Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

24 dicembre 2021

Rassegna anno II/n. 177

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I titoli

Yemen: Escalation di bombardamenti sauditi sulla capitale Sanaa.

Egitto: Liberata per fine pena, Sanaa Seif, attivista per i diritti umani

Libia: Non è giorno di elezioni. Il Parlamento prende atto e si riunisce lunedì 27.

Sudan: Grande manifestazione di donne contro gli stupri della polizia.

Palestina Occupata: Il villaggio di Barqa, in Cisgiordania, sigillato dalle forze di occupazione.

Iran: Lunedì riprende la maratona negoziale a Vienna per il nucleare.

Algeria: Aperto al pubblico l’archivio francese del periodo coloniale sulla guerra d’Algeria.

Le notizie

Yemen

L’aeronautica militare saudita ha scatenato nella notte i suoi caccia contro la capitale yemenita Sanaa, controllata dal 2014 dai ribelli Houthi. Il comando militare delle operazioni, da Riad, ha comunicato di aver colpito lo stadio con 6 raids, distruggendo i depositi di armi che erano stati nascosti al suo interno. Ieri, il comando saudita aveva dato agli Houthi sei ore di tempo per svuotare il campo di calcio dalle armi. Il ministero dell’informazione di Sanaa ha negato che vi fossero armi ed ha invitato un gruppo di giornalisti a visitare i luoghi e con le videocamere documentarne lo stato. Secondo gli Houthi i bombardamenti hanno colpito palazzi adiacenti e un incrocio stradale importante per il traffico cittadino. Non vengono riferiti dati sulle vittime dei bombardamenti.  

Egitto

È stata liberata, per fine pena, l’attivista Sanaa Seif. Ha scontato nel carcere di Al-Qanatir 18 mesi, in seguito alla condanna per diffusione di notizie false sui social. Sanaa e sua madre, Leila Swueif, avevano protestato davanti alla procura per le condizioni di detenzione preventiva del fratello Alaa AbdelFattah, soprattutto alla luce di notizie di diffusione del Covid19 nelle carceri. Durante il presidio delle due donne, Sanaa è stata prelevata da uomini con abiti civili scesi da un’auto con targa privata. Dopo una breve sparizione forzata è apparsa in tribunale con l’assurda accusa della diffusione di notizie false. Qualche giorno fa il fratello Alaa è stato condannato a 5 anni di reclusione ed a una multa di 13 mila dollari per la solita accusa fotocopia di diffusione di notizie false.

Libia

Oggi non è giorno di elezioni in Libia. L’appuntamento del 24 dicembre, fissato due anni fa dall’ONU e approvato dalle parti libiche nella Conferenza di Berlino (Gennaio 2020) e dal Forum per il Dialogo libico a Ginevra, è stato vanificato da una minoranza dell’élite al potere di militaristi e islamisti. Il lavoro della Commissione elettorale (HNEC), che ha portato alla registrazione di quasi tre milioni di elettori e all’organizzazione delle liste dei candidati, è stato inficiato dalle dispute giuridiche e politiche sulla legge elettorale approvata dal Parlamento lo scorso settembre. La scorsa settimana sono avvenute le occupazioni di alcune principali arterie della capitale da parte delle milizie islamiste contrapposte, che a Tripoli fanno il bello e cattivo tempo. Ieri, la HNEC ha preso atto del fallimento del processo elettorale, chiedendo al Parlamento di fissare un’altra data per il voto. I deputati si riuniranno il 27 di questo mese per valutare la situazione.    

Sudan

Si è svolta ieri a Khartoum una grande manifestazione indetta dai movimenti femminili, per denunciare gli abusi sessuali subiti da alcune manifestanti durane le mobilitazioni dei giorni scorsi contro i golpisti. Il dipartimento femminile del Ministero degli affari sociali ha comunicato due giorni fa che 13 donne hanno denunciato di aver subito violenze sessuali da parte di poliziotti, durante il loro arresto nei pressi del Palazzo presidenziale. Secondo il loro racconto, gli agenti violentatori le avevano minacciate che avrebbero ricevuto accuse di prostituzione se avessero denunciato gli stupri. Infatti, tra le l3 donne che hanno ricevuto assistenza sanitaria e psicologica dopo le violenze subìte, soltanto una ha presentato una denuncia penale. Il governo ha promesso un’inchiesta, ma i movimenti femminili non si fidano delle parole e vogliono fatti.  

Palestina Occupata

Un intero villaggio palestinese nel nord della Cisgiordania è stato assediato e le strade di accesso ostruite con tumuli di sabbia. Le manifestazioni di protesta degli abitanti di Barqa sono state affrontate con lacrimogeni e pallottole di gomma. Il motivo di tanto accanimento delle forze di occupazione è quello di permettere ai coloni ebrei israeliani di scorrazzare nel territorio della zona e “difendere” la colonia di Homesh, considerata dallo stesso esercito israeliano illegale.

Ieri, a El-Bira si è svolto il funerale del giovane Mohammed Abbas, ucciso dai soldai israeliani durante una retata.

Iran

Riprendono lunedì 27 a Vienna i negoziati sul nucleare iraniano. Dopo il fallimento dell’ennesimo round, non c’è più ottimismo a Teheran. I tre paesi europei occidentali (Francia, G.B. e Germania) e l’Iran si accusano a vicenda di poca serietà nelle trattative e di mancanza di volontà nell’arrivare ad un accordo, mentre Russia e Cina tentano di mediare. Gli Stati Uniti, che partecipano indirettamente, continuano a coordinarsi con Israele e minacciano di aver altre opzioni. Dal canto suo Teheran non è da meno. Il portavoce dei guardiani della rivoluzione ha annunciato che si è svolto, nel quarto giorno di manovre militari denominate “Il Messaggero Supremo”, l’addestramento delle truppe all’uso dei droni e degli elicotteri kamikaze. Il comandante delle operazioni speciali, gen. Ghoulam Rasheed ha affermato che il suo paese applica la difesa preventiva con attacchi distruttivi alle fonti di minaccia. L’Iran considererà qualsiasi attacco subito da parte di terzi, come se fosse stato approvato dagli Stati Uniti.  

Algeria

Un documento del Ministero della Cultura francese, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, permette a tutti di consultare l’archivio di Stato per le inchieste e i processi durante la guerra d’Algeria (1954-1962). La decisione fa deroga al limite di 75 anni, durante i quali non possono essere resi pubblici gli archivi di Stato. Il passo avviene per attenuare le tensioni tra Parigi e Algeri in seguito alle dichiarazioni del presidente Macron, offensive per il governo algerino, accusato di vivere di rendita della lotta contro il colonialismo e di soffiare sul fuoco dell’odio contro i francesi. La risposta diplomatica del presidente Tabboun non è tardata, chiudendo lo spazio aereo algerino ai voli militari francesi.  

delle organizzazioni vietate).

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Approfondimento

Appello per la cancellazione del PKK dalla lista UE delle organizzazioni terroristiche

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