Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

08 febbraio 2022  

Rassegna anno III/n. 038

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I titoli

Tunisia: Il presidente accusa magistrati, senza nominarli, di espatrio di valuta e di aver insabbiato processi per favorire una parte politica.

Egitto: Dure condanne contro i manifestanti della rivolta del 2011.

Israele-Emirati: Visita alla Knesset di una delegazione politica emiratina.

Palestina Occupata: Partirà il 20 febbraio la campagna per il boicottaggio europeo dei prodotti delle colonie.

Afghanistan: Washington mette una taglia di 10 milioni di dollari per informazioni sul capo dell’Isis-Khorasan.

Libia-Migranti: sciopero della fame nel centro di detenzione di Ain Zara.

Libia-Politica: Il Parlamento nominerà giovedì un nuovo premier. Dbeiba non lascia. Elezioni rinviate al 2023.

Sudan: La repressione tocca i giornalisti. Fermati tre corrispondenti della BBC.

Le notizie

Tunisia

Il presidente Saied ha confermato che il decreto per il congelamento del CSM è in preparazione e che non ci sarà nessun passo indietro, perché “La giustizia non può essere uno strumento di fare politica o peggio ancora di copertura alla corruzione”. Il presidente, in un incontro con la premier, Najlaa Buden, trasmesso in video sui social, ha accennato, senza fare nomi, al coinvolgimento di giudici in operazioni di esportazione illegale di valuta all’estero sfruttando l’immunità. Nel suo discorso ha citato anche le anomalie nella gestione dell’inchiesta sull’assassinio dei due dirigenti di sinistra, Shokri Belied e Brahimi, anticipando che sarà aperta un’inchiesta su coloro che hanno ostacolato il raggiungimento della verità. La sede del CSM è stata sbarrata dalle forze di sicurezza ed è stato impedito ai giudici di entrare. I magistrati hanno protestato ed hanno annunciato che bloccheranno, con lo sciopero, tutti i processi. L’Ordine degli avvocati invece ha appoggiato la scelta del presidente. Uno scontro di poteri che rischia di trascinare il paese nel caos, vista la crisi economica che ha cacciato un terzo della popolazione sotto la soglia di povertà.

Egitto

Il tribunale speciale anti-terrorismo del Cairo ha emesso 17 condanne per il processo sugli scontri, del dicembre 2011, di fronte alla sede del governo. Tra i condannati l’attivista politico Ahmed Duma, leader della rivolta contro il regime di Mubarak. Gli imputati erano stati processai nel 2015 con condanne durissime fino all’ergastolo, che hanno suscitato proteste in tutto il mondo. Nella odierna revisione, le condanne sono state per Duma a 15 anni e per gli altri 16 a 5 anni, oltre ad un risarcimento stratosferico per 1,15 milioni di dollari. Nel processo erano coinvolti oltre 200 imputati, ma la maggioranza dei quali sono latitanti. I fatti del 16 dicembre 2011 erano iniziati con un presidio pacifico di protesta, davanti alla sede del governo, contro la nomina a primo ministro di un uomo vicino a Mubarak, Al-Janzouri. La polizia ha caricato i manifestanti duramente e gli scontri sono durati tre giorni, con 18 morti e centinaia di feriti. È stato incendiato il Complesso Scientifico, con la perdita di importanti e antichi manoscritti. Le vittime di quella repressione sono state trasformate in colpevoli.

Israele-Emirati

Una delegazione del Consiglio Nazionale (Parlamento non eletto ma nominato) di Abu Dhabi è in visita in Israele, ospite della Knesset. Il capo delegazione, Alì Rashid Naimi, ha affermato retoricamente che “gli accordi politici intrapresi guardano al futuro, per cambiare la storia”. Nel settembre 2020, gli Emirati Arabi Uniti hanno riconosciuto Israele e con la mediazione dell’amministrazione Trump hanno intessuto i rapporti diplomatici, economico-finanziari e di sicurezza. In precedenza sia il premier Bennet sia il presidente Herzog, hanno compiuto visite ufficiali ad Abu Dhabi. La visita di Naimi, scrive il quotidiano arabo di Londra Ray-Alyom, serve a risolvere la bocciatura israeliana del progetto di gasdotto Eilat-Askelon-Haifa, finanziato dagli Emirati.

