Per ascoltare l’audio di oggi, 28 aprile 2024:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno V/n. 116 (1367)

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Le notizie

Genocidio a Gaza

Nella giornata di ieri, i generali israeliani hanno continuato la loro opera di genocidio a Gaza. 4 stragi con 32 uccisi. Questi bombardamenti criminali hanno l’unico obiettivo di costringere Hamas a cedere sulla trattativa e di mantenere in vita il governo Netanyahu.

All’alba di oggi, una bomba, sganciata dagli aerei di Israele, ha ucciso in una palazzina di Rafah 27 persone tra i quali 15 bambini.

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Fosse comuni

La notizia delle fosse comuni all’ospedale Nasser non ha trovato spazio adeguato nei giornaloni scorta mediatica di Netanyahu. Più che alla notizia di per sé gravissima, si è interessati di più a rendere nota la dichiarazione dii estraneità dell’esercito di Tel Aviv ed alle richieste di Washington di un’inchiesta che dovrebbero svolgerla gli stessi criminali che hanno commesso il fatto. Una caduta di stile e mancata professionalità, pur di tentare di nascondere le gravi responsabilità di Israle nel genocidio in corso a Gaza.

L’Euro-Med Monitor di Ginevra la pensa diversamente e chiede in un comunicato: “Un’azione internazionale immediata per indagare sulle centinaia di fosse comuni nella Striscia di Gaza, che contengono i corpi di migliaia di vittime palestinesi dall’inizio dell’attacco militare israeliano in corso dal 7 ottobre 2023”. Le squadre sul campo di Euro-Med hanno osservato da vicino il recupero di centinaia di corpi dalle fosse comuni, alcuni dei quali sono stati trovati in diversi ospedali della Striscia di Gaza.

Il numero significativo di fosse e di corpi è preoccupante e richiede un’azione internazionale immediata, che dovrebbe includere la creazione immediata di una commissione d’inchiesta internazionale indipendente per esaminare le circostanze che hanno portato a queste fosse e alla morte delle vittime sepolte. Ciò è particolarmente importante se si considera che molte delle vittime sono state direttamente sottoposte a omicidio premeditato e a esecuzioni arbitrarie ed extragiudiziali mentre erano ammanettate. (Per maggiori info e approfondimento sul caso: Leggi qui).

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Cisgiordania e Gerusalemme est

Due giovani palestinesi assassinati a Jenin ad un posto di blocco dell’esercito israeliano. I loro corpi sono stati sequestrati dai soldati. In Cisgiordania e Gerusalemme est, il numero dei palestinesi assassinati dall’esercito e dai coloni, dall’inizio di ottobre 2023, è di 491 tra di loro 132 minori.

A Betlemme un operaio è morto asfissiato con i lacrimogeni lanciati dall’esercito israeliano all’interno del panificio dove lavorava.

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Israele

Oltre 10 mila persone hanno protestato ieri sera davanti alla sede del ministero della guerra a Tel Aviv. La polizia ha caricato i manifestanti che chiedevano una trattativa per riportare gli ostaggi a casa. Due arrestati per resistenza a pubblico ufficiale. In molte altre città israeliane si sono tenute manifestazioni di proteste che chiedono le dimissioni di Netanyahu e nuove elezioni.

Lapid, capo dell’opposizione ha dichiarato che tra le opzioni di occupare Rafah e liberare gli ostaggi con la trattativa, il governo dovrebbe seguire la seconda strada. Il giudizio di Lapid è durissimo contro Netanyahu: “è prigioniero dei partiti estremisti e tiene di più alla poltrona, che alla vita degli israeliani”.

Bin Gvir e Smotrich minacciano di lasciare il governo se Netanyahu rinuncia all’attacco di terra su Rafah.

Per aumentare la pressione su Hamas, il ministro degli esteri di Tel Aviv, Katz, ha affermato che se le trattative porteranno alla liberazione degli ostaggi, rinunceremo all’occupazione dii Rafah.

