Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Per ascoltare l’audio di oggi, 24 ottobre 2023:

Rassegna anno IV/n. 296 (1183)

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Le notizie:

Appello

Decine di firme sono cominciate ad arrivare in redazione sull’appello che abbiamo lanciato ieri. Potete aderire, scrivendo alla redazione. L’elenco dei sottoscrittori dell’appello sarà pubblicato a partire da domani, in fondo all’appello, nella pagina del nostro sito: qui.

Il testo è stato tradotto in arabo ed inviato agli interessati ed ai media.

Eccone il testo:

Appello

della redazione di “Anbamed, notizie dal sud est del Mediterraneo”, per il cessate il fuoco a Gaza

e per il rilascio di tutti i prigionieri civili nelle mani

di Hamas e Jiahd Islamica

Gli orrori della guerra a Gaza hanno superato ogni limite e le principali vittime sono le popolazioni civili innocenti, israeliane e palestinesi.

Oltre 1400 israeliani e 5000 palestinesi sono morti e altre migliaia di feriti o dispersi.

Sappiamo che sono in corso trattative per un’azione umanitaria, annunciata da diversi mediatori e dalle parti in causa, per il rilascio dei prigionieri di guerra.  

Diciamo basta morti!

  • Cessate-il-fuoco immediato e rispetto per i diritti umani.
  • Ci preme in particolare rivolgere un appello accorato e sentito ai capi di Hamas e di Jihad Islamica, per il rilascio immediato e senza condizioni di tutti i prigionieri civili nelle loro mani.

Tra di loro abbiamo un’amica della pace e della fratellanza fra i due popoli, Vivian Silver, che all’inizio di ottobre è stata tra le promotrici della marcia per la Pace di donne israeliane e palestinesi a Gerusalemme.

Invitiamo tutte le comunità arabe e musulmane e tutti gli intellettuali arabi e musulmani in Italia di affermare il valore superiore della vita umana e rilanciare un appello comune per un cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri civili e l’apertura di un vero processo di pace giusta, verso la soluzione dei due Stati.

Non c’è pace senza giustizia!

Italia, 23 ottobre 2023

Per la redazione Anbamed

Farid Adly

Per aderire a questo appello, scrivere mail to: anbamedaps@gmail.com

Genocidio a Gaza

Una mattanza israeliana a Gaza. Oltre 5000 i morti in 17 giorni di bombardamenti, duemila dei quali bambini. Oltre 15 mila i feriti. La maggior parte degli ospedali sono fuori uso, per la mancanza di elettricità, carburante e medicine. Bombardato un ospedale a Khan Younis. Una testimonianza sulla situazione di ieri dalla volontaria di Fonti di Pace, dal valico di Rafah, al confine con l’Egitto: QUI.

Ucciso il giornalista palestinese, Rushdi Sarraj, in un bombardamento israeliano. È il 13esimo giornalista palestinese ucciso a Gaza dall’inizio dell’aggressione israeliana. Riccardo Noury, di Amnesty International, scrive in suo ricordo: Roshdi era un fotoreporter di talento, regista e co-fondatore di “Ain Media”, un collettivo indipendente di fotografi e registi palestinesi con sede nella Striscia di Gaza.

Lo scorso anno aveva lavorato con Amnesty International per realizzare questo cortometraggio: https://www.youtube.com/watch?v=DmyRPzqhIC4.

Roshdi lascia sua moglie, Shurouq, sua figlia di un anno, Dania, e innumerevoli amici e colleghi che continueranno a essere ispirati dal suo esempio e dal suo impegno per la verità, la giustizia e la speranza”.

Due ostaggi donne rilasciate al valico di Rafah in seguito ad una mediazione egitto-qatariota. Un video messaggio di Brigate Qassam e poi la conferma egiziana e della Croce rossa internazionale. Secondo la versione di Brigate Qassam “dovevano essere liberate sabato per ragioni umanitarie e senza contropartite, ma l’esercito israeliano ha rifiutato”. Le due donne hanno già attraversato il valico di Rafah ieri sera e si trovano in un ospedale egiziano per ricevere le necessarie cure.

Il terzo convoglio umanitario ha attraversato il valico di Rafah dall’Egitto verso Gaza. Le condizioni poste dall’esercito israeliano sono quelle di dirigere gli aiuti verso il sud della Striscia e minaccia di bombardare qualsiasi convoglio in direzione di Gaza City. Si palesa appieno il piano di cacciare i palestinesi verso il confine egiziano per svuotare tutta la striscia di Gaza nel tentativo di imporre una sostituzione etnica, come è stato rivelato in un documento pubblicato dall’Istituto israeliano di ricerche e studi strategici per la sicurezza nazionale, sui vantaggi di finanziare un accordo con il Cairo per il trasferimento dei 2,4 milioni di gazzawi in Sinai. Con un investimento di 5-8 miliardi di dollari, da fornire all’Egitto come risarcimento, – dicono gli esperti israeliani – si potranno realizzare progetti turistici a Gaza e prendere possesso dei giacimenti di gas al largo della Striscia. Ora è l’occasione propizia per realizzare questo piano con la popolazione in fuga dalle bombe. La popolazione di Gaza rappresenta il 2% di quella egiziana e aggiungere 2 milioni di richiedenti asilo, ai 10 milioni di arabi residenti in Egitto, non cambia molto il panorama, concludono gli strateghi della sostituzione etnica.

