Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

11 febbraio 2022  

Rassegna anno III/n. 041

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Il calendario ARCI 2022 è dedicato alle donne afghane. Per saperne di più: vai sul sito ARCI

Domani, sabato 12 febbraio si svolgeranno a Milano e Roma due manifestazioni in solidarietà con il popolo curdo e per la liberazione di Apo Ocalan, il Mandela curdo.
“Anbamed, aps per la Multiculturalità” ha aderito alla campagna. Alla manifestazione di Milano parteciperà il presidente, Ismail Emiliano Kashbur.

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I titoli

Libia: Basha-Agha nominato primo ministro. È arrivato a Tripoli in sfida a Dbeiba, che ha annunciato di non volersi mettere da parte.

Somalia: Attentato terroristico a Mogadiscio contro la campagna elettorale.

Yemen: Ferite 12 persone nell’attacco Houthi contro l’aeroporto di Abha, nel sud dell’Arabia Saudita.

Egitto: Compare in tribunale l’attivista, Haitham Al-Banna, dopo 10 giorni di sparizione.

Tunisia: Decreto del capo dello Stato scioglie il CSM. Si nominerà un comitato reggente.

Libano: Nessun decreto d’espulsione dalla Francia per un libanese, da 38 anni in carcere a Parigi

Le notizie

Libia

Il Parlamento libico ha incaricato, a stragrande maggioranza, l’ex ministro dell’Interno, Fathi Basha-Agha, a primo ministro, in sostituzione di Abdelhameed Dbieba. Questi non intende dimettersi e ha dichiarato che la decisione è illegittima e consegnerà il potere soltanto dopo le elezioni. Si apre una nuova fase di tensione, che si è già annunciata all’alba di ieri con l’attentato contro l’auto di Dbeiba, per fortuna ne è uscito illeso. Una raffica di mitra ha mandato in frantumi i vetri anteriori della sua auto. Per tutta la giornata di ieri le strade di Tripoli sono state sommerse da auto blindate e da veicoli con mitragliatrici pesanti. Il premier incaricato è arrivato a Tripoli e per la sua protezione si sono mosse le milizie affiliate. Si profila uno scontro nella capitale tra i sostenitori di Dbeiba e quelli di Basha-Agha, ma con molta probabilità il primo si dovrà rassegnare a soccombere, per la preponderante superiorità di fuoco del secondo. È sospetto il ruolo dell’ONU che da New York, per bocca del portavoce del Segretario Generale, ha dichiarato che si continua a riconoscere il governo Dbeiba.  

Somalia

Un attentato terroristico suicida a Mogadiscio ha causato giovedì la morte di 6 persone. Il movimento Shebab ha rivendicato l’attacco, sostenendo che l’obiettivo era un pullmino che trasportava delegati alle elezioni. Secondo testimoni oculari le vittime sono tutte tra i passanti per la strada dove è scoppiata la bomba. Nelle ultime settimane, con l’accrescersi dello scontro politico per la campagna elettorale, sono aumentati gli attacchi terroristici, che non sono stati sempre rivendicati dal movimento qaedista.

Yemen

Un ennesimo lancio di droni Houthi sull’aeroporto di Abha, nel sud dell’Arabia Saudita. 12 feriti tra lavoratori e passeggeri. Secondo funzionari dell’aeroporto il drone è stato colpito in cielo dai missili dell’antiaerea e sulla struttura aeroportuale sono cadute le schegge, provocando la frantumazione dei vetri delle finestre. Da Sanaa, il portavoce del Movimento Ansar Allah ha rivendicato l’attacco, motivandolo con l’uso militare dell’aeroporto. Il comando saudita ha dichiarato che sono in programmazione attacchi aerei sull’aeroporto di Sanaa, da dove sono partiti i droni.