Il tallone d’Achille dell’arroganza israeliana è la sfiducia che mina il rapporto tra politici e militari. Molte fonti rivelano che sono imminenti le dimissioni del capo di Stato maggiore, Halevi. Sarebbe uno dei papabili ad un ordine di cattura internazionale della Corte Penale Internazionale ed è sicuramente uno dei responsabili del fallimento del 7 ottobre e del genocidio a Gaza.

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Trattative

La proposta egiziana spacca il governo israeliano. “C’è una maggioranza favorevole sia all’interno del governo, sia tra i capi della sicurezza, ma Netanyahu è contrario perché teme la perdita della maggioranza in caso di uscita dei ministri Bin Gvir e Smotrich dal governo”, ha sostenuto un analista della tv Canale 12. Non sono trapelate i dettagli di questa proposta, ma si sa che prevede il rilascio di un numero minore di ostaggi e quindi una durata minore del cessate il fuoco. Secondo la stampa egiziana, la proposta del Cairo mette fine alla guerra ed all’occupazione di Gaza, comprendendo nella prima fase il ritiro dei soldati di Tel Aviv dalla strada che spacca la Striscia in due zone e denominata dagli israeliani “Passaggio Netsarem”, oltre al ritorno della popolazione gazzawi alle proprie case.

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Prigionieri

Un altro video rilasciato sui canali social delle Brigate Qassam. Due ostaggi che si rivolgono alle loro famiglie di fare pressioni sul governo che “ci ha abbandonati alla nostra sorte”. Al governo chiedono di adoperarsi per una trattativa seria che porta alla loro liberazione. “La guerra porterà solo alla nostra morte, dicono, come avvenuto per altri prima di noi”. Il video è registrato due giorni prima della sua pubblicazione, perché uno degli ostaggi parla di aver passato in prigionia 202 giorni e di non aver festeggiato la Pesach, la Pasqua ebraica. “Abbiamo visto le immagini delle manifestazioni. Continuate così fino al cedimento di questi politici che si godono le festività con le loro famiglie, mentre noi siamo qua in isolamento e sotto le bombe”.

Il video è montato con dichiarazioni di Netanyahu e Gallant, che parlano della pressione militare come l’unica via atta a liberare gli ostaggi, affermazioni che vengono schernite dai due ostaggi con i loro gesti delle mani e degli occhi.

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Yemen

Abbattuto un drone Usa di ultima generazione dalla doppia funzione di spionaggio e attacco con missili. Lo hanno dichiarato i portavoce del movimento yemenita Houthi. Il drone MQ-9 sarebbe stato abbattuto dalla contraerea nei cieli della provincia di Saada. Gli Houthi hanno corredato la notizia con i video del momento della caduta del drone, pubblicati sui canali social. Il Centcom ha ammesso la perdita del drone, che “stava compiendo operazioni di ricognizione e non di attacco”.

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Solidarietà internazionale

Repressione della polizia contro la rivolta degli studenti USA che sono scesi in campo a favore di Gaza e di opposizione alla politica della Casa Bianca di totale sostegno alla guerra di Israele. A Boston, la polizia ha attaccato il presidio studentesco ed arrestato circa 100 manifestanti. L’Università di Colombia, dopo il pronunciamento giudiziario che ha liberato gli studenti arrestati, ha rinunciato alla richiesta di smantellare il presidio studentesco, ma ha impedito ai manifestanti esterni non studenti dell’ateneo di entrare. La preside dell’Università, di origine egiziana, in un impeto di sudditanza alla lobby filo israeliana, ha tentato di fare la reale più del re, permettendo alla polizia di violare il campus universitario, ma non ha accontentato i filo israeliani che continuano a chiedere le sue dimissioni e ha scontato molti professori membri della direzione dell’Università, che anche loro chiedono le sue dimissioni.  

A Londra si è tenuta la 12esima “Marcia nazionale per Gaza” che ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone tra studenti palestinesi e arabi, attivisti ebrei antisionisti, lavoratori della sanità e intellettuali. La marcia è partita dalla piazza del Parlamento e si è conclusa a Hide Park.

