Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Per ascoltare l’audio di oggi, 21 ottobre 2023:

Rassegna anno IV/n. 293 (1180)

Per informazioni e contatti, manda un messaggio:

anbamedaps@gmail.com

Le vignette sono QUI

Sostieni Anbamed

Basta un click

Le donazioni nel mese di settembre sono state sei, per un valore di 260 € (- 440 € rispetto al mese di agosto). Un calo inatteso che ci mette in difficoltà operative per la copertura delle spese. Suoniamo la sveglia ai lettori in letargo.

Tutte le indicazioni per versare un contributo si trovano in fondo a questa newsletter e nel sito (ecco il link). Puoi contribuire usando PayPal

Le notizie:

Genocidio a Gaza

Il numero dei morti a Gaza alla mezzanotte di ieri ha superato i 4200 ed i feriti 13.000. Uno sterminio di massa.

La Mezzaluna rossa palestinese ha ricevuto l’ultimatum dall’esercito israeliano di evacuare l’ospedale di Al-Quds a Gaza. È una minaccia di bombardarlo. Nell’ospedale sono ricoverati circa 400 feriti e nei suoi dintorni hanno trovato rifugio 12 mila persone. È annunciato un altro massacro criminale come quello compiuto contro l’ospedale Al-Ahly con 500 morti. “La comunità internazionale – si appella le Mezzaluna rossa – deve intervenire per fermare la mano degli assassini”. Sono 7 gli ospedali a Gaza che hanno cessato l’attività o per i bombardamenti o per la mancanza di elettricità e materiale sanitario.

L’UNRWA ha chiesto l’evacuazione di 6 scuole dagli sfollati nel timore di essere bombardati. L’ente internazionale non ha rivelato se ha ricevuto una minaccia dall’esercito israeliano. Ieri, due operatori dell’Onu sono rimasti uccisi in un bombardamento israeliano su Khan Younis.

I bombardamenti israeliani sono incessanti. Nella notte e nelle prime ore di oggi sabato, fino al momento in cui scriviamo, sono morte 53 persone in diversi campi e città di Gaza, da Jebalia a Khan Younis.

La Chiesa ortodossa è stata bombardata ieri dai caccia israeliani. È stato colpito un refettorio del complesso cristiano che ospitava centinaia di sfollati. Sono 17 i morti oltre a decine di feriti e dispersi ancora sotto le macerie.

Due ostaggi, una donna e sua figlia, di nazionalità USA sono state rilasciate da Hamas e consegnate alla CRI, con la mediazione del Qatar; sono state già consegnate all’esercito israeliano.

Gli aiuti alla popolazione di Gaza sono ancora fermi al valico di Rafah, a causa dei bombardamenti israeliani nella zona. Dovrebbero passare entro oggi 20 camion di aiuti.

Amnesty International ha documentato i crimini di guerra israeliani a Gaza. Dal titolo “Prove schiaccianti su crimini di guerra”, l’organizzazione scrive: Mentre le forze israeliane continuano a intensificare il loro assalto devastante alla Striscia di Gaza occupata, Amnesty International ha documentato attacchi illegali israeliani – compresi attacchi indiscriminati – che hanno causato massicce perdite civili e che devono essere indagati come crimini di guerra”. (Per leggere il rapporto, in italiano).

Cisgiordania e Gerusalemme est

Continuano le offensive dell’esercito israeliano contro le città palestinesi, per soffocare la rivolta della popolazione contro l’occupazione. 13 morti nel campo di Nour Shams nel nord della Cisgiordania. L’operazione è durata 30 ore ed ha richiesto attacchi aerei e con droni. Nella valle del Giordano, un rastrellamento ad Aqba Jabr vicino ad Ariha (Gerico) ha causato la morte di un giovane colpito da una pallottola, durante la demolizione di una casa.

Rastrellamenti anche a Nablus e vicino a Ramallah dove si sono avute due vittime.

Il numero dei morti palestinesi in Cisgiordania dall’inizio delle operazioni su Gaza è salito a 84 persone. Il numero degli arrestati ha superato mille attivisti.

A queste azioni militari contro i civili disarmati, si aggiunge una odiosa pratica provocatoria, quella di impedire la preghiera collettiva del venerdì alla moschea di Al-Aqsa ed ammettere l’ingresso dei coloni ebrei nel luogo di culto musulmano. Le destre in Israele lavorano per trasformare il conflitto in guerra di religione più funzionale alla loro narrazione.