Cisgiordania e Gerusalemme est

Operazioni di rastrellamento all’alba di oggi martedì a Betelmme, El-Khalil, Qalqilia, Ramallah e Salfit. Sono stati arrestati in totale 40 attivisti palestinesi che si sono battuti pacificamente contro l’occupazione della loro terra.

In un carcere israeliano è morto ieri il detenuto palestinese Omar Daraghmeh, arrestato lo scorso 9 ottobre. Il Comitato per i detenuti politici di Ramallah ha informato che “durante la seduta di conferma dell’arresto amministrativo (in video conferenza), il detenuto è apparso in buone condizioni. La sua morte è il risultato delle torture subite. Si teme per la vita del figlio, anche lui arrestato in un rastrellamento a Tobas nello stesso giorno”. Un gruppo di coloni che si firma sul web “Cacciatori nazisti 2023” ha pubblicato nella propria piattaforma la foto di Daraghmeh con sotto il commento: “Un altro fatto fuori”.  

Libano

Ogni giorno si complica ulteriormente la situazione al fronte libano-israeliano. Lo scambio di artiglieria e razzi ed i conseguenti bombardamenti aerei israeliani sui villaggi di confine stanno aumentando di intensità. 20 mila libanesi sono stati sfollati a causa della tensione nel Libano meridionale. Molte colonie israeliane in alta Galilea sono state evacuate. È in preparazione una guerra. L’esercito israeliano ha comunicato di aver intercettato droni provenienti dal Libano nei cieli di Acri e Haifa.

La Croce rossa libanese ha comunicato di aver trasportato un morto e 4 feriti in seguito ad un bombardamento israeliano nei pressi di Kfar Shuba. Tutti civili appartenenti ad una comunità agricola. Nelle comunicazioni dell’esercito israeliano, invece, si parla spesso e soltanto di cellule di Hezbollah colpite.

Siria

Il Comando statunitense in Siria ha reso noto che due droni sono stati abbattuti sulla base di Al-Tanf, al confine con la Giordania. Queste azioni di disturbo in Siria, come in Iraq, sono all’origine della mobilitazione statunitense di ingenti forze militari da convogliare verso l’est del Mediterraneo e nel Golfo. Washington è così invischiata in questa guerra da dover spedire truppe e esperti militari in Israele. La tattica militare USA ha convinto Tel Aviv a ritardare l’offensiva di terra a Gaza, fino al completamento delle movimentazioni di truppe statunitensi nella regione.  

Solidarietà con Gaza

Malgrado le restrizioni al diritto di manifestare a favore della Palestina in molti paesi europei, le mobilitazioni finora realizzate sono oceaniche. Le immagini che giungono da Parigi, Londra e Berlino (dove ci sono stati tentativi di limitare il diritto all’espressione) sono eloquenti: la pace ha una sola lingua: “stop alle armi!”. Molte di queste immagini non compaiono sui principali media, per non disturbare il mantra del pensiero unico: “Palestinesi=terrorismo”. Ultima di queste manifestazioni oceaniche è avvenuta a Sarajevo. In Italia, lo scorso fine settimana è stato caratterizzato da migliaia di iniziative locali in sostengo al popolo di Gaza sotto le bombe e si sta lavorando alla manifestazione nazionale a Roma per il giorno 28 ottobre.

Cultura

Il nuovo maccartismo atlantico. La britannica BBC e la statunitense NPR hanno cancellato programmi e pubblicità per eventi e presentazioni di un libro di uno scrittore Israel-americano, Nathan Thrall, che vive a Gerusalemme. Un romanzo che mischia fiction con la realtà vissuta di un padre palestinese, alla ricerca di capire dove era finito il corpo di suo figlio di 5 anni, dopo un incidente stradale che ha coinvolto i passeggeri di un autobus. Il libro di intitola “Un giorno di vita di Abed Salameh. Anatomia di una tragedia gerosolomitana”. L’autore descrive nel libro le peripezie burocratiche e di sicurezza alle quali è costretto Salameh, soltanto perché abita dalla parte sbagliata del muro di divisione attorno a Gerusalemme. Un romanzo tratto dalla cronaca della vita vissuta della popolazione di Gerusalemme e descrive senza ipocrisia la realtà di discriminazione contro i palestinesi. Ma come si sa la verità fa male, in questi tempi dell’informazione armata. In un’intervista al Guardian, Thrall sostiene che “c’è di fatto un’intolleranza nei confronti di ogni narrazione che descrive la realtà di vita dei palestinesi sotto l’occupazione israeliana”. (Vedi il twit dell’autore, in inglese)

Notizie dal Mondo

Sono passati 19 mesi e 29 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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