Per ascoltare l’audio di oggi, 12 maggio 2024:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno V/n. 126 (1377)

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Le notizie:

Genocidio a Gaza

Nella giornata di ieri sabato, i generali issraeliani hanno compiuto 4 stragi nei bombardamenti su Rafah, con 28 uccisi e 69 feriti. Altri morti e feriti nella notte e nelle prime ore di oggi domenica.

L’esercito continua ad emettere ordini alla popolazione civile di evacuazione di Rafah e di dirigersi verso la zona di Alnawasi, ma poi ha bombardato la strada di collegamento e gli stessi campi di tende già intensamente occupati dagli sfollati provenienti dal nord della Striscia.

Secondo le stime dell’UNRWA, dall’inizio delle operazioni militari a Rafah, 300 mila palestinesi sono stati costretti a sfollare per l’ennesima volta da Rafah e da Jebalia, dove le operazioni militari dell’esercito invasore sono state intensificate.

Un genocidio e deportazione.

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Ospedali e crisi umanitaria

Il direttore dell’ospedale europeo ha messo in guardia dall’aggravarsi della crisi degli ospedali a Rafah e in tutta la striscia di Gaza. “In mancanza di rifornimenti stabili di carburante, medicine e materiale sanitario, la vita di migliaia di malati e feriti è in pericolo”. Da quando l’esercito israeliano ha preso il controllo del valico di Rafah, nella Striscia non è entrato un solo camion di aiuti e anche le promesse di Washington, che il valico di Karam Abu Salem sarebbe stato riaperto mercoledì scorso, si sono rivelate un falso propagandistico per allentare le pressioni sul governo israeliano da parte degli organismi internazionali.

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Fosse comuni

Altri ritrovamenti di corpi ammassati in fosse comuni nell’ospedale Shifà.

80 corpi sono stati estratti da 3 fosse e altri corpi ancora in reparti chiusi e fatti demolire con i bulldozer. I corpi recuperati erano ammanettati e uccisi con un’esecuzione extragiudiziale da parte dei soldati dell’esercito israeliano durante il periodo di occupazione del complesso medico a marzo.

La protezione civile palestinese chiede alle Nazioni Unite di adoperarsi per garantire l’arrivo di rifornimenti di carburante per potere far funzionari i macchinari di scavo.

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Giornalisti nel mirino

Un altro giornalista palestinese è stato assassinato dai soldati israeliani. Il fotoreporter Bahaa Akasha è stato ucciso a Jebalia durante il bombardamento della sua casa. È il 143 giornalista ed operatore media palestinese ucciso dall’inizio di ottobre.

La casa del giornalista di Al-Jazeera, Anas Sharif, a Jebalia, è stata bombardata ieri mattina con una tale precisione che non potrebbe lasciare spazio a ipotesi sulla casualità dell’attacco. A novembre, il giornalista aveva ricevuto minacce verbali dagli ufficiali israeliani di smettere di trasmettere i servizi giornalistici e sfollare verso sud se voleva salvare la propria vita e quella dei suoi familiari. A dicembre suo padre è stato ucciso nel bombardamento della precedente casa.

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Cisgiordania e Gerusalemme est

Nel campo profughi di Balata, vicino a Nablus, i soldati israeliani hanno ucciso oggi domenica un giovane di 27 anni, Samer Rummaneh, e ferito un altro di 16 anni. I giovani hanno affrontato con le pietre le operazioni di rastrellamento israeliane e sono stati colpiti con le pallottole di guerra.

Invasione della città di Dora, nella provincia di El-Khalil, da parte dell’esercito israeliano.

Ieri, sono stati compiuti 15 arresti durante le varie operazioni di rastrellamento in Cisgiordania.

