Il 15 maggio del 2017, un’inchiesta esclusiva dell’Espresso ha rivelato le responsabilità documentate delle autorità italiane nel naufragio di una barca carica di diverse centinaia di profughi siriani, partita da un porto libico, Zuwara. Lo scaricabarile tra la Marina italiana e quella maltese ha lasciato per ore i profughi in balia alle onde. La barca si rovesciò e morirono 268 persone tra i quali 60 bambini. I documenti audio delle telefonate dei profughi alle due Guardie costiere sono una testimonianza di disumanità.

L’inchiesta è stata svolta dal giornalista Fabrizio Gatti, noto per le sue inchieste sui temi dell’emigrazione/immigrazione

https://espresso.repubblica.it/protagonisti/fabrizio_gatti/

5 giorni fa il sito Pressenza ha pubblicato un articolo di Fulvo Vassallo Paleologo

https://www.pressenza.com/it/2022/10/nessun-responsabile-per-la-strage-dei-bambini-dell11-ottobre-2013/#:~:text=06.10.22%20%2D-,Fulvio%20Vassallo%20Paleologo,-(Foto%20di%20Medici

Secondo il portale, il Procura di Roma ha avanzato la richiesta di assoluzione dei due ufficiali imputati nel processo per il “naufragio dei bambini”, tra Lampedusa e Malta, dell’11 ottobre del 2013 in cui morirono 268 persone tra cui 60 minori. Sul processo incombe anche lo spettro della prescrizione, che potrebbe verificarsi tra pochi giorni.

Ecco il testo integrale del documentato e ben argomentato articolo:

https://www.pressenza.com/it/2022/10/nessun-responsabile-per-la-strage-dei-bambini-dell11-ottobre-2013/

Questo invece quant scrive il portale del settimanale l’Espresso in corredo all’inchiesta con video:

Nave Libra, il pattugliatore della Marina italiana, è ad appena un’ora e mezzo di navigazione da un barcone carico di famiglie siriane che sta affondando. Ma per cinque ore viene lasciata in attesa senza ordini. Il pomeriggio dell’11 ottobre 2013 i comandi militari italiani sono preoccupati di dover poi trasferire i profughi sulla costa più vicina. Così non mettono a disposizione la loro unità, nonostante le numerose telefonate di soccorso e la formale e ripetuta richiesta delle Forze armate maltesi di poter dare istruzioni alla nave italiana perché intervenga. Il peschereccio, partito dalla Libia con almeno 480 persone, sta imbarcando acqua: era stato colpito dalle raffiche di mitra di miliziani che su una motovedetta volevano rapinare o sequestrare i passeggeri, quasi tutti medici siriani. Quel pomeriggio la Libra è tra le 19 e le 10 miglia dal barcone. Lampedusa è a 61 miglia. Ma la sala operativa di Roma della Guardia costiera ordina ai profughi di rivolgersi a Malta che è molto più lontana, a 118 miglia. Dopo cinque ore di attesa e di inutili solleciti da parte delle autorità maltesi ai colleghi italiani, il barcone si rovescia. Muoiono 268 persone, tra cui 60 bambini. In questo videoracconto “Il naufragio dei bambini”, L’Espresso ricostruisce la strage: con immagini inedite, le telefonate mai ascoltate prima tra le Forze armate di Malta e la Guardia costiera italiana, e le strazianti richieste di soccorso partite dal peschereccio. In quattro anni, dopo le denunce dei sopravvissuti, nessuna Procura italiana ha portato a termine le indagini.

Lo scorso 20 settembre, il collega Fabrizio Gatti pubblica un articolo su Today dal titolo: Naufragio dei bambini, annegarono in 60: il processo contro la Marina rischia di finire nel nulla

https://www.today.it/attualita/naufragio-bambini-processo-marina.html

1 commento

  1. […] 11 ottobre 2013: così l’Italia ha lasciato annegare 60 bambini siriani. […]

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