Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

1° settembre 2022.

Rassegna anno III/n. 239

Per informazioni e contatti, manda un messaggio: anbamedaps@gmail.com

Per ascoltare l’audio:                                                         

Le vignette sono QUI

Sono passati 189 giorni di guerra russa in Ucraina.

Alaa Abdel Fattah ha iniziato lo sciopero della fame il 2 aprile, nel carcere egiziano di Wadi Natroun. In Italia dal 28 maggio è in corso un digiuno solidale a staffetta per chiedere la sua liberazione.

Oggi digiuna ancora una volta, in solidarietà, Paolo Pignocchi, di Amnesty International Italia – Coordinamento Europa – Circoscrizione Marche.

Appello della redazione di Anbamed ai lettori ed ascoltatori di aderire alla staffetta solidale di sciopero della fame per un giorno.

Per maggiori info: http://www.invisiblearabs.com

La collega Anna Polo dell’agenzia Pressenza, che ha lanciato la nostra notizia di ieri sulla condanna in Arabia Saudita di una donna a 45 anni di reclusione, ci ha fatto notare che l’associazione che ha denunciato la condanna si chiama Democracy for the Arab World Now (DAWN) e non Democracy Now! La ringraziamo per la correzione e ci scusiamo con i lettori.

Il 30 giugno, Anbamed ha spento la seconda candelina. Due anni fa è iniziata questa maratona dell’informazione quotidiana sul Grande Vicino Oriente. Puntuale, completa e senza interruzioni. Agli abbonati del 2022 andranno due quadri donati da Silvia Lotti e Giuseppe Di Giacinto.

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Il rapporto delle donazioni dal 1° al 31 agosto ci dice che sono state raccolte 320 € (- 150 € rispetto al mese precedente). Grazie per la sensibilità e l’impegno a coloro che hanno risposto al nostro appello.

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I titoli

Siria: Raids aerei israeliani sugli aeroporti di Aleppo e Damasco.

Sudan: Un morto per la repressione delle proteste contro il golpe.

Palestina Occupata: Il prigioniero politico Awawdeh ha sospeso lo sciopero della fame dopo 172 giorni.

Iraq: Tornata la calma, ma non si intravvede una soluzione politica.

Palestina Occupata/Gaza: il blocco israeliano di Gaza penalizza pesantemente il servizio sanitario.

Afghanistan: Taliban festeggia il “giorno della libertà” con una parata dei mezzi militari conquistati alla Nato.

Le notizie

Siria

Un bombardamento aereo israeliano ha colpito l’aeroporto internazionale di Damasco, poche ore dopo aver colpito quello di Aleppo. Non ci sono informazioni sulle vittime e i danni. Attivisti locali ad Aleppo hanno informato di esplosioni nell’area dell’aeroporto dopo il lancio di 4 missili israeliani, provenienti dallo spazio aereo libanese. Aggressioni continue che non trovano né una risposta militare siriana, né una condanna diplomatica internazionale. L’ultimo raid di Tel Aviv sul territorio siriano risale ad una settimana fa, il 25 agosto quando è stata colpita la provincia di Hama.  

Sudan

Un manifestante è stato ucciso ieri a Khartoum. È stato colpito in testa da una pallottola e il suo corpo a terra è stato schiacciato da un veicolo militare in corsa. È l’ennesimo crimine dei generali golpisti che dominano il Sudan dal 25 ottobre 2021. In Sudan non sono mai cessate le manifestazioni di protesta contro il golpe, ma il grido di libertà dei sudanesi democratici non trova ascolto nelle cancellerie arabe e internazionali. Secondo il sito Africa ExPress, militari italiani addestrano le unità di pronto intervento, gli ex Janjaweed tristemente noti per i massacri in Darfur, che svolgono il principale compito di soffocare le proteste nelle piazze sudanesi. Dalla data del colpo di Stato sono stati uccisi 117 manifestanti pacifici.

Palestina Occupata

172 giorni di sciopero della fame nelle carceri israeliane. Sono quelle trascorse da Khalil Awawdeh, 40 anni, per protesta contro il suo arresto amministrativo dal dicembre scorso, senza accuse e senza processo. Ieri, la famiglia ha annunciato che il prigioniero ha deciso di sospendere lo sciopero. La sua avvocata, Ahlam Haddad, ha raggiunto un accordo scritto con il comando militare israeliano della Cisgiordania per la sua liberazione il prossimo 2 ottobre. La Corte suprema israeliana aveva respinto due giorni fa il ricorso che ne chiedeva la liberazione a causa del pericolo per la sua vita. Una sentenza disumana che non ha suscitato nessuna reazione della stampa internazionale. Awawdeh rimarrà fino al 2 ottobre in ospedale per le cure necessarie al recupero delle sue condizioni fisiche. Dalle foto pubblicate sulla stampa palestinese e israeliana si constata l’estrema debilitazione, ridotto praticamente ad uno scheletro.

Iraq

Una calma relativa regna in Iraq dopo i violenti scontri a Baghdad e in molte altre città tra i seguaci del predicatore Mouqtada Sadr e i sostenitori delle altre forze sciite filo iraniane inquadrati nelle milizie di Hashd Shaabi. L’Alta Corte Costituzionale ha rinviato ancora il responso sulla richiesta di scioglimento del Parlamento, avanzata dal movimento Sayiroun guidato dall’imam ribelle. L’impasse istituzionale ruota attorno all’impossibilità di convocare il Parlamento per la mancanza del numero legale (I due terzi) e la riluttanza dei deputati di abbandonare le poltrone.

Palestina Occupata

Il ministero della salute palestinese ha pubblicato un rapporto sugli effetti dell’embargo israeliano contro il sistema sanitario della striscia. “Mancano il 40% delle medicine essenziali, il 32% del materiale di consumo degli ospedali e il 60% delle apparecchiature diagnostiche e forniture per i laboratori di analisi e banche del sangue”. Molte casi di malati gravi soggetti a cancro o malattie del cuore non trovano cure a Gaza e devono recarsi all’estero per curarsi, ma non ottengono il permesso di transito per raggiungere la Giordania.

Afghanistan

Tre morti e sette feriti nell’esplosione a Kabul di un’auto imbottita di tritolo, poco dopo la conclusione dei festeggiamenti del movimento taliban per la vittoria sulle truppe statunitensi di un anno fa. Lo hanno pubblicato alcuni siti social afghani e poi confermato dalla stessa polizia. Il governo di Kabul ha commemorato quella che chiama la “giornata della libertà” con una parata militare nella base di Baghram, facendo sfilare le armi conquistate dalle truppe della Nato  (Vedi la galleria di immagini). Alla cerimonia hanno assistito gli ambasciatori di Cina, Pakistan e Iran.

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1 commento

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