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Israele

Manifestazione a Tel Aviv per chiedere le dimissioni di Netanyahu. I famigliari degli ostaggi protestano per chiedere una trattativa ed accusano Netanyahu di proseguire l’attacco su Rafah per garantire la propria poltrona e salvarsi dai processi. La polizia ha chiuso le strade prima dell’inizio delle manifestazioni, per impedire alla protesta di raggiungere i ministeri. I familiari degli ostaggi hanno svolto una conferenza stampa davanti al ministero della guerra israeliano a Tel Aviv.

Gli abitanti delle colonie ebraiche nel Golan siriano occupato accusano il governo di averli abbandonati.  Sono ammassati da sette mesi in centri di raccolta a Tiberiade e in altre città. Hanno organizzato una loro manifestazione di protesta e chiedono l’invasione del Libano meridionale, per garantire la fine degli attacchi di Hezbollah.

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Corte di Giustizia Internazionale

La presidenza sudafricana ha chiesto alla Corte di Giustizia dell’Aja di emettere un ordine per la protezione dei civili palestinesi da un attacco israeliano in preparazione a Rafah e di garantire l’arrivo dei procuratori internazionali per le indagini sulle fosse comuni.

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Prigionieri

Un comunicato audio del portavoce di Brigate Qassam informa dell’uccisione di un prigioniero israeliano, di 51 anni, con seconda cittadinanza britannica, colpito durante un bombardamento dell’esercito invasore. “Non è stato possibile ricoverarlo, perché gli ospedali palestinesi sono stati rasi al suolo e non più operativi”.

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Conferenza Anti Apartheid

Oggi è l’ultimo giorno della Conferenza di Johannesburg contro l’Apartheid israeliano. La seduta di ieri è stata caratterizzata dall’intervento applauditissimo del leader dell’Iniziativa Nazionale palestinese, Barghouti.

La Conferenza metterà in piedi un’azione mondiale permanente contro l’Apartheid israeliano, per coordinare i lavori di opposizione alle politiche discriminatorie del governo di Tel Aviv e accrescere la pressione economica e politica, soprattutto con iniziative dal basso, come fa il movimento BDS che ha dimostrato la sua efficacia.  

Facciamo notare che nessuno dei giornaloni italiani, scorta mediatica del genocidio compiuto dal governo Netanyahu, ha pubblicato una sola riga su questa importante conferenza. Silenzio assordante.

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Movimento studenti pro Palestina

Negli Stati Uniti, sono stati arrestati dall’inizio della protesta 2400 studenti e 50 professori. Le proteste negli USA riguardano oltre 50 università e la repressione non ha domato la volontà degli studenti di chiedere la fine dell’aggressione di Netanyahu contro i civili. La richiesta principale è il blocco deglii aiuti militari e finanziari a Israele. Il tentativo di accusare il movimento con l’onta dell’antisemitismo è caduto miseramente anche per la presenza di molti studenti ebrei a capo di queste lotte e per l’intervento di personalità del mondo culturale ebraico a favore di questi movimenti.

È significativa la faziosa accusa di antisemitismo rivolta da Netanyahu al senatore Sanders, ebreo e discendente da vittime del nazismo. La sua risposta è stata eloquente: “No, signor Netanyahu. Non è antisemitismo o pro-Hamas far presente che in poco più di sei mesi il suo governo estremista ha ucciso 34 mila palestinesi e ferito oltre 77 mila, il 70 per cento dei quali donne e bambini”.

In tutto il mondo si estende la protesta degli studenti contro il genocidio a Gaza. In Spagna, ieri, a Madrid, gli studenti hanno organizzato una grande manifestazione contro la guerra. A Parigi, i manifestanti hanno condannato il doppio standard messo in campo dai governi europei e hanno chiesto un intervento diplomatico per mettere fine al genocidio a Gaza.

In GB, continua per il settimo giorno l’occupazione studentesca all’università di Cambridge. Chiedono che la direzione dell’ateneo cancelli i programmi di collaborazione con quelle israeliane e soprattutto di annullare i contratti con società israeliane che sono colluse con l’esercito di Tel Aviv. Altre manifestazioni sono state organizzate in molte città tedesche e olandesi. A Tokio, migliaia di persone sono scese in piazza per dire no alla guerra di Netanyahu.

