Sai chi sono?

I libri di Fatima Sharafeddine dedicati all’età d’oro della scienza araba

Questa è la quarta puntata della rubrica “Finestra sulle Rive Arabe”, a cura di un gruppo di arabisti. Il gruppo RiveArabe (www.rivearabe.com) è un sodalizio di studiosi e cultori del mondo arabo. Il coordinamento del lavoro tra il gruppo RiveArabe e la redazione Anbamed è a cura della professora Jolanda Guardi. 

di Alessandra Amorello

Fatima Sharafeddine è una delle autrici più interessanti nel panorama contemporaneo della letteratura araba per l’infanzia. Nata a Beirut nel 1966, ha pubblicato diverse opere spaziando dalla letteratura per i più piccoli, fino ai romanzi per giovani adulti. L’autrice ha contribuito in modo significativo al rilancio della letteratura per l’infanzia nel mondo arabo, forgiando opere dal carattere innovativo su tematiche riconducibili alla tradizione, arricchendone i contenuti con uno stile di scrittura genuino e coinvolgente.

Tra le sue opere un posto a parte spetta alla raccolta dal titolo “هل تعرف من أنا؟” (Sai chi sono?), dedicata ai grandi personaggi storici della cultura arabo-islamica. I libri sono editi in Italia da Gallucci per la collana italo araba Gallucci Kalimat nata in collaborazione con la premiata casa editrice degli Emirati Arabi Uniti, Kalimat Group,a cui fanno capo le opere in lingua originale. La casa editrice emiratina è stata fondata nel 2007 da Bodour Al Qasimi, figlia dell’Emiro di Sharjah, da anni impegnata nel mondo dell’editoria regionale e globale, concorrendo in modo determinante alla crescita della qualità della produzione letteraria. La collaborazione con Gallucci nasce nell’ottica di favorire il dialogo tra i bambini del Mediterraneo e le diverse culture.

Della raccolta Sai chi sono? (Grandi Personaggi in lingua italiana) fanno parte quattro libri, in cui la scrittrice libanese racconta la storia di personalità vissute all’epoca di quelle dinastie di governanti lungimiranti che sostennero attività scientifiche e culturali, partecipando al grande sviluppo della cultura araba tra l’VIII e il XV secolo.

I libri sono tradotti da alcune fra le più prestigiose traduttrici di lingua araba.

Avicenna / Ibn Sina tradotto da Elisabetta Bartuli e pubblicato nel 2018. 

“Tutti mi chiamano Avicenna, ma il mio nome per intero è Abu ‘Ali al-Husayn ibn `Abd Allah ibn al-Hassan ibn ‘Ali ibn Sina”[1]. Nato più di mille anni fa ad Afshana, in Persia, è considerato un filosofo, scienziato e medico tra i più illustri d’Oriente.

Sfogliando le pagine scopriamo in che modo Avicenna si accosta allo studio del corpo umano e della medicina, mettendo a punto vari anestetici da somministrare ai malati durante gli interventi. Avicenna ha redatto al-Qānūn fī al-Ṭibb (Il canone della medicina), il trattato di medicina più importante del medioevo.   


Averroè / Ibn Rushd, tradotto da Francesca Maria Corrao e pubblicato nel 2019.

“Tutti mi chiamano Averroè, ma il mio nome per intero è Muhammad ibn Ahmad ibn Muhammad ibn Ahmad Ibn Rushd”[2]. Nato nel 1126 a Cordova, in Andalusia, è considerato l’intellettuale musulmano che più ha influenzato il pensiero europeo.

Averroè ha scritto il trattato Kulliyyāṭ at-ṭibb (Principi generali di medicina) e si è interessato di astronomia, conducendo diversi studi sull’argomento. Si è occupato anche di filosofia, affermando che non vi è alcun conflitto tra religione e filosofia, e analizzando le opere di Aristotele, delle cui teorie era un fervido sostenitore.

Ibn khaldoun, tradotto da Isabella Camera d’Afflitto e pubblicato nel 2019.

“Tutti mi chiamano Ibn Khaldun, ma il mio nome per intero è Abd al-Rahman ibn Muhammad ibn Khaldun”[3]. Nato a Tunisi nel 1332, è considerato un importante precursore nei campi della storiografia, della sociologia e dell’economia.

Ibn Khaldoun è autore del libro Tarikh Al-alam (La storia del mondo). In Egitto ha lavorato come maestro di diritto malikita e cadì, ed era molto attivo in politica. Può considerarsi il fondatore della storiografia poiché è stato il primo erudito a studiare la storia come materia scientifica, analizzandone gli eventi e ricercandone le cause. Ha elaborato inoltre diverse teorie nel campo della sociologia delle scienze economiche e della pedagogia.


