Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

4 maggio 2022.

Rassegna anno III/n. 123

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69 giorni di guerra russa contro l’Ucraina. Ripreso il bombardamento sul complesso di Azovstal dopo l’evacuazione dei civili. Raid aerei a Leopoli. Putin ha firmato un decreto per rispondere alle nazioni classificate ostili. L’UE sta preparando un altro pacchetto di sanzioni.

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I titoli

Somalia: Strage tra i soldati della missione dell’Unione africana.

Iraq: migliaia di sfollati yazidi da Sinjar sono arrivati a Dahuk nel Kurdistan.

Libia: 300 detenuti fuggiti dal carcere di Zuwara dopo un assalto armato dall’esterno

Turchia-Siria: Erdogan pianifica di riportare un milione di profughi da insediare nelle zone curde nel nord della Siria, occupate dalle sue truppe.

Marocco: Si apre l’11 maggio a Rabat la conferenza internazionale contro il terrorismo Isis.

Tunisia-Migranti: Manifestazione in solidarietà con i richiedenti asilo in presidio permanente davanti alla sede dell’Acnur.

Emirati: Uno sciopero di un giorno ha piegato i padroni di una ditta di distribuzione del cibo.

Le notizie

Somalia

Il gruppo Shabab ha sferrato un attacco terroristico contro la base della missione transitoria dell’Unione Africana (ATMIS) ad El-Baraf, a 160 km da Mogadiscio. Un attentatore suicida, alla guida di un’auto imbottita di tritolo, ha sfondato il portone d’ingresso, facendosi esplodere. Poi è entrato in azione un gruppo d’assalto. Secondo fonti della sicurezza somala, ci sarebbero stati 5 soldati morti. Il movimento terroristico invece parla di 173 militari africani del Burundi uccisi. Secondo questa versione, i miliziani avrebbero preso possesso della base. Non ci sono per il momento conferme dell’Atmis.

Iraq

Oltre 4000 persone hanno lasciato le loro case, nella zona di Sinjar, in seguito all’attacco delle forze federali irachene, spedite da Baghdad per riprendere il controllo della situazione e disarmare le unità di autodifesa yazide, quelle che hanno combattuto contro l’Isis. Gli sfollati si sono spostati nella vicina regione autonoma del Kurdistan, a Dahuk. La zona è stata presa di mira nelle scorse settimane dalle truppe turche che hanno invaso il territorio iracheno senza autorizzazione e stanno costruendo una base permanente contro la volontà del governo di Baghdad. Una violazione della sovranità passata quasi sotto silenzio; adesso l’esercito sostiene che l’intervento si è reso necessario per imporre l’autorità dello Stato. Baldanzosi con i deboli e riconcilianti con i forti.

Libia

300 detenuti nel carcere di Zwara, al confine con la Tunisia, sono fuggiti durante un attacco armato, orchestrato da una milizia dall’esterno della prigione. Soltanto 15 sono stati catturati dalle milizie filo governative. Una guardia carceraria è rimasta uccisa ed altre tre ferite. Tra i detenuti fuggiti ci sono ergastolani condannati per omicidio e altri per traffico di esseri umani. Si è temuto che la fuga fosse in collegamento con i movimenti sospetti di una milizia di Tripoli nella zona del porto.

Turchia-Siria

Il presidente turco Erdogan ha affermato in un discorso registrato in video e trasmesso durante l’inaugurazione di case costruite in mattoni per profughi ad Idlib. La cerimonia si è tenuta in territorio siriano con la partecipazione del ministro dell’Interno di Ankara, Suleyman Solyu, come se fosse un affare interno turco. Erdogan nel suo discorso ha anticipato i piani della Turchia per la sostituzione etnica nelle zone curde occupate dalle truppe di Ankara. “Prevediamo il ritorno in patria di un milione dei nostri fratelli siriani attualmente ospitati nel nostro paese. Vivranno in insediamenti che stiamo costruendo con finanziamenti turchi e internazionali. Insediamenti che avranno tutti i servizi e le attività produttive agricole, artigianali e industriali”.

Marocco

Il giorno 11 maggio si aprirà a Rabat una conferenza sulla lotta al terrorismo jihadista. Sarà co-presieduta dal ministro degli esteri del Marocco e dal segretario di Stato Usa Blinken e vi parteciperanno 80 delegazioni. È il primo incontro che la coalizione anti Isis organizza in un paese del Nord Africa. La sessione si è resa necessaria dopo la diffusione del jihadismo nella regione del Sahel e il ritorno dell’Isis a colpire nella Libia meridionale.

Tunisia-Migranti

Continuano le iniziative collaterali al presidio permanente dei migranti davanti alla sede dell’Acnur di Tunisi. Ieri si è svolta una manifestazione con la partecipazione di attivisti della società civile tunisina. “Siamo di fronte ad un paradosso – ha detto un esponente dell’associazione per i diritti economici -: L’ONU e l’UE scaricano su un paese povero come la Tunisia il peso del fallimento delle politiche internazionali. Questi richiedenti asilo provengono da paesi in guerra, come il Sudan, Etiopia, Eritrea e Somalia, ma sono trattati diversamente dagli ucraini”.   

Emirati

Una società internazionale di consegne del cibo, operante a Dubai, ha ritirato le proposte di ridurre il compenso ai rider, in seguito ad un loro sciopero. I giovani lavoratori stranieri si sono organizzati e compatti hanno incrociato le braccia, in un paese dove non è consentito lo sciopero e vietate le organizzazioni sindacali. Un caso eccezionale che ha fatto desistere la nota società con sede centrale a Londra. La filiale degli Emirati aveva annunciato una riduzione del compenso e un aumento dell’orario di lavoro. Il blocco delle consegne ha costretto la ditta ad una marcia indietro, dopo un solo giorno di sciopero, durante il quale nessun crumiro si è prestato al ricatto dei padroni schiavisti.   

Approfondimento

Per la giornata mondiale per la libertà di stampa il 3 maggio pubblichiamo l’appello lanciato alla ministra britannica, Patel, per non autorizzare l’estradizione di Julian Assange verso gli Stati Uniti.

Appello dall’Italia per la libertà di Julian Assange

Echi dalla stampa araba n. 15

a cura di Francesca Martino

In questa rubrica riprendiamo in sintesi, ma fedelmente, opinioni, commenti ed editoriali apparsi sulla stampa araba, che valutiamo siano di un certo interesse per il lettore italiano.

La pubblicazione non significa affatto la condivisione delle idee espresse.

Il Sudan sull’orlo del collasso

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1 commento

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