Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

4 gennaio 2022

Rassegna anno III/n. 003

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Potete leggere “Echi dalla stampa araba”, a cura di Francesca Martino, a questo link.  

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I titoli

Sudan: Un paese al bivio tra colpo di Stato e resistenza popolare non violenta.

Iraq: Due droni abbattuti prima di colpire la residenza dei consiglieri militari USA all’aeroporto di Baghdad.

Yemen: I ribelli Houthi hanno sequestrato una nave nel Mar Rosso.

Tunisia: Accuse di terrorismo al vice presidente di Ennahda.

Siria: Nove militari uccisi in un agguato di Daiesh (Isis)

Libia: La Commissione elettorale era stata minacciata dalle milizie per bloccare il voto del 24 dicembre.

Palestina Occupata: L’esercito israeliano demolirà per vendetta una casa palestinese a Gerusalemme est.

Le notizie

Sudan

Le dimissioni del premier Hamdouk hanno messo i militari golpisti all’angolo: o cedono alle pressioni di piazza e rassegnano il potere ai civili oppure escono allo scoperto e completano il colpo di Stato. Sono state avanzate alcune ipotesi per l’incarico di formare il nuovo governo a diverse personalità civili, ma finora non c’è una conferma definitiva. In tutto il Sudan si sono riorganizzati i “comitati di resistenza” per condurre la lotta civile disarmata contro i militari. Nelle manifestazioni spontanee che si sono tenute ieri, le persone camminavano nei cortei con le mani alzate, per esprimere la volontà di continuare le mobilitazioni pacifiche, malgrado le provocazioni dei militari che hanno rimesso in funzione la macchina repressiva con gli arresti dei capi dei comitati e degli attivisti più in vista.   

Iraq

Durante le cerimonie per la commemorazione di Soleimani e al-Muhandis, l’aeroporto di Baghdad è stato oggetto di un attacco con droni carichi di esplosivi. Secondo una fonte delle forze di sicurezza, i droni sono stati intercettati e neutralizzati prima di esplodere. Obiettivo dell’attacco il cosiddetto “Complesso diplomatico” dove sono ospitati i consiglieri militari USA. Sulle ali dei droni abbattuti c’era scritto “Operazione vendetta per l’assassinio dei capi”. Nessuna organizzazione ha rivendicato l’azione, ma è chiara la paternità delle milizie filo iraniane. Il presidente iraniano Raissi ha detto in questi giorni che gli assassini del generale Soleimani saranno puniti. Il 3 gennaio 2020, l’ex presidente Trump aveva dato l’ordine di assassinare, con un missile lanciato da un drone, il generale iraniano Soleimani e nell’attacco è morto anche il capo delle milizie irachene Hashd Shaabi al-Muhandis.

Yemen

I ribelli Houthi hanno sequestrato una nave nel Mar Rosso proveniente dagli Emirati e diretta al porto saudita di Jazan. Secondo il comunicato militare saudita, la nave commerciale stava trasportando un ospedale mobile dall’isola di Socotra, dismesso per fine attività in seguito alla costruzione del nuovo ospedale saudita. La versione dell’altra parte è completamente contrapposta. Il portavoce degli Houthi sostiene invece che la nave era carica di armi ed è entrata nelle acque territoriali yemenite senza autorizzazioni.

Tunisia

L’ex ministro della Giustizia e vice presidente del partito islamista Ennahda, Nureddine Buheiry, è accusato di terrorismo. Lo ha affermato il ministro dell’Interno in una conferenza stampa, dopo la divulgazione della notizia sulle gravi condizioni di salute del detenuto e il suo ricovero in ospedale. Buheiry è stato arrestato il 30 dicembre davanti casa e per due giorni non si è saputo dove fosse recluso. I suoi avvocati hanno denunciato il “rapimento”. Secondo le nuove rivelazioni del governo, Buheiry sarebbe implicato nel rilascio di due passaporti tunisini, dal consolato di Vienna, a due terroristi siriani. Durante gli interrogatori sarebbe stato colto da un attacco cardiaco ed è stato trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale militare di Bizerte.  

Siria

Daiesh ha colpito ancora nella Badia siriana, uccidendo nove militari governativi in un agguato contro un convoglio. I miliziani hanno attaccato i veicoli con lanciamissili RPG per poi dileguarsi. La zona è stata soggetta per tre giorni consecutivi a bombardamenti dell’aviazione russa, ma gli attacchi dal cielo non hanno sfiancato la rete terroristica.  

Libia

Il presidente della Commissione elettorale (HDEC-LY), Iyad al-Sayyeh, in un’audizione davanti al Parlamento, ha denunciato di aver ricevuto minacce per impedire la pubblicazione della lista dei candidati alle presidenziali. Non ha detto da chi, ma il riferimento è alle milizie che controllano la capitale Tripoli. Ha anche rivelato che alcuni candidati hanno presentato certificati di studi falsi. Secondo i media libici il riferimento è al premier Dbeiba che vanta una laurea canadese di dubbia origine. Il Parlamento intende dimetterlo per scadenza dei termini, prefissati al 24 dicembre 2021 dal piano dell’ONU, ma il rischio è il vuoto di potere.  

Palestina Occupata

Le forze di occupazione israeliane hanno deciso la demolizione della casa della famiglia Abu Shkhedim, a Gerusalemme Est. È un’azione di punizione collettiva in seguito all’uccisione, lo scorso 21 novembre, di un soldato israeliano compiuta da uno dei figli. L’esercito ha respinto il 31 dicembre il ricorso di un’organizzazione israeliana per i diritti individuali ed ha dato alla famiglia palestinese tempo fino a domani, 5 gennaio, per liberare la casa.

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