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Sudan

Il governo sudanese ha chiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza per discutere del sostegno militare degli Emirati arabi Uniti alle milizie di Pronto Intervento. La dichiarazione di un alto funzionario governativo – resa in anonimato – parla di “aggressione di Abu Dhabi contro il popolo sudanese, con la fornitura di armi sofisticate e personale operativo per manovrarle”. L’agenzia stampa ufficiale sudanese SUNA conferma che il rappresentante all’ONU, Hareth Idriss, “ha presentato la richiesta di convocazione, per avanzare le documentazioni sul coinvolgimento di Abu Dhabi nel sostegno militare e finanziario alle milizie ribelle”. Il ministero degli esteri EAU respinge le accuse in un comunicato pubblicato sul proprio sito. Il sostegno militare alle milizie di Hamidati arrivano tramite il confine libico sotto il controllo del generale Haftar e dalla Repubblica Centrafricana, due paesi dove la presenza dei mercenari russi della ex-Wagner è assodata e consolidata. A finanziare queste operazioni è l’industria delle cave dell’oro.

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Tunisia

In Tunisia, decine di politici, attivisti e giornalisti sono stati incarcerati dal febbraio 2023, in un procedimento noto come “cospirazione contro la sicurezza dello Stato”. Sono detenuti da più di 14 mesi, che è il periodo massimo previsto dalla legge penale tunisina per la carcerazione preventiva. Nonostante le rivendicazioni, politiche e legali, le autorità giudiziarie rifiutano di liberarli.

Il Fronte di Salvezza Nazionale (una coalizione di partiti di opposizione) ha definito questi sviluppi come pericolosi, in un comunicato diffuso sabato 27 aprile. Si afferma nel comunicato, inoltre, che sia il leader del Fronte, Johar Ben Mubarak, sia il segretario generale del Partito repubblicano, Issam. Chebbi, stanno effettuando uno sciopero della fame per protestare contro la detenzione coercitiva. Secondo la denuncia del Fronte, gli avvocati della difesa sono sottoposti ad angherie e intralci burocratici da parte delle autorità governative e giudiziarie.

Mercoledì scorso, più di 30 professori universitari e studiosi di diritto hanno chiesto la liberazione degli oppositori politici arrestati con l’accusa di “cospirato contro la sicurezza dello Stato” e hanno ritenuto che la loro detenzione per più di 14 mesi sia da considerarsi “detenzione coercitiva”.

Dal febbraio 2023, circa 40 oppositori sono stati incarcerati con l’accusa di “cospirazione contro la sicurezza interna ed esterna dello Stato” e tra gli arrestati ci sono uomini d’affari, giornalisti, attivisti della società civile e altre figure. Rashid Ghannouchi, ex presidente del parlamento tunisino e capo del movimento Ennahda, è stato condannato a un anno di prigione e deve affrontare accuse e processi senza prove concrete.

Il presidente tunisino Kais Saied, che ha monopolizzato tutti i poteri nelle proprie mani dopo quello che ha definito il movimento correttivo del 25 luglio 2021, sta utilizzando la magistratura come mezzo per reprimere l’opposizione.

I detenuti hanno intrapreso più volte lo sciopero della fame, denunciando “processi arbitrari e infondati”.

Molte organizzazioni tunisine e internazionali per i diritti umani hanno denunciato i procedimenti giudiziari contro gli oppositori e hanno chiesto che venissero bloccati, ma senza successo perché il presidente tunisino definisce ingiustamente questi oppositori come “terroristi”.

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Notizie dal Mondo

Sono passati due anni, due mesi e quattro giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. “business reputation and company image” costringono gli USA a chiedere il ritiro dei carri armati Abrams dal fonte est ucraino, a causa delle troppe perdite subite. Le immagini degli Abrams in fiamme, pubblicate dai russi sui social, fanno cattiva propaganda agli affari dei fabbricanti di morte. Anche Instagram le ha cancellate.

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