Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

3 gennaio 2022

Rassegna anno III/n. 002

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Oggi pubblichiamo la puntata n. 6 di “Echi dalla stampa araba”, a cura di Francesca Martino.  

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I titoli

Sudan: Il premier Hamdouk si è dimesso, dopo l’uccisione di tre manifestanti per mano dell’esercito.

Siria: Duri bombardamenti aerei russi contro i covi di Daiesh, nel centro del paese.

Iraq 1: Commemorazione del secondo anniversario dell’assassinio del generale iraniano Soleimani per mano degli USA.

Iraq 2:  Dramma del traffico di bambini. Fermata una madre mentre consegnava il bimbo in cambio di 1800 dollari.

Egitto: Record di incassi e di trasporti nel Canale di Suez.

Marocco: Appello al re per istituire un giorno festivo in occasione del capodanno Amazigh.

Le notizie

Sudan

Il premier Hamdouk ha rassegnato le sue dimissioni. Un discorso in diretta tv di 18 minuti nel quale ha spiegato le condizioni che lo hanno portato a questa drastica decisione in una fase difficile per il paese. Parole misurate, ma chiare. “La vostra rivoluzione continuerà e vincerà, ma non perdete l’unità e il dialogo. Ho lavorato con tutte le mie forze per mettere in pratica gli obiettivi prefissati dopo la caduta del regime totalitario. Ho portato alcuni risultati positivi e ho fallito in altri. […] Consegno nelle vostre mani l’incarico, perché non ho trovato tra le varie componenti un accordo ed una disponibilità al compromesso, ma il rifiuto dell’altro e le accuse di tradimento a chi la pensa diversamente”. (per ascoltare il discorso in lingua araba https://www.youtube.com/watch?v=nrILd-sFjqo). La decisione delle dimissioni era stata già annunciata ieri ed è stata effettuata dopo la repressione delle manifestazioni pacifiche con la morte di tre giovani colpiti dalle pallottole dei soldati. Il fallimento dell’ennesimo tentativo di trovare un compromesso tra i partiti politici e i militari golpisti, per la gestione della fase transitoria e l’organizzazione delle elezioni nel 2023, ha convinto il premier a togliere la foglia di fico ai golpisti.
I militari che hanno tirato la corda adesso devono decidere il da farsi: ascoltare il popolo in piazza oppure scatenare una repressione feroce seguendo l’esempio egiziano. Con un rischio maggiore di finire in un pantano alla libica.

Siria

I caccia russi hanno compiuto ieri, per il secondo giorno consecutivo, raids sulla regione desertica nota come Badia siriana. Nella zona si annidano molti covi dei fuggiaschi di Daiesh, che si sono riorganizzati e compiono attacchi e imboscate contro le truppe governative. Non sono stati forniti dati sugli effetti di questi attacchi.

Iraq 1

Oggi ricorre il secondo anniversario dell’assassinio del generale iraniano Soleimani e del capo di Hashd Shaabi iracheno, Al Muhandis, durante un attacco con droni compiuto dagli Stati Uniti di Trump al momento del loro arrivo all’aeroporto di Baghdad. Si sono svolte da sabato e continuano oggi diverse manifestazioni per commemorare l’evento e festeggiare la partenza dall’Iraq delle “truppe statunitensi combattenti”. Gigantografie dei due uomini assassinati e cartelli con scritto: “No, no agli USA!” e “Il terrorismo statunitense deve finire!”. Le milizie sciite irachene filo-iraniane avevano iniziato una campagna di attacchi con razzi contro l’ambasciata USA a Baghdad e contro le basi militari statunitensi in Iraq, per indurre Washington ad accelerare il ritiro. Lo scorso luglio, durante la visita del premier Al-Kadhimi negli Stati Uniti ed il suo incontro con il presidente Biden, è stato deciso il ritiro programmato dei soldati USA dall’Iraq entro il 31 dicembre 2021. In Iraq attualmente si trovano soltanto consiglieri militari statunitensi con funzioni di addestramento delle truppe irachene.

Iraq 2

La polizia di Baghdad ha fermato una madre mentre tentava di vendere il proprio bambino ad una famiglia benestante. Il prezzo pattuito era di 2,5 milioni di dinari, l’equivalente di circa 1800 dollari. La ragazza-madre è minorenne e lavorava in un bar per mantenere se stessa e la madre. Ha spiegato agli inquirenti che a causa dell’indigenza era stata costretta a questa difficile scelta. Secondo il centro di protezione della maternità il fenomeno è diffuso a causa della povertà che ha colpito il paese per gli effetti della guerra e la morte di molti padri di famiglia. Nel 2021 sono stati circa 300 i casi scoperti. La legge irachena è molto severa, ma è molto difficile arrestare i responsabili del traffico di esseri umani, che agiscono sfruttando il bisogno della povera gente o la paura dello scandalo per le ragazze rimaste incinte fuori dal matrimonio. In Iraq, malgrado la ricchezza petrolifera, il 30% della popolazione vive sotto la soglia di povertà.

Egitto

Il direttore dell’Ente per la gestione del Canale di Suez ha comunicato i dati dell’anno appena concluso: aumento delle entrate e delle merci trasportate, registrando cifre mai raggiunte prima. Le entrate del Canale sono state nel 2021, 6,3 miliardi di dollari USA, mentre le merci trasportate sono state di 1,27 miliardi di tonnellate su 20694 navi. Sono risultati eccezionali anche in relazione alla crisi del commercio internazionale per gli effetti della pandemia Covid-19 e dell’incidente della nave Ever Given arenata nel mezzo del canale, provocandone la chiusura per 6 giorni.

Marocco

Il Congresso Mondiale Amazigh (CMA) ha rivolto un appello al monarca Mohammed VI per il riconoscimento del capodanno Amazigh come giorno festivo nazionale. Nell’appello si fa riferimento al discorso pronunciato dal re il 17 ottobre 2001 ed alla Costituzione marocchina. Tutt’e due i documenti rilevano l’importanza della cultura Amazigh come componente identitaria del paese. Il capodanno Amazigh, Yennayer, cade il 12 gennaio. In Algeria è festa nazionale dal 2018. Secondo Karim Metref, scrittore algerino residente in Italia, “negli anni Settanta, un gruppo di attivisti per i diritti culturali degli Amazigh decretò l’inizio del conteggio degli anni del calendario a partire dal più vecchio evento storico noto nella lunga, ma poco documentata storia del popolo amazigh: partendo dal 950 a.C., data probabile della vittoria dei guerrieri libici di Shashnaq sull’esercito dei faraoni, con successiva invasione dell’Egitto e accesso al potere della prima dinastia di faraoni di origine amazigh: gli Shenshonq”.

Echi dalla stampa araba n. 6

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