Palestina Occupata

Il prossimo 20 febbraio avrà avvio la campagna europea per il boicottaggio dei prodotti nei territori occupati, in Palestina e altrove. “INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI” (ICE) lancia una raccolta firme per fermare il commercio con le colonie illegali. Si chiede all’Unione Europea di vietare l’importazione di prodotti provenienti da colonie presenti in territori occupati – in modo particolare nella Palestina occupata e nel Sahara occidentale – nonché in qualsiasi altro caso analogo di occupazione. Il regolamento prevede la raccolta di un milione di firme in totale in almeno 7 Paesi dell’Unione Europea. Referente del coordinamento italiano all’interno di quello europeo è Alessandra Mecozzi.

Ecco il link al sito ICE della Commissione Europea:

https://europa.eu/citizens-initiative/initiatives/details/2021/000008_it

Sito della campagna  http://stopsettlements.org/  

Afghanistan

Gli Stati Uniti hanno messo una taglia sulla testa di Sanaullah Ghafari, alias Shahab Muhajer, considerato il capo di Isis-Khorasan e responsabile dell’attacco terroristico del 29 agosto 2021 all’aeroporto di Kabul, durante la disorganizzata ritirata delle truppe Usa e della Nato. 10 milioni di dollari a chi fornisce informazioni utili alla sua cattura. Dal documento di identità, pubblicato sul sito del Ministero della Giustizia di Washington, si viene a sapere che Ghafari aveva l’incarico di guardia speciale dell’ex vice presidente afghano, Amirullah Saleh.

Libia-Migranti

I migranti del centro di detenzione di Ain Zara sono da tre giorni in sciopero della fame, per protestare contro le condizioni disumane nelle quali sono trattenuti, contro le vessazioni delle milizie preposte al controllo del centro e per il disinteresse da parte dell’ACNUR. L’associazione “Rifugiati in Libia” denuncia che 8 migranti sono spariti dopo l’organizzazione di una marcia di protesta, all’interno del centro, per chiedere l’evacuazione.

Libia-Politica

Il Parlamento ha approvato un piano per la fase politica futura. Sono state accettate due candidature alla guida del governo: Fathi Basha-Agha (ex ministrodell’Interno) e Khaled Baibass (imprenditore, amministratore delegato della società Masarat per le telecomunicazioni e l’informatica). La scelta verrà votata giovedì, dopo aver ascoltato i programmi de due candidati.

Il piano del Parlamento per uscire dalla fase transitoria prevede una commissione di esperti per la stesura/revisione della bozza di Costituzione, approvazione nel Parlamento e referendum popolare.  Le elezioni si terranno entro14 mesi dalla conclusione di questo percorso. Se giovedì viene nominato Basha-Agha, ex ministro dell’Interno, rivale dell’ex premier Sarraj e sostenuto fortemente da una buona parte delle milizie misuratine, il paese entrerà in una nuova fase convulsa. L’attuale premier Dbeiba rifiuta di lasciare l’incarico e quindi si rischia di tornare alla fase precedente: due governi rivali, con l’aggravante della spaccatura all’interno delle milizie che attualmente fanno il bello e il cattivo tempo a Tripoli.

Sudan

Dura repressione contro le manifestazioni in tutto il paese. Particolarmente violenta quella a Khartoum, operata dalla Forza di Pronto Intervento, ex famigerate Janjaweed del vice presidente della giunta golpista, Hamidati. Per impedire l’arrivo dei manifestanti alla piazza del Palazzo presidenziale sono stati usati lacrimogeni, getti d’acqua e manganelli. Non risulta che ci sia stato uso di armi da fuoco. La polizia ha fermato l’equipe della televisione britannica BBC e ha sequestrato materiale girato e strumentazione.

Echi della stampa araba n. 11

In questa rubrica riprendiamo in sintesi, ma fedelmente, opinioni, commenti ed editoriali apparsi sulla stampa araba, che valutiamo siano di un certo interesse per il lettore italiano.

La pubblicazione non significa affatto la condivisione delle idee espresse.

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2 commenti

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