Libano

Si intensificano gli scontri a distanza tra i miliziani di Hezbollah e l’esercito israeliano. Teatro degli scambi di artiglieria sono le zone libanesi di Kfar Shuba e Fattorie di Shabaa, nel settore orientale del confine. L’esercito israeliano ha annunciato l’uccisione di un ufficiale durante gli scontri con un gruppo di miliziani infiltrato nella regione centrale del confine.

Un giornalista libanese è rimasto ucciso dai soldati israeliani mentre stava seguendo, insieme ad un gruppo di 8 giornalisti ed operatori, gli scontri sul confine. L’Unifil ha dichiarato che l’esercito libanese ha chiesto il loro intervento per salvare il gruppo di giornalisti intrappolati nella zona, ma i soldati israeliani, hanno continuato a sparare non permettendo un corridoio sicuro per il passaggio in una zona protetta. 

Iraq e Siria

Obiettivi militari statunitensi in Iraq e Siria sono stati oggetto di attacchi con droni e razzi. La base militare USA in Siria di Al-Tanf, al confine con la Giordania, è stata bersagliata da tre droni, che però non hanno causato né danni né vittime. Il giacimento petrolifero Conoco, nel nord est della Siria è stato colpito con un razzo, provocando un colossale incendio. Dietro queste operazioni ci sono sicuramente le milizie iraniane filo governative.

Palestinesi in Israele

Centinaia di arresti tra i cittadini israeliani di origine palestinese. Sono accusati di aver scritto post a favore della popolazione di Gaza. Abbiamo raccontato nella newsletter di ieri l’altro la vicenda della cantante Dalal Abu Amneh (QUI), arrestata per aver postato una preghiera invocando la misericordia divina. Alcuni tra gli arrestati avevano semplicemente messo un “mi piace” a dei contenuti di solidarietà con Gaza. Haaretz scrive che “lo stato d’emergenza rende fertile il terreno in Israele per operazioni di limitazioni delle libertà individuali ed in particolar modo il diritto alla libertà di espressione”. Molti altri sono stati licenziati oppure espulsi dalle università, soltanto perché sono arabi dissidenti sulla politica del governo delle destre nei confronti delle popolazioni di Gaza e Cisgiordania.

Un caso a sé rappresentano i palestinesi della Cisgiordania e di Gaza impiegati con permessi regolari in Israele. Sono 139 mila lavoratori. Molti di loro hanno denunciato angherie dalle forze di sicurezza e attacchi dai coloni. Migliaia sono stati deportati e 4000 imprigionati senza un motivo, secondo i dati raccolti dal sindacato dei lavoratori palestinesi. Un lavoratore originario di Gaza deportato il 14 ottobre in Cisgiordania ha raccontato ad Anbamed di aver subito una truffa dai coloni, prima di essere espulso dalla polizia israeliana e consegnato ad un posto di blocco vicino a Jenin. Aveva letto un annuncio per la ricerca di personale agricolo e quando si è presentato nella colonia ebraica è stato malmenato e derubato di tutto quel che aveva con sé di soldi e il cellulare. È finita tragicamente invece l’avventura del ritorno verso Gaza di 4 lavoratori. Sono rimasti uccisi in un agguato dei soldati, mentre stavano tornando a piedi a Gaza; i soldati hanno finto di aver ucciso dei miliziani di Hamas, depositando vicino ai loro corpi un mitra. Qui la notizia e qui puoi vedere il video.  

Un capitolo a sé è quello dei detenuti politici palestinesi. Fares Gaddoura, presidente del Comitato per la difesa dei detenuti, con sede a Ramallah, ha denunciato che dal 7 ottobre sono stati registrati atti di violenza, maltrattamenti, privazione di cibo e acqua, interruzione dell’elettricità e cancellazione dell’ora d’aria. Sono direttive emanate dall’esercito già lo stesso giorno del 7 ottobre. Inoltre sono state sospese tutte le visite degli avvocati ai loro assistiti e sono state rinviate tutte le sedute nei tribunali per decidere sui casi di arresti amministrativi in scadenza. “Non succede un fatto simile di vendetta contro i detenuti dal 1967”, ha concluso Gaaddoura.