Ibn Battouta[4], tradotto da Claudia Maria Tresso e pubblicato nel 2022.

“Tutti mi chiamano Ibn Battuta, ma il mio nome per intero è Abu ‘Abd Allah Muhammad ibn ‘Abd Allah ibn Muhammad ibn Ibrahim al-Lawati al-Tanji[5]”. Nato a Tangeri, in Marocco, nel 1304. È considerato uno dei più grandi viaggiatori di tutti i tempi e per questo è conosciuto anche come “il Marco Polo arabo”.

Il viaggio inizia con una bellissima illustrazione in seconda e terza di copertina raffigurante i Paesi del mondo allora conosciuto. La cartina indica le città in cui il viaggiatore ha soggiornato: La Mecca, Gerusalemme, Isfahan, Shiraz, Baghdad, Bassora. In groppa a un cammello è arrivato in Yemen per proseguire via mare verso l’Africa orientale. Ha visitato anche la Turchia, l’India, la Cina e l’Africa nera. Ibn Battouta ha registrato su un diario le informazioni raccolte nel corso dei suoi viaggi, che poi sono state tramandate ai posteri sotto forma di un testo chiamato al-Riḥla (Il viaggio).

I libri sono illustrati dall’artista iraniano Hassan Amekan.

Nel 2020 per Kalimat Group è uscito il volume su Ibn Majed, uno degli esperti di oceanografia e astronomia più importanti del mondo, ma quest’ultimo libro non è ancora stato tradotto in italiano.

Ciascuna opera che fa parte di questa collana rispetta uno stile ben preciso: dall’incipit alla fine, la storia degli scienziati è rivelata con un linguaggio semplice e diretto e la scrittura in prima persona permette di catapultare il lettore direttamente nella vita di questi notabili, ripercorrendone le tappe fondamentali. Così ci si ritrova in Iran, a Cordoba, nel Maghreb e in Asia travolti da un turbine di emozioni sullo sfondo di illustrazioni evocative.

La raccolta mira a far luce sull’ingente contributo dato dalla civiltà arabo-islamica al progresso scientifico europeo, in un’ottica pluriculturale. Nella storiografia occidentale ci si riferisce all’epoca medioevale, emblema del declino dell’impero romano, come il periodo “più buio” in cui il sapere viene accantonato per lasciare spazio all’oscurantismo religioso. Tuttavia, riesaminando la situazione geopolitica dell’epoca, quando in Europa imperversavano le invasioni barbariche, dall’altro lato del mondo si operava una rivoluzione culturale inaugurata a Damasco, dalla dinastia degli Omayyadi, fino al periodo di massimo splendore degli Abbasidi a Baghdad.

Gli arabi hanno spaziato in diversi campi del sapere, dall’ambito scientifico matematico all’ambito filosofico-letterario. Avicenna, oltre a essere un grande filosofo, era uno studioso di matematica, astronomia e medicina. Dopo di lui Averroè, che è considerato uno dei più influenti filosofi musulmani del Medioevo, anche lui coltivava la medicina, la matematica; era un giudice e giurisperito arabo di Cordoba, nella Spagna islamica (Al-Andalus) dove gli Arabi governarono per otto secoli.

È soprattutto con la dinastia degli Abbasidi che prende avvio il periodo più importante dell’epopea islamica, sia dal punto di vista delle conquiste militari, sia dal punto di vista economico e culturale. La capitale si sposta da Damasco a Baghdad e qui alla fine dell’VIII viene fondata dal califfo Harun al-Rashid la Bait al hikma, la Casa della Sapienza, poi ampliata durante il regno del figlio Al-Ma’mun. La Casa della Sapienza diviene il fulcro di una serie di attività culturali e soprattutto della trasmissione del sapere greco ed ellenistico, che avviene grazie a eruditi musulmani attraverso un importante lavoro di traduzione delle opere dei filosofi greci antichi e tardo-antichi.

In quella scuola si sono formati studiosi del calibro di Mohammed Bin Musa Al-Khawarizmi (770-840), l’inventore dell’algebra dal cui nome deriva il termine “algoritmo”.

Nel ripercorrere le vite di questi grandi personaggi l’autrice crea un ponte tra presente e passato, rivolgendosi alle nuove generazioni allo scopo
di gettar luce su un patrimonio culturale che non tutti conoscono.

