Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

28 febbraio 2022.

Rassegna anno III/n. 058

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Quinto giorno di guerra russa contro l’Ucraina. Putin ordina di allertare la deterrenza nucleare strategica.  Kiev dice sì alla trattativa con Mosca, al confine con la Bielorussia, ma i negoziati non fermano le armi. I profughi sono già 360 mila. Oggi assemblea generale straordinaria dell’ONU.

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I titoli

Turchia: Attacchi turchi contro i curdi nel nord della Siria e dell’Iraq

Egitto: Inseriti negli elenchi dei terroristi gli ex capi della Fratellanza Musulmana.

Siria-Iran: Incontro a Teheran tra i due capi dei servizi segreti.

Iraq-Kuwait: Malgrado il saldo degli indennizzi al Kuwait, l’Iraq ricade ancora sotto l’articolo 7 della Carta delle Nazioni Unite.

Iraq: Un’amnistia presidenziale favorisce il figlio del governatore di Bassora, condannato per traffico di droga.

Algeria-Francia: Di nuovo tensione sotterranea tra Algeri e Parigi.

Le notizie

Turchia

L’esercito turco ha annunciato di aver ucciso 12 combattenti curdi nel nord dell’Iraq e Siria: “Hanno tentato di attaccare le nostre unità dislocate in quelle zone”. Le truppe di occupazione turche hanno invaso il nord della Siria per dare protezione alle milizie jihadiste, compiendo operazioni di sostituzione etnica, per l’insediamento dei profughi siriani attualmente presenti in Turchia. Da decenni Ankara ha dislocato nel nord dell’Iraq, il Kurdistan, basi militari con il tacito silenzio del governo di Baghdad e di quello autonomo curdo. Il pretesto è quello di combattere i guerriglieri del PKK che ha le sue basi nella regione montagnosa di confine.

Egitto

Il tribunale di cassazione del Cairo ha inserito alcuni ex dirigenti della Fratellanza Musulmana nell’elenco dei terroristi. Una sentenza definitiva senza possibilità di altri appelli. Uno dei condannati è l’ex candidato alla presidenza nel 2012, Abul-Futuh, quando è stato eletto Mohammed Morsi.  Il suo arresto risale al 2018, al suo ritorno da Londra. Sua colpa è quella di aver rilasciato un’intervista televisiva nella quale aveva messo in dubbio la trasparenza delle elezioni per il secondo mandato di Al-Sissi. È tuttora agli arresti preventivi in attesa di fine indagini.

Siria-Iran

Il capo dei servizi di sicurezza di Damasco, Alì Mamlouk, è in visita a Teheran, dove ha incontrato l’omologo, Alì Shamkhani. La visita, secondo la stampa ufficiale dei due paesi, è incentrata sull’analisi della situazione alla luce degli ultimi sviluppi internazionali, cioè l’invasione russa in Ucraina, e le ricadute sulla regione. Iran e Russia sono i due paesi che hanno sorretto militarmente il governo di Bashar Assad. Le sanzioni dei paesi occidentali contro la Russia avranno ulteriori ripercussioni negative sui due paesi mediorientali, già sottoposti da tempo a sanzioni dure da parte degli Stati Uniti.

Iraq-Kuwait

Malgrado che l’Iraq abbia già completato il saldo dei risarcimenti al Kuwait, per l’invasione del 2 agosto 1990, Baghdad non ha ancora ottenuto l’uscita dallo status di sotto tutela dell’articolo 7 della carta ONU. Gli indennizzi determinati unilateralmente da una commissione nominata dal Consiglio di Sicurezza, sulla base di domande avanzate da cittadini, società ed enti kuwaitiani, sono stati di oltre 52 miliardi di dollari.

Iraq

Il presidente iracheno ha emesso, all’inizio di gennaio scorso, un’amnistia per un detenuto, condannato nel 2018. Nel decreto presidenziale non veniva menzionato il motivo della condanna e soprattutto non era esplicitato il cognome del soggetto amnistiato. Un approfondimento della vicenda ha portato a svelare l’arcano: il soggetto è il figlio del potente governatore di Bassora ed era condannato per traffico di droga. Lo scandalo si è diffuso sui social ed ha costretto la presidenza a spiegare che la firma del presidente è avvenuta su proposta del governo. Uno scaricabarile che non annulla le gravi responsabilità e mette a nudo le falle del potere etnico-confessionale istituito dopo l’invasione e occupazione statunitense dell’Iraq.

Algeria-Francia

Di nuovo nuvole dense sulle relazioni tra Algeri e Parigi. Un duro attacco da parte dell’agenzia stampa algerina alla politica coloniale francese, ma senza fare riferimenti a fatti concreti recenti. Negli ultimi mesi dopo una fase di tensione diplomatica e ritiro dell’ambasciatore a Parigi, le relazioni tra i due paesi sono tornati verso la normalizzazione. Gli analisti algerini sostengono che questa nuova tensione è la reazione ad un rapporto del Parlamento francese sulla situazione nei paesi nordafricani. Il rapporto ha definito la situazione in Algeria instabile e fonte di pericolo per i paesi vicini, mentre avanza un giudizio lusinghiero nei confronti di quella marocchina.

Echi della stampa araba n. 12

In questa rubrica riprendiamo in sintesi, ma fedelmente, opinioni, commenti ed editoriali apparsi sulla stampa araba, che valutiamo siano di un certo interesse per il lettore italiano.

La pubblicazione non significa affatto la condivisione delle idee espresse.

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