In tutte le città italiane cresce la protesta studentesca e civile contro la guerra israeliana e per chiedere un riconoscimento dello Stato di Palestina. A Milano è stata organizzata la 30esima manifestazione di sabato a fianco del popolo palestinese. Forte partecipazione anche a Roma. È stata condannata in particolare l’astensione del governo delle destre durante il voto dell’assemblea generale dell’ONU.

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Antisemitismo contro i musulmani

In Italia vivono circa 3 milioni di musulmani, più della metà dei quali sono cittadini italiani. Mercoledì la Camera ha approvato una proposta di legge fascista che vieta le preghiere nei locali delle associazioni e centri culturali. È l’antisemitismo che rinasce dalle stesse fogne che durante il ventennio avevano inventato le leggi razziali. Vietare lo svolgimento delle preghiere collettive in locali pubblici, mentre non vengono rilasciati autorizzazioni a costruire moschee, è una legge discriminatoria ed anti costituzionale. La proposta è passata con 135 voti contro 112. Dev’essere ancora discussa al Senato.

In Germania, il ministero dell’interno ha imposto una strana regola discriminatoria per autorizzare le manifestazioni delle comunità musulmane: non separare gli uomini dalle donne. La volpe perde il pelo ma non il vizio. Negli anni trenta avevano preso di mira gli ebrei, oggi prendono di mira i musulmani.

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Siria

Tre combattenti curdi sono rimasti uccisi e altri 4 feriti nell’esplosione di autobomba nei pressi di un posto di blocco ad est di Deir Azzour. Le cellule dormienti di Daiesh alzano la testa e sfruttando le contraddizioni aperte tra le varie comunità etniche della zona, agiscono in sintonia con gli attacchi turchi.

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Tunisia

Arresti in Tunisia di attivisti per i diritti umani ed in particolare per i difensori dei diritti dei migranti. È stata arrestata tre giorni fa Saadia Misbah, presidente di Mnemty, un’organizzazione contro la discriminazione che si occupa di solidarietà con i migranti subsahariani deportati dal regime in campi di concentramento nel deserto. Anche l’ex direttore di “Tunisia terra d’asilo” è stato arrestato. Non è chiara l’accusa nei loro confronti, ma il presidente Saied in una conferenza sulle associazioni della società civile ha rilasciato dichiarazioni sbalorditive sui finanziamenti ricevuti dall’estero da queste organizzazioni.

Ieri è stata arrestata in diretta l’avvocata Sonia Dahmane. Sua colpa è quella di aver rilasciato poco prima dichiarazioni sui rifugiati, criticando la politica del governo. La polizia del regime poi ha aggredito la troupe di France24 che stava riprendendo un processo alla camera penale, abbattendo la telecamera in diretta e interrompendo la trasmissione. (vedi).

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Iraq

Il governo iracheno ha indirizzato una lettera al consiglio di Sicurezza di concludere la missione ONU in Iraq (UNAMI). “Dopo 20 anni di processo democratico nel paese, non c’è più necessità di una presenza di una commissione ONU”. Nella lettera il primo ministro Soudani chiede che la missione ONU in Iraq sia conclusa entro il 31 dicembre 2025, riducendo i suoi compiti alle questioni economiche e difesa dell’ambiente. UNAMI è stata costituita nel 2003 su richiesta del governo istituito dagli invasori statunitensi ed è stata rinnovata di anno in anno. Recentemente, i partiti iracheni hanno espresso fastidio per le interferenze della missione nelle questioni politiche interne.

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Notizie dal Mondo

Sono passati due anni, due mesi e 18 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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Approfondimenti

La spesa militare ci costa un mondo: il rapporto SIPRI QUI

[Finestra sulle Rive Arabe] Il mare nella letteratura araba contemporanea di Antonino D’esposito. QUI
  • Due anni fa l’assassinio di Shireen Abu Akileh: QUI

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1 commento

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