Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

21 maggio 2022.

Rassegna anno III/n. 140

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86 giorni di guerra russa contro l’Ucraina. Evacuati gli ultimi armati ucraini da Azovstal. Mosca non li tratterà da soldati. Annunciati processi per terrorismo. Erdogan tratta sul prezzo del suo sì all’entrata di Finlandia e Svezia nella Nato. A pagarne il prezzo saranno i curdi.

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Titoli

Palestina-Israele: Un altro giovane palestinese morto a Jenin. Nessuna inchiesta penale in Israele per l’assassinio di Shireen.

Siria: un lancio di missili israeliani su Damasco.

Sudan: Migliaia di corpi negli obitori, scoperti da un’inchiesta giornalistica.

Algeria: Una campagna di solidarietà con i detenuti politici.

Libano: Il governo dimissionario approva il piano del FMI.

Etiopia: Torna la tensione con Khartoum per i confini contesi.

Iraq-Ambiente: Un lago artificiale quasi sparito per la siccità.

Iraq-Cultura: Morto il grande poeta Mudaffar Nawwab.

Le notizie

Palestina-Israele

Il ministero della sanità del’ANP ha comunicato che un giovane di 17 anni è stato ucciso e un altro è rimasto ferito in uno scontro armato a Jenin, durante l’incursione dei soldati di Tel Aviv nel campo profughi.

L’esercito israeliano ha deciso di non svolgere nessun’inchiesta penale sull’assassinio della giornalista Shireen Abu Aqila, dopo che è stato ammesso che a compiere la sparatoria è stato un reparto speciale israeliano. È un tentativo di sfuggire alla condanna di un soldato o ufficiale, con la derubricazione del crimine in un’azione compiuta per errore. Negli Stati Uniti, decine di deputati e senatori hanno chiesto al Dipartimento di Stato e all’FBI di svolgere un’inchiesta indipendente, visto che Shireen è anche cittadina statunitense. Soddisfazione a Ramallah per questi sviluppi, ma l’attivismo palestinese è rivolto ad ottenere un impegno della Corte Penale Internazionale e l’ANP si appresta a consegnare un dossier di tutte le risultanze dell’inchiesta della procura palestinese, compreso il corpo del reato la pallottola estratta dalla testa della giornalista assassinata.

Siria

Un attacco con missili ha ucciso tre soldati nei pressi dell’aeroporto di Damasco. Lo afferma un comunicato dell’esercito siriano. Il lancio è avvenuto dal Golan occupato da Israele. È il secondo attacco nel mese di maggio. La superiorità militare di Tel Aviv riduce la reazione siriana ai comunicati che descrivono gli avvenimenti, senza nessuna capacità di difendere le proprie strutture civili e militari.

Sudan

Un’inchiesta giornalistica ha svelato la drammatica dimensione delle vittime della repressione in Sudan. Negli obitori di Khartoum ci sono 2300 cadaveri non identificati, che la giunta militare intende sbarazzarsene con il pretesto di salvaguardia sanitaria. La notizia ha allarmato i familiari degli attivisti dispersi che accusano i militari di voler nascondere la verità sulle loro atrocità. I giornalisti che hanno visitato l’obitorio di Omdurman hanno descritto la situazione di totale inadeguatezza.

Algeria

38 organizzazioni per i diritti umani locali e internazionali hanno preparato una mobilitazione dell’opinione pubblica con l’hashtag in arabo #idirittiumani_nonsono_uncrimine. La campagna dura 10 giorni e rivendica la liberazione di tutti gli arrestati per aver espresso le loro critiche alle politiche governative e la fine delle restrizioni contro i difensori dei diritti umani. Dall’inizio dell’anno sono stati arrestati 300 attivisti con l’accusa di partecipazione a manifestazioni non autorizzate.  

