Il 12 aprile 2022 le organizzazioni egiziane e italiane della società civile Committee for Justice (CfJ), EgyptWide for Human RightsAmnesty International – Italia e ARCI Nazionale organizzano una conferenza stampa per discutere i temi dell’impunità e della mancanza di accountability della polizia e degli apparati di sicurezza in Egitto.

Il diritto alla vita è un diritto umano fondamentale e inderogabile, indipendentemente dalle circostanze, anche in tempi di conflitto armato o in stato di emergenza. Le esecuzioni sommarie, extragiudiziali o arbitrarie sono chiaramente proibite dal diritto internazionale, compreso il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Carta africana sui diritti umani e dei popoli, che l’Egitto ha ratificato.

Uno schema di morti sospette in custodia e probabili esecuzioni extragiudiziali si è sviluppato nel corso dell’ultimo decennio ad opera delle forze del Ministero dell’Interno egiziano. Le vittime sono per la maggior parte persone che al momento della loro morte in custodia o nel corso di operazioni militari e di polizia non rappresentavano un pericolo per nessuno/a.

Un caso importante che esemplifica la gravità dell’impunità e il fallimento delle autorità egiziane nell’assicurare alla giustizia gli autori delle violazioni dei diritti umani è l’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni nel gennaio 2016. Quattro membri delle forze di sicurezza egiziane dovevano essere processati in assenza a Roma per il suo rapimento, tortura e uccisione, ma il processo non è potuto iniziare come previsto a causa di un vizio di procedura. Le autorità egiziane hanno infatti riferito di non essere state in grado di notificare ai quattro imputati le accuse contro di loro con la giustificazione di non essere a conoscenza dei loro indirizzi di residenza. Nonostante gli sforzi delle procure italiane impegnate sul caso e delle organizzazioni internazionali per i diritti umani, l’Egitto ha sistematicamente evitato di cooperare su questo caso.

L’impunità costituisce un fenomeno endemico ed estremamente grave in Egitto, e contribuisce alla diffusione su larga scala di trattamenti crudeli, inumani e degradanti contro le persone private della libertà personale, dal momento che i responsabili delle violenze sono consapevoli del fatto che non subiranno conseguenze per i loro comportamenti.

Rapimenti, torture, negligenza medica ed esecuzioni extragiudiziali sono diventati sempre più comuni in Egitto sotto lo stato di emergenza (2017-2021), e si verificano quotidianamente anche ora.

Come associazioni per i diritti umani egiziane e italiane, ci stringiamo in solidarietà alle vittime di questi abusi e chiediamo giustizia e risarcimenti per ognuno/a di loro. Abbiamo deciso di riunirci a Roma, il 12 aprile, per denunciare l’impunità in Egitto e mostrare l’unità della società civile fra Italia ed Egitto nel chiedere verità, accountability e giustizia per Giulio Regeni e le altre vittime di violazioni dei diritti umani in carcere.

La conferenza vedrà la partecipazione di Ahmed Mefreh (Committee for Justice), Alice Franchini (EgyptWide for Human Rights), l’on. Erasmo Palazzotto (Deputato della Repubblica), e Tina Marinari (Amnesty International Italia). Modera ARCI.

La conferenza si terrà martedì 12 aprile, alle ore 11:00 presso la sede di ARCI Nazionale, in via dei Monti di Pietralata 16, Roma (RM).

La partecipazione è gratuita e aperta al pubblico, alle e ai rappresentanti istituzionali e ai media. La partecipazione della stampa è particolarmente gradita. Per ulteriori dettagli o richieste di contatto si prega di scrivere ainfo@egyptwide.org

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