuncio a pagamento sulla stampa del Kuwait, dove risiede da 20 anni, sostenendo di essere il figlio di un ex ministro dell’interno della monarchia e nipote di un ministro della giustizia; inoltre sua moglie è figlia di un ministro ai tempi del presidente Sadat. “Tutto è stato comprato regolarmente e non è stato mai oggetto di vendite o esportazione”. Secondo un ex giudice, ascoltato da una trasmissione televisiva, gli accusati rischiano multe milionarie e condanne fino a 25 anni di reclusione.

Per fare un tour nel museo privato sequestrato

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