di Francesca Fornario * (dal suo account social)

Come non avrete sentito in apertura dei telegiornali e manco in coda, le imprese Italiane continuano a vendere armi e componenti indispensabili per la fabbricazione di armi a Israele, che quelle armi le usa per sterminare donne e bambini, sparare agli affamati in coda per il cibo, eliminare i giornalisti, cacciare dalle loro case i palestinesi. È tutto provato, l’ultimo numero di Altreconomia ricostruisce nel dettaglio le incredibili arrampicate sugli specchi del ministro Tajani, i rimpalli tra ministero degli Esteri e Agenzia delle Dogane che dipende invece da quello dei Trasporti e tu dici ok: ma essendo che Tajani e Salvini si vedono tutti i giorni non potrebbero chiarire questa incresciosa faccenda dei quintali di armi e componenti che salpano dai nostri porti verso Israele? Discutere del perché salpano quando non riescono a bloccarle gli eroici portuali che si mettono in mezzo e dicono No: noi le navi con armi non le carichiamo, non le facciamo partire, perché ove pure lo consente il contratto di lavoro di caricarle non lo consente la Costituzione, che come fonte del diritto viene un attimo prima del contratto di lavoro, e sarebbe forse il caso di adeguare il contratto di lavoro alla Costituzione?
Ovviamente sì che ne hanno parlato Tajani e Salvini ne hanno parlato fitto fitto per fare le leggi che, siccome i portuali pure se rischiano licenziamento non schiodano, bisogna che per questi portuali noi ci inventiamo una cosa peggio del licenziamento, tipo che li arrestiamo se bloccano la partenza delle navi, i porti, i cantieri delle fabbriche di armi. Ecco, buona idea Matteo, Grazie Antonio, vedi che quando vuoi un’intesa la troviamo e le liti tra la Lega e Forza Italia sono solo invenzioni giornalistiche? Noi, d’accordo con Giorgia, con Nordio, d’accordo tutti quanti siamo facciamo che ai lavoratori che bloccano la partenza delle armi con le quali si commette un genocidio, invece che dargli una medaglia, un incarico all’Onu, li arrestiamo, e quello che è un comportamento civile e benemerito lo facciamo diventare un reato. Perché? Perché questo richiede di fare chi controlla il mondo: i mercanti di armi. Una volta si diceva “Il Mercato” ma oggi il solo mercato che tira resta quello delle armi perché per comprare qualunque altra cosa nessuno ha più i soldi e quella delle armi è la sola economia che non rischia tracolli: è un sistema perfetto, infallibile, oliato nei secoli! Le armi le vendi agli stati, mica a quei pezzenti dei lavoratori! Le vendi agli stati che i soldi li trovano tassando e sottopagando i lavoratori che così diventano pezzenti. E poi gli stati – che mica è vero che lasciano fare al Mercato! Ma quale Adam Smith, lascia fare tu Adam, che qui noi Stati bisogna che facciamo e facciamo la guerra, sennò queste armi a chi le vendiamo e perché ce le compriamo? Bisogna che scateniamo le guerre che rendono necessarie nuove armi o armiamo quelle che ha scatenato qualcun altro mandando a crepare i cittadini tassati medesimi e i loro figli contro i figli di altri tartassati e se avete votato Giorgia Meloni pensando che si sarebbe messa di traverso a questo traffico essendo che, oggettivamente, alla guida della prima industria militare eruropea c’è finito l’ex presidente della Camera dei Ds e l’ex ministro del Pd e l’ex ministro 5Stelle che era pure il ministro verde e è diventato il ministro verde militare, e allora uno a una certa che è lì che viene tassato e sottopagato dice senti, proviamo, vedi mai che questa che una donna madre cristiana italiana si mette di traverso al traffico d’armi invece che mettersi di traverso ai lavoratori e ai portuali che si mettono di traverso al traffico di armi e io lo scoramento vostro lo capisco, però, ecco, scusate: ma una che fonda un partito con un mercante di armi il quale lascia il Senato per andare a presidere l’associazione di categoria dei mercanti di armi e poi lascia la presidenza dell’associazione di categoria dei mercanti di armi per fare il ministro della difesa, nemmeno un sospetto vi ha fatto venire?! Perché gli indizi c’erano tutti eh! Comunque, messi come siamo messi, tocca che almeno ci mettiamo di traverso, come fanno i portuali. Tocca sapere come stanno le cose, avere strumenti, argomenti per ribattere a quelli che ti dicono che Israele si sta difendendo (Invadendo e bombardando la Palestina e quattro paesi? Io ero rimasta che uno si difendeva a casa sua, altrimenti è un attacco, e che il miglior attacco è la difesa lo dicevano i fascisti, dicevano pure che chi picchia per primo picchia due volte). Messi come siamo messi, bisogna almeno avere argomenti per replicare a quelli che ti dicono che se c’è una guerra in corso la cosa da fare per farla cessare è armarla e se non c’è una guerra in corso lo stesso bisogna armarsi. Quindi, il mio consiglio, è di leggere quelli che se ne intendono che non sono quelli in conflitto di interessi: gli esperti di difesa al libro paga dei mercanti di armi. Chi se ne intende davvero sono quelli che stanno dalla parte di chi sta meglio in pace che in guerra, che se fosse per loro che sono il 99,9% della popolazione mondiale nessuna guerra sarebbe mai scoppiata. Tra questi, fidatevi, c’è Altreconomia, che sempre sa le cose prima e meglio e sempre sa raccontarle bene.
Questo numero è proprio imperdibile: buttate il sussidiario di Valditara, i suoi saggi tipo “L’impero romano distrutto degli immigrati” (non è satira, è lo ha scritto davvero! Giuro!) e abbonatevi a Altreconomia. L’abbonamento digitale costa quanto l’abbonamento ai mezzi ma è più affidabile dei mezzi che pure quelli, siccome i soldi servivano per comprare le armi, abbiamo tagliato le corse, le corse le faremo con i carri armati. Costa 35 euro, ma si può comprare anche il singolo numero che costa quanto un gelato ma non fa ingrassare ed è parecchio più nutriente. Ci scrivono persone che hanno a cuore le persone, le sole alle quali ci si dovrebbe affidare, invece che ai mercati d’armi al ministero. Abbonatevi, che qui l’unica arma che ci serve è uno scudo e l’unico scudo che ti protegge dalla propaganda di guerra è l’informazione. (No, io non ci scrivo ma ci leggo e rileggo). Teniamoci stretti.