Libano

Il governo libanese nella sua ultima riunione in carica ha approvato il piano di accordo con il Fondo Monetario Internazionale. Contro hanno votato i ministri vicini a Hezbollah. I diktat draconiani del FMI prevedono la cancellazione dei depositi bancari dei risparmiatori di una misura che arriva fino all’80%. Il premier Miqati ha comunicato che il presidente Aoun gli ha chiesto di rimanere in carica per gli affari correnti fino alla nomina di un nuovo governo e l’ottenimento della fiducia del nuovo Parlamento. Nelle elezioni dei giorni scorsi è stato eletto un Parlamento senza più una maggioranza.

Etiopia

Tornano alla superficie le polemiche tra Addis Abeba e Khartoum sulla provincia di Gashfa, la regione di confine contesa. Il ministro degli esteri etiopico ha dichiarato che le relazioni tra i due paesi non passano un buon momento ed ha accusato l’esercito sudanese di occupare territori etiopici e di sostenere militarmente i guerriglieri tigrini. Non è tardata la reazione dell’esercito sudanese. “A Gashfa abbiamo liberato i territori sudanesi che erano occupati da milizie etiopiche. Per risolvere il contenzioso i due governi avevano accettato il ricorso alle trattative sulla base della documentazione storica, ma Addis Abeba ha boicottato il tavolo”. Il confine tra i due paesi era stato disegnato nel 1902 tra la corona britannica, forza coloniale nella regione del Sudan, e l’impero etiopico, ma Addis Abeba non riconosce questi accordi.

Iraq-Ambiente

Un lago artificiale nel centro dell’Iraq si è ritirato a causa della siccità e del blocco delle acque dei fiumi affluenti che provengono dal confine con l’Iran. “Il Lago Hamreen, nella provincia di Diyali, si è ridotto ad una pozzanghera”, ha affermato un responsabile del Ministero dell’Irrigazione. Molte attività agricole e di allevamento sono fallite a causa della desertificazione e mancanza di acqua. L’Iraq è uno tra i primi 5 paesi al mondo colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici.

Iraq-Cultura

Il poeta iracheno Mudhaffar Nawwab è morto all’età di 88 anni. Era esule nell’emirato di Sharija. Tutta la cultura araba è in lutto per la perdita di una grande voce rivoluzionaria, che è stata sempre in difesa degli strati più deboli della società. Nato a Baghdad nel 1934 in una famiglia colta, si è iscritto giovanissimo al Patito Comunista. Per le sue poesie è stato condannato, negli anni sessanta, alla pena capitale, trasformata poi in ergastolo, ma è riuscito a fuggire dalla cella scavando un tunnel fino all’esterno delle mura del carcere. Ha vissuto in clandestinità e poi in esilio a Beirut, Damasco ed altre città arabe ed europee. È tornato in Iraq nel 2011, per poi andarsene non soddisfatto delle condizioni nelle quali era ridotto il paese dopo l’occupazione statunitense.  Il regime di Saddam Hossein aveva tentato di ucciderlo ad Atene, nel 1981, ma l’agguato era fallito. Ha ottenuto il passaporto libico e la residenza a Tripoli per diversi anni, ma la sua ribellione contro tutte le dittature lo hanno riportato a vivere in eterno pellegrinare. Il suo linguaggio poetico è molto diretto, messo al servizio della rivoluzione contro i tiranni. In una sua poesia diffusissima, intitolata Al-Quds (Gerusalemme) ha chiamato i capi di Stato arabi con l’appellativo: “Figli di puttana”. Il premier iracheno, Al-Kadhimi, ha inviato un aereo militare per riportare in patria il suo feretro, per essere sepolto a Baghdad con funerali di Stato.Per ascoltare la poesia declamata dal poeta, in arabo    

Approfondimento

Masafer Yatta: la storia degli 8 villaggi palestinesi da demolire

e degli oltre mille abitanti da cacciare dalle loro terre

Echi dalla stampa araba n. 15

a cura di Francesca Martino

In questa rubrica riprendiamo in sintesi, ma fedelmente, opinioni, commenti ed editoriali apparsi sulla stampa araba, che valutiamo siano di un certo interesse per il lettore italiano.

La pubblicazione non significa affatto la condivisione delle idee espresse.

Il Sudan sull’orlo del collasso

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