Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

28 luglio 2022.

Rassegna anno III/n. 208

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Sono trascorsi 154 giorni di guerra. Attacco missilistico russo nella regione di Kiev. Mosca avverte che se missili USA colpiranno territorio russo, la risposta sarà all’altezza. Blinken ha telefonato a Lavrov. La chiusura dei rubinetti del gas russo divide i governi della UE.

Con oggi Alaa Abdel Fattah sarebbe in sciopero della fame da 118 giorni, nel carcere di Wadi Natroun. Il condizionale è d’obbligo, perché di Alaa non si hanno più notizie dal 16 luglio. È di quel giorno la lettera scritta di suo pugno e consegnata dalle autorità carcerarie alla madre. Di Alaa non si sa nulla da 12 giorni, malgrado che la sua cella sia videosorvegliata 24 ore al giorno. Una guerra psicologica del regime poliziesco egiziano contro la famiglia. È una sparizione forzata, per la seconda volta, ed all’interno di struttura carceraria. In Italia dal 28 maggio è in corso un digiuno solidale a staffetta per chiedere la sua liberazione.

Appello della redazione di Anbamed ai lettori ed ascoltatori di aderire alla staffetta solidale di sciopero della fame per un giorno.

Oggi digiuna: Paolo Pignocchi, di Amnesty International Italia – Coordinamento Europa – Circoscrizione Marche.

Per maggiori info: http://www.invisiblearabs.com

Il 30 giugno, Anbamed ha spento la seconda candelina. Due anni fa è iniziata questa maratona dell’informazione quotidiana sul Grande Vicino Oriente. Puntuale, completa e senza interruzioni. Agli abbonati del 2022 andranno due quadri donati da Silvia Lotti e Giuseppe Di Giacinto.

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I titoli

Iraq: Migliaia di seguaci di Sadr hanno invaso il Parlamento.

Somalia: Tre attentati ad ovest di Mogadiscio rivendicati dal movimento Shebab.

Sudan: Civili armati attaccano le manifestazioni di protesta.

Palestina Occupata: Israele nega i trasferimenti per cure a centinaia di bambini di Gaza.

Iran: Teheran vince la battaglia legale in Grecia contro il sequestro di una nave petroliera iraniana.

Turchia: Quattro razzi Katiuscia contro il consolato turco a Mosul.

Le notizie

Iraq

Migliaia di seguaci del predicatore Mouqtada Sadr hanno invaso la zona verde di Baghdad e occupato il Parlamento. Un gesto di protesta contro la candidatura alla carica di primo ministro di Mohammed Soudani, appartenente alla corrente sciita che nelle ultime elezioni era risultata perdente. Una dimostrazione di forza che è un messaggio politico forte ed allo stesso tempo pericoloso, perché innesca nella dialettica parlamentare l’uso della forza, che in Iraq significa il ricorso alle armi. La spartizione delle cariche istituzionali in Iraq, voluta dagli invasori statunitensi ai tempi del governatore Bremer, assegna la carica di primo ministro alla corrente sciita, il presidente federale a quella curda e il presidente del Parlamento ai sunniti. Dalle elezioni dello scorso ottobre, il sistema politico è bloccato e non è stato possibile trovare un accordo sulla nomina del primo ministro, per il boicottaggio dei partiti sciiti filo iraniani. Una minoranza che impedisce la regolarità delle sedute del legislativo per mancanza di numero legale (i due terzi dei seggi). L’occupazione del Parlamento si è conclusa senza scontri, in seguito all’ordine dello stesso Sadr rivolto ai suoi seguaci di ritirarsi. Sabato si terrà la seduta per il voto sulla nomina del nuovo primo ministro e si teme uno scenario simile alla rivolta in Srilanka.

