Per ascoltare l’audio di oggi, 13 aprile 2024:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno V/n. 102 (1353)

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Le notizie

Genocidio a Gaza

Nella giornata di ieri l’esercito israeliano ha continuato a compiere i suoi crimini contro la popolazione civile: 8 stragi con 89 uccisi e 120 feriti. Non è una guerra Israele-Hamas come vuole la propaganda di Tel Aviv e delle cancellerie e media sostenitori. È un’aggressione contro la popolazione civile. Il totale delle vittime ha superato le 120 mila persone, tra uccisi, feriti e dispersi.

Ospedali nel mirino

Israele vieta l’ingresso di materiale medico essenziale per le operazioni chirurgiche. La denuncia arriva dalla Commissione ONU per la popolazione e lo sviluppo che aveva fornito aiuti sanitari rimasti bloccati nel Sinai egiziano. “Se in un camion gli ispettori israeliani trovano una scatola di forbici chirurgiche, tutto il camion viene respinto”, ha detto il portavoce.  

L’OMS ha denunciato che ci sono 10 mila feriti gravi a Gaza che hanno bisogno di cure all’estero. Il sistema sanitario locale, ridotto a brandelli dai bombardamenti israeliani, non è capace di curarli.

Giornalisti sotto attacco

Un gruppo di giornalisti è stato attaccato per ben due volte dall’artiglieria israeliana nel campo di Nuseirat, nel centro della Striscia, mentre stavano compiendo il loro dovere. Ad uno di loro, Sami Shahada, è stata amputata una gamba. Altri due sono rimasti feriti. L’attacco non è casuale, perché il gruppo stava coprendo un’operazione militare dell’esercito e le coordinate della loro postazione erano note alle truppe. L’esercito israeliano non ha mai autorizzato l’ingresso di giornalisti indipendenti ed ha preso di mira quelli palestinesi che operano da Gaza per testate internazionali. Sono oltre 140 i giornalisti uccisi a Gaza dall’inizio dell’aggressione israeliana nello scorso ottobre.  

Cisgiordania e Gerusalemme est

Un palestinese ucciso dai coloni ebrei israeliani vicino a Ramallah. Le incursioni dei coloni armati, sostenuti dall’esercito, sono avvenute dopo la sparizione ieri di un colono, che finora non è stato rintracciato.

Due militanti palestinesi sono stati uccisi e altri feriti a Tobas, in un attacco dell’esercito. Invasione delle truppe nel campo profughi e poi un drone ha lanciato un missile contro un’auto uccidendo due persone. All’arrivo delle ambulanze per soccorrere i feriti, i soldati hanno sequestrato il mezzo e arrestato soccorritori e feriti.

Israele

L’ex premier israeliano Olmert è stato chiaro nel denunciare i piani militari di questa guerra: “Questo governo Netanyahu-BinGvir-Smotrich vuole la guerra della fine del mondo”. L’escalation con l’Iran sta spaventando tutte le diplomazie e l’opinione pubblica interna israeliana si sta rendendo conto del pericolo che l’estensione della guerra potrebbe avere conseguenze gravi. “Sarà la guerra in casa e non ai confini”, ha detto un analista tv israeliano. L’allarme ha portato alla cancellazione di voli aerei e al consiglio di molti governi ai propri cittadini di non recarsi in Israele, Libano e Iran. La mobilitazione delle navi da guerra statunitensi al largo delle coste israeliane non abbassa il livello del pericolo, ma lo aumenta. Lo stesso Biden ha dichiarato che la risposta iraniana è imminente. La stampa USA sostiene che sarà un attacco sia diretto dall’Iran, sia per procura tramite le milizie alleate in Libano, Iraq e Yemen.

Germania complice genocidio

Una seconda denuncia è stata presentata alla magistratura tedesca contro il governo di Berlino, per le esportazioni di armi ad Israele. Un gruppo di 5 cittadini gazzawi, sostenuti da un’equipe di avvocati e il supporto del Comitato euromediterraneo per i diritti costituzionali e umani, hanno avanzato la richiesta di bloccare le esportazioni future. Il portavoce del Comitato ha affermato che oggetto della denuncia è la decisione del governo tedesco di fornire l’esercito israeliano di 3 mila obici anti-carro. “C’è un’altra richiesta in corso di approvazione per 10 mila obici che bisogna assolutamente fermare”, ha aggiunto. È stato provato con reperti e testimonianze che queste armi sono state utilizzate non in una guerra tra eserciti, ma per colpire auto e case civili, uccidendo persone innocenti.

Il governo tedesco è sotto accusa all’Aja per complicità nel genocidio in corso a Gaza, in seguito alla denuncia del Nicaragua. Va ricordato che Berlino aveva venduto in passato a Tel Aviv due sommergibili a propulsione nucleare capaci di lanciare missili con testate atomiche.

Giordania

Ancora manifestazioni in Giordania contro la guerra israeliana a Gaza e con richiesta di rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele. Dopo la preghiera del venerdì migliaia di fedeli si sono messi in marcia, guardati a vista dalla polizia che non è intervenuta. La loro meta come tutte le volte è la sede diplomatica israeliana, di fatto senza personale dall’inizio dell’attacco a Gaza.

Migranti

In Tunisia torna la tensione a Sfax tra gruppi di migranti nigeriani e della Costa d’Avorio e anche con la popolazione della periferia. L’anno scorso scontri simili erano nati nel centro della città e gli immigrati sono stati cacciati dalla polizia dopo l’occupazione di spazi pubblici e frizioni con i commercianti. A scatenare la repressione vi era il grave incidente che aveva visto l’assassinio di un giovane tunisino, accoltellato in una baruffa con un gruppo di ivoriani.

Sudan

Riprenderanno a Gedda i negoziati sudanesi con la partecipazione di Egitto e Emirati arabi uniti. La data non è stata ancora fissata, ma si parla di un primo incontro entro il mese di aprile, ad un anno esatto dall’inizio della guerra tra i due generali golpisti, Burhan e Hamidati, che precedentemente si erano alleati contro la componente politica civile, nel colpo di Stato del 2020.

A gennaio di quest’anno si erano svolti incontri segreti tra l’esercito e le milizie, a Bahrein, voluti dal Cairo e Abu Dhabi, i maggiori sostenitori delle due parti. Lo scorso marzo, il consiglio di Sicurezza dell’ONU aveva approvato una risoluzione per un cessate il fuoco durante il mese di Ramadan, ma nessuna delle due parti lo aveva rispettato.

Libia

Scontri tra milizie, a Tripoli, la notte tra giovedì e venerdì, in piena festa di Ied Fitr, la festa della fine del digiuno islamico. Non ci sono stati morti, ma soltanto feriti e molto spavento tra le famiglie con bambini che stavano godendosi la giornata di festività. La milizia “Stabilità” ha fermato un miliziano della “Dara” e da lì è partita la scintilla dello scontro. Tutt’e due le milizie sono ingaggiate dal governo Dbeiba, ma sono rivali nella lotta per il controllo del territorio.

Notizie dal Mondo

Sono passati due anni, un mese e 19 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Il ministero degli esteri di Mosca ha convocato l’ambasciatore francese, per protesta contro le dichiarazioni di una ministra di Parigi.

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