Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

26 giugno 2022.

Rassegna anno III/n. 176

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122 giorni di guerra. Missili su Kiev. Mosca fornirà alla Bielorussia missili capaci di portare testata nucleare. Secondo il New York Times: “In Ucraina operano le forze speciali di paesi Nato”.

26 giugno 1996 inizio del massacro nel carcere di Beni Selim, Tripoli, concluso tre giorni dopo con 1270 detenuti uccisi a colpi di mitra nelle loro celle.

Continua lo sciopero della fame solidale a staffetta per chiedere la liberazione di #AlaaAbdelFattah, attivista egiziano leader delle rivolte di piazza Tahrir, da 85 giorni in sciopero della fame nelle carceri di Al-Sissi. Anche la sorella, Mouna Seif, ha iniziato 14 giorni fa lo sciopero della fame permanente.

In Italia, oggi digiuna Elena Chiti.

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Titoli

Palestina Occupata: Un altro minorenne palestinese ucciso dalle pallottole israeliane.

Iran: “Riprenderanno presto le trattative di Vienna”

Iraq: Terzo lancio di razzi Katiuscia contro un campo di produzione dii gas nel Kurdistan.

Giordania: Re Abdallah II ammette che il valzer diplomatico mira a creare una NATO mediorientale tra Israele e paesi arabi contro l’Iran.

Tunisia: Quarta settimana di sciopero dei giudici.

Marocco: 24 vittime uccise nella repressione dei migranti alla frontiera di Melilla.

Le notizie

Palestina Occupata

Un altro giovane palestinese ucciso per mano dei soldati israeliani. Mohammed Saher (16 anni) della cittadina di Selwan è stato colpito venerdì da una pallottola, durante le manifestazioni contro la confisca delle terre a favore dei coloni. Dopo il suo ferimento è stato arrestato e portato via da un’auto militare. Sabato mattina l’ufficiale di collegamento israeliano con l’autorità nazionale ha comunicato la morte del ragazzo. Il suo corpo non è stato ancora consegnato alla famiglia. Nella giornata di venerdì, 130 palestinesi sono rimasti feriti durante le manifestazioni contro la colonizzazione ebraica delle terre a Gerusalemme est e nella Cisgiordania.

Iran

Sia l’Iran, sia l’Unione Europea hanno annunciato la ripresa nei prossimi giorni delle trattative sul nucleare a Vienna. Alla conclusione della visita del responsabile della politica estera europea a Teheran, in una conferenza congiunta con il ministro degli esteri iraniano, Borrell ha affermato che le trattative riprenderanno presto. Lo stesso ha ribadito Abdel-Nahian, invitando gli Stati Uniti ad aver “un approccio realistico”. Le trattative erano ferme dallo scorso marzo, quando Washington ha rifiutato di cancellare le sanzioni contro le Guardie della Rivoluzione.

Iraq

Un lancio di razzi Katiuscia ha colpito il campo petrolifero per la produzione di gas a Khormour, nel Kurdistan iracheno. È il terzo attacco in pochi giorni. L’attacco ha causato un incendio colossale, ma non ha causato vittime. Nessuno dei tre casi di lancio di razzi è stato rivendicato e le autorità non sono riuscite a individuare le rampe di lancio. Il giacimento di gas si trova tra Kirkuk e Suleimanie. Dallo scorso aprile sono frequenti questi attacchi contro gli impianti petroliferi nel Kurdistan. In aprile è stata colpita la più grande raffineria a nord ovest di Erbil, capoluogo della regione autonoma curda.  

Giordania

Re Abdallah II ha rilasciato un’intervista ad una rete televisiva statunitense nella quale espone in modo molto chiaro l’obiettivo dei giri di visite e incontri che interessano le diplomazie arabe e Israele nell’ultima fase, alla vigilia del viaggio di Biden in Medio Oriente. Il monarca giordano ha espresso senza giri di parole che è il primo sostenitore di una nuova alleanza militare in Medio Oriente, parallela alla struttura della NATO. La funzione di una simile alleanza sarebbe il contenimento dell’Iran. Nessun capo di Stato arabo ha mai parlato così chiaramente su un tema così delicato come quello di un’alleanza militare con Israele, mentre le terre palestinesi sono ancora occupate e il popolo palestinese represso e sottomesso in un regime di Apartheid. Un patto militare che favorisce Tel Aviv, mette in pericolo i paesi arabi del Golfo ed innesca una corsa agli armamenti che toglierà fondi ai programmi sociali e di sviluppo.

Tunisia

I giudici sono entrati nella quarta settimana di sciopero contro le misure intraprese dal presidente della repubblica, Saied. All’inizio di giugno, il presidente ha licenziato 57 giudici con accuse di corruzione e di occultamento di documenti in cause di anti-terrorismo. L’adesione allo sciopero non è compatta e molti processi si sono tenuti regolarmente. Il vertice della magistratura ha deciso la sospensione dello stipendio a chi sciopera. La procura inquirente non ha subito rallentamenti delle attività di contrasto alla criminalità. La presidenza ed i sindacati dei giudici si accusano a vicenda di agire per fini politici.

Marocco

È salito a 24 il numero delle vittime tra i migranti che hanno tentato di scavalcare la rete di confine dell’enclave di Melilla. In un primo momento, venerdì, la polizia ha parlato di 5 morti, ma poi ha aggiornato il dato ad una cifra drammatica di 24 persone uccise, durante la repressione scatenata dalla polizia marocchina, per impedire il passaggio dei migranti in territorio spagnolo. La polizia imputa le morti alla calca, ma immagini pubblicate sui social mostrano la dura repressione con manganelli e lacrimogeni. Secondo fonti della polizia di frontiera spagnola, circa 1500 migranti, in prevalenza dell’Africa subsahariana, si sono avvicinati venerdì alla rete per scavalcarla, ma sono stati bloccati dalla polizia marocchina. Soltanto 130 di loro sono riusciti a raggiungere il territorio spagnolo.

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1 commento

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