Egitto

La “Conferenza di pace a Gaza” convocata dal presidente egiziana Al-Sissi arranca. Pochi capi di Stato e di governo sono presenti oggi al Cairo, e molti paesi saranno assenti. L’UE sta trattando sul comunicato finale, nel tentativo di escludere ogni riferimento al riconoscimento di uno Stato palestinese. Colpevole ipocrisia. Probabilmente il presidente della Commissione Michel non potrà arrivare da Washington, dove ha partecipato al vertice USA-UE sulla crisi in corso per il sostegno politico e militare ad Israele e ridurre la questione palestinese ad una vicenda umanitaria.

Al Cairo si sono svolte diverse manifestazioni, ma all’interno delle moschee, per il vigente divieto di assembramenti. La più grande iniziativa si è tenuta nella moschea di Al-Azhar. Un gruppo di cittadini si è recato a piazza Tahrir dopo aver sentito il presidente Al-Sissi accennare a un’iniziativa in tal senso. Si sono radunate diverse migliaia di persone, sorvegliate da centinaia di agenti in borghese, che le hanno dissuase con inviti ad allontanarsi. 47 manifestanti sono stati arrestati, secondo il sito Mada Misr.

Giordania

Il Forum nazionale di solidarietà con Gaza ha invitato ieri ad una mobilitazione di massa con la parola d’ordine: “aprite i confini e cancellate gli accordi”. Le forze di sicurezza e l’esercito hanno chiuso tutte le strade che portano da Amman verso i confini con i territori palestinesi occupati e Israele.  

Solidarietà con Gaza

Si sono svolte in tutto il mondo manifestazione di solidarietà con il popolo palestinese e per chiedere un cessate il fuoco immediato. Da Nouakchot, in Mauritania, a Coopenhagen, passando per Tripoli e Tunisi e fino all’asia in Malesia e nel cuore dell’Europa (Parigi e Londra), che ha scoperto la mania del divieto selettivo della libertà d’espressione: sì alle iniziative a favore di Israele, no a quelle pro Palestina.

La più clamorosa espressione del dissenso alla politica USA in M.O è stata messa in scena al Consiglio per i diritti umani dell’ONU, a Ginevra. Molti delegati hanno rivolto la schiena alla rappresentante statunitense mentre leggeva il suo intervento, in segno di protesta contro la posizione di Washington su Gaza.

Diplomazia

Il PE ha votato una mozione che definisce la guerra israeliana contro Gaza con il termine: “crisi umanitaria”. Complici del massacro! L’intervento della deputata Clare Daly che denuncia l’obbrobrio lo trovate qui (in inglese)

Notizie dal Mondo

Sono passati 19 mesi e 26 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

Sostenete Anbamed!

Novità: potete pagare le vostre donazioni anche tramite PayPal

Le donazioni sono deducibili dalle tasse.

Dal 2 febbraio 2023, l’associazione “Anbamed, aps per la Multiculturalità” è registrata nel RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) nell’elenco delle associazioni di promozione sociale. Questo significa che tutte le donazioni versate sui conti correnti di Anbamed nel 2023 saranno deducibili dalle tasse dei donatori (nella dichiarazione dei redditi 2024) e si potrà destinare il 5 per mille (sempre nella dichiarazione 2024).

Questa maratona dell’informazione quotidiana sul Grande Vicino Oriente continua “puntuale, completa e senza interruzioni”, come l’ha definita un collega e, quindi, merita il vostro sostegno.

Questa rassegna sopravvive grazie ai contributi dei suoi lettori e ascoltatori

Ecco i dati per il versamento:

Associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità

Iban: IT33U0891382490000000500793               

Oppure: tramite PayPal

Se continuiamo a tenere vivo questo spazio è merito tuo/vostro. Anche un piccolo contributo per noi significa molto.

Torna/te presto a leggerci ed ascoltarci!

1 commento

  1. […] [Anbamed]1180-21 ottobre ’21 [Anbamed]1179-20 ottobre ’23 [Anbamed]1178-19 ottobre ’23 [Anbamed]1177-18 ottobre ’23 [Anbamed]1176-17 ottobre ’23 [Anbamed]1175-16 ottobre ’23 [Anbamed]1174-15 ottobre ’23 [Anbamed]1173-14 ottobre ’23 [Anbamed]1172-13 ottobre ’23 PAROLE (senza voce) [Anbamed]1171-12 ottobre ’23 [Anbamed]1170-11 ottobre ’23 [Anbamed]1169 -10 ottobre ’23 Editoriale: ipocrisia e cecità di Europa e USA Percorsi di nonviolenza [Anbamed]1168-09 ottobre ’23 [Anbamed]1167-08 ottobre ’23 […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *