
Il progetto “scuola tenda” fin dal suo inizio, gennaio 2025, si è rivelato un’ancora di salvezza. Un progetto di sopravvivenza per i bambini e le bambine che da ottobre 2023 non possono più frequentare la scuola.
Le attività della “scuola tenda” sono iniziate nel governatorato di Deir el Balah, centro della striscia di Gaza. 40 bambini e bambine dai 6 ai 10 anni dopo oltre un anno di “non scuola”, avevano ripreso le attività educative. Lo scorso mese di febbraio, dopo la dichiarazione della tregua, oltre 600.000 civili sfollati avevano fatto ritorno al nord della striscia, tra le macerie delle loro case, in sistemazioni di fortuna, ma sulla loro terra. Molti bambini inseriti nel progetto educativo avevano seguito le famiglie e anche il nostro team di insegnanti era tornato nel nord. Si era così deciso di trasferire le attività della “scuola tenda”a Gaza City. In un edificio parzialmente danneggiato dai bombardamenti nel campo profughi di Shaty, dopo un adeguata sistemazione, aveva ripreso vita il progetto della “scuola tenda”.
Il nostro obiettivo era continuare a offrire un ambiente educativo sicuro e stabile per bambini, bambine e adolescenti. In questi mesi i bambini hanno potuto seguire lezioni di lingua araba, inglese e matematica. Disegno, recita, canto completavano le attività. Negli ultimi tre mesi, giugno-agosto, bambine-adolescenti dai 12 ai 15 anni avevano seguito attività educative, ricreative e di sostegno psicologico.
Con il primo di settembre il progetto avevo ripreso con due sessioni educative-ricreative, quattro giorni alla settimana per bambini e bambine dai 6 ai 9 anni e due giorni alla settimana per bambine-adolescenti dai 12 ai 15 anni.
L’obiettivo era di continuare a garantire loro il diritto all’istruzione, ma non solo, un aiuto ad affrontare il trauma dell’aggressione, degli sfollamenti, della distruzione in corso.
Il nostro team di insegnanti ha continuato a lavorare nella “scuola tenda” di Shaty camp fino all’intensificarsi dei bombardamenti, a metà settembre. A quel punto, è diventato impossibile proseguire le attività a causa del pericolo per i nostri bambini e per il nostro team. Siamo stati costretti ad interrompere le attività scolastiche dal 14 settembre scorso. Il nostro team, come migliaia di civili, sono sfollati nel centro della striscia di Gaza. Abbiamo perso i contatti con i bambini che erano stati inseriti nel progetto, anche loro sfollati con le famiglie.
Ma le attività non verranno sospese.
I nostri collaboratori stanno già lavorando per acquistare parte dei materiali andati distrutti, banchi, tappeti, lavagne e organizzare la “scuola tenda”, probabilmente nel campo profughi di Nuseirat.
A ottobre si torna a scuola!
Ci scrive da Gaza la nostra coordinatrice Maisa: “ C’è tutto il nostro forte impegno a proseguire il progetto nonostante le molteplici difficoltà perchè crediamo che il lavoro deve essere non solo di insegnamento e formazione, ma anche di incoraggiamento per i nostri bambini a credere che un futuro migliore li aspetta”
I pensieri di alcuni bambini:
“Spero che il genocidio finisca così potremo continuare la scuola con voi qui nel campo”
“Sono felice di poter finalmente entrare a far parte della scuola, è stato come un sogno per me”
“Finalmente sono uno studente”
In allegato immagini del nostro progetto “scuola tenda” e la distruzione a Shaty camp.
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