Egitto

È comparso nel tribunale per la Sicurezza dello Stato, dopo 10 giorni dalla sua sparizione, l’attivista di piazza Tahrir e militante del partito Dostour, Haitham Al-Banna. È accusato del reato fotocopia: appartenenza ad organizzazione terroristica, diffusione di notizie false e uso distorto dei social media. Sarà trattenuto in carcere per altri 15 giorni, in attesa di ulteriori indagini. Il suo avvocato di fiducia non è stato avvisato dell’udienza e di conseguenza non ha potuto essere presente. Lo scorso 30 gennaio, una trentina di agenti, con abiti civili e col volto coperto, hanno fatto irruzione in casa dell’attivista nel cuore della notte con i mitra puntati, svegliando e terrorizzando tutta la famiglia, compresa la madre anziana. Dopo aver perquisito l’abitazione e sequestrato cellulati e computer hanno portato via Al-Banna, senza informare i parenti verso quale commissariato. La famiglia e l’avvocato, Khaled Alì, hanno girato tutti i commissariati, ma non hanno avuto, fino a ieri, sue notizie. La sparizione forzata è diventata la consuetudine normale della polizia politica, che sequestra gli indagati anche per lunghi periodi. Un sistema di pressione psicologica sistematica con il calvario della carcerazione preventiva in attesa della fine delle indagini. Una tortura abnorme che tormenta non solo l’accusato, ma tutta la sua famiglia. Una violazione del diritto alla libertà d’espressione.  

Tunisia

Decine di giudici hanno partecipato, ieri, al presidio davanti alla sede del Consiglio Superiore della Magistratura, a Tunisi, chiusa da lunedì per ordine del presidente della Repubblica Qais Saied. I tribunali hanno visto una partecipazione massiccia allo sciopero, per il secondo giorno consecutivo. Ma il capo dello Stato non demorde ed ha annunciato, durante la riunione del Consiglio dei Ministri, di aver firmato il decreto per lo scioglimento del CSM e la formazione di una struttura provvisoria reggente fino all’approvazione di una nuova Costituzione, che regolamenterà le modalità di formazione del nuovo organismo di autogoverno dei magistrati. Un braccio di ferro che rischia di paralizzare i tribunali e di creare un’anomalia nella gestione del potere nel paese. Nelle mani del capo dello Stato, dal 25 luglio, sono passati il potere legislativo ed esecutivo e adesso detiene anche quello giudiziario. Contro le dichiarazioni degli ambasciatori stranieri e del dipartimento di Stato USA, Saied in un incontro pubblico con i suoi sostenitori ha risposto sferzante: “La Tunisia è un paese sovrano e non sarà il giardino di casa di nessuno”.  

Libano

Il tribunale amministrativo francese ha respinto la richiesta di espulsione del cittadino libanese George Ibrahim Abdallah, che il ministero dell’Interno aveva girato dopo l’istanza del detenuto. Abdallah è stato condannato all’ergastolo per aver collaborato nell’organizzazione degli attentati contro diplomatici statunitense e israeliano, negli anni ottanta. L’uomo ha trascorso 38 anni in carcere e il suo avvocato ha già presentato altre 8 richieste di espulsione, per permettere al suo cliente di essere rimesso in libertà, dopo così tanto tempo passato in reclusione. Abdallah è il detenuto che ha trascorso più anni in carcere in Francia ed ha attualmente 70 anni d’età. I giudici hanno scritto nella motivazione che il Ministero dell’Interno non può espellere una persona, che non rappresenterebbe pericolo per la Francia finché sia detenuto.

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Approfondimento

Il tempo della libertà è arrivato: Appello per una mobilitazione in Italia il 12 febbraio per la liberazione di Abdullah Öcalan

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Echi della stampa araba n. 11

In questa rubrica riprendiamo in sintesi, ma fedelmente, opinioni, commenti ed editoriali apparsi sulla stampa araba, che valutiamo siano di un certo interesse per il lettore italiano.

La pubblicazione non significa affatto la condivisione delle idee espresse.

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