Somalia

Tre esplosioni nella regione ad ovest di Mogadiscio hanno causato l’uccisione di 22 persone, tra i quali il sindaco di Merca, a 90 km ad ovest della capitale. Un attentatore suicida, con addosso una cintura esplosiva, è entrato nel Municipio e si è fatto esplodere. Un altro attentato è avvenuto in un mercato popolare con una mina nascosta nel terreno. La terza esplosione invece è avvenuta in una casa, mentre due miliziani del movimento Shebab stavano maneggiando del materiale esplosivo e sono rimasti dilaniati. I jihadisti Shebab hanno rivendicato gli attentati. La Somalia è entrata in una fase di instabilità dopo l’elezione di un nuovo presidente e la nomina di un governo, che si sono impegnati in una battaglia contro il terrorismo jihadista. Nei giorni scorsi sono state svolte due operazioni antiterrorismo che hanno portato all’uccisione di decine di miliziani.

Sudan

Le proteste in Sudan entrano in una fase nuova. Durante le manifestazioni di ieri, gruppi ignoti di armati hanno attaccato il corteo con coltelli e pistole ed hanno attentato alla vita di uno dei leader del movimento. Si è salvato soltanto grazie all’intervento della sua guardia del corpo, che ha ricevuto nella schiena la coltellata ed è rimasto ferito. Le forze di sicurezza stranamente avevano abbandonato precedentemente la zona. La manifestazione era indetta contro le violenze interetniche che hanno sconvolto nelle scorse settimane diverse località sudanesi, dal Darfur alla regione del Nilo Blu, con centinaia di vittime. Il disegno criminale dei golpisti è quello di far degenerare la rivolta, che si è tenuta per nove mesi nel solco del pacifismo e della nonviolenza, verso una deriva armata, sfruttando i discorsi dell’odio e le infiltrazioni di provocatori.

Palestina Occupata

L’assedio israeliano contro Gaza è criminale. Lo denuncia l’associazione israeliana Medici per i Diritti Umani. Il caso analizzato è il rifiuto delle autorità militari di Tel Aviv ad autorizzare il trasferimento, verso gli ospedali della Cisgiordania, dei minori malati che non è possibile curarli nella Striscia. “Questi casi di rifiuto hanno visto un’impennata nel 2021 rispetto al 2020”, sostiene l’associazione, che ha analizzato i dati ufficiali ottenuti dagli stessi uffici dell’esercito sulla base della legge di trasparenza e diritto di accesso ai dati. I casi di rifiuto sono passati, infatti, in un anno, da 347 (il 17% del totale) a 812 (il 32%).

Iran

Un tribunale greco ha accettato il ricorso di Teheran e ha ordinato alle autorità portuali di rilasciare la nave iraniana sequestrata e di riportare le quantità di petrolio trasferite negli Stati Uniti, per effetto delle sanzioni. La vicenda della nave sequestrata ha creato molta tensione tra Teheran ed Atene e, per ritorsione, le guardie della rivoluzione hanno sequestrato nel Golfo due navi greche. Il tribunale greco non ha riconosciuto l’universalità giuridica delle sanzioni statunitensi e ha bocciato il fermo della nave iraniana in un porto greco. Se l’ambasciata USA e il governo di Atene non faranno ricorso all’Alta Corte, la nave iraniana sarà ricaricata del petrolio sequestrato e proseguirà il suo viaggio, probabilmente verso la Siria.

Turchia

Il consolato turco a Mosul, in Iraq, è stato fatto segno di 4 razzi Katiuscia, senza causare vittime. Nessuna rivendicazione, ma il dito è puntato contro le milizie sciite filo iraniane che si battono da tempo contro l’occupazione turca di basi militari in territorio iracheno. Il grave sviluppo fa seguito alla strage avvenuta a Dahuk, nel Kurdistan, dopo un bombardamento per il quale Baghdad accusa le truppe turche. Il governo di Ankara ha chiesto a quello iracheno di garantire la protezione necessaria alla missione diplomatica e di aprire un’inchiesta per individuare gli aggressori.  

Finestra sulle RiveArabe – 3

Da Tripoli alla Mecca, viaggio nel deserto dei sentimenti

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1 commento

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