“Ho deciso di creare questa collana quando ho saputo che la materia “Storia della scienza araba” era stata eliminata dai programmi scolastici del mio paese”, spiega l’autrice a Rive Arabe durante un’intervista a gennaio 2022. “Questo fatto mi ha turbata perché bambini e ragazzi non avrebbero avuto la possibilità di conoscere questi grandi personaggi storici. La serie “Sai chi sono?” mira a colmare questa lacuna. Personaggi come Avicenna, Averroè o Ibn Khaldoun hanno gettato le basi di scienze e arti come la medicina, l’astronomia, l’architettura, la matematica, la fisica, la chimica, ecc. Hanno influenzato lo sviluppo di queste discipline in tutto il mondo nel corso della storia. Tutti devono conoscerli, soprattutto i bambini, che stanno iniziando il loro viaggio nella vita”.

I libri sui grandi personaggi offrono una lettura interessante che, se guidata da un docente, può diventare un valido strumento didattico in ambito scolastico, in particolare nelle classi multietniche e multiculturali della scuola primaria e secondaria di primo grado. I testi si prestano ad attività laboratoriali e concorrono a potenziare la competenza plurilingue e pluriculturale[6], nell’ottica dello sviluppo dell’educazione permanente. Nel fruire il testo bilingue, il bambino o la bambina impara a riconoscere che esistono differenti sistemi linguistici e culturali, apprende l’eredità tramandataci dalla civiltà arabo-islamica nel Medioevo e diviene consapevole delle varietà culturali. Perseguendo la scia del costruttivismo sociale[7], si può affermare che lavorare sull’intercultura mira a trasformare il discente in un agente sociale[8] in grado di “mediare” e costruire ponti tra le culture.


[1] Fatima Sharafeddine, Avicenna, Gallucci Editore, Roma, 2018, traduzione di Elisabetta Bartuli.

[2] Fatima Sharafeddine, Averroè, Gallucci Editore, Roma, 2019, traduzione di Francesca Maria Corrao.

[3] Fatima Sharafeddine, Ibn Khaldoun, Gallucci Editore, Roma, 2019, traduzione di Isabella Camera d’Afflitto.

[4] Nel 2013 dell’autrice è stato pubblicato in Italia per Rizzoli l’albo illustrato dal titolo Il favoloso viaggio di Ibn Battuta con i disegni di Intilaq Mohamamd Ali e la traduzione di Randa Ghazy. La versione originale è edita da Kalimat Group.

[5] Fatima Sharafeddine, Ibn Battouta, Gallucci Editore, Roma, 2019, traduzione di Claudia Maria Tresso.

[6] CONSIGLIO D’EUROPA 2002, Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione, Traduzione di Franca Quartapelle e Daniela Bertocchi, La Nuova Italia Oxford, Milano 2002, p. 205.

[7] https://www.academia.edu/8906476/Constructivist_Theories

[8] COUNCIL OF EUROPE 2020, CEFR Companion volume with new descriptors, https://www.coe.int/en/web/common-european-framework-reference-languages, p. 103

==================================================================

L’autrice

Fatima Sharafeddine è un’autrice e traduttrice libanese che vive tra Beirut e Bruxelles. Ha vinto numerosi premi, tra cui il Bologna Ragazzi New Horizons Award con Lisanak Hisanak (scioglilingua) nel 2016; per ben tre volte è stata nominata per il prestigioso Astrid Lindgren Memorial Award nel 2010, nel 2011 e nel 2016.

Ha scritto e pubblicato oltre 120 libri, fra cui testi dedicati alla prima infanzia, libri per ragazzi e romanzi per giovani adulti. Le sue operesono state tradotte in diverse lingue, in Italia sono edite da Gallucci per la collana Gallucci Kalimat.

Per approfondire:

Alessandro Bausani, L’Islam, Garzanti, Milano, 1999;

Leonardo Capezzone, La trasmissione del sapere nell’Islam medievale, Jouvence, Roma 1998;

Leonardo Capezzone, Medioevo arabo. Una storia dell’Islam medievale (VII-XV secolo), Mondadori Università, Milano, 2016;

Albert Hourani, Storia dei popoli arabi. Da Maometto ai nostri giorni, Mondadori, Milano 1998, traduzione e cura di Vermondo Brugnatelli;

Chevalier Dominique, Miquel André, Gli Arabi dal Messaggio alla storia, Salerno Editrice, Roma, 1998;

Miguel Cruz Hernandez, Storia del pensiero nel mondo islamico, Paideia, Brescia, 1999;

Cristina D’Ancona (a cura di), Storia della filosofia nell’Islam medievale, Einaudi, Torino, 2005.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.