Per ascoltare l’audio di oggi, 30 settembre 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/268 (1870)
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Ad agosto c’è stata una crescita sensibile delle donazioni a favore di Anbamed. Dopo 3 mesi consecutivi di calo, registriamo adesso il segno positivo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 625,00 € (+ 240,00 € rispetto al precedente mese di luglio). Non solo, ma lo Stato italiano ci ha fornito la somma del 5xmille dell’anno 2024: 1711,65 euro, una cifra per noi ragguardevole. Grazie a tutti e tutte voi.
Adozioni a distanza: È stato importante anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3500 € per le adozioni e 880 euro per i pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
I carri armati assediano gli ospedali a Gaza città. Alla mezzanotte erano a 100 metri da Shifà. Interrotte tutte le comunicazioni e bombardate le case adiacenti. I soccorsi sono stati bloccati con la tecnica militare del doppio bombardamento ravvicinato nel tempo. L’avanzata dei carri armati avviene da nord e da sud, mentre da est il fronte è bloccato e le case sono sotto il tiro dell’artiglieria.
Anche sugli altri fronti, la violenza degli attacchi israeliani non ha limiti. Un bambino di 12 anni, Abdul Rahman Azzam Abu Asi, è stato ucciso da un cecchino israeliano sul corridoio che separa Rafah da Khan Younis, mentre aspettava gli aiuti.
A Khan Younis, l’ospedale Nasser è assediato dai cecchini israeliani. Un infermiere è stato colpito a morte alla testa, mentre era all’interno dell’ospedale a svolgere la sua attività di soccorso ai feriti.
Il rapporto parziale del ministero della salute informa di 50 uccisi e 184 feriti nella giornata di ieri, fino a mezzogiorno.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazion umanitaria a Gaza
L’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), ha comunicato che a Gaza City ci sono circa mezzo milione di palestinesi, intrappolati in un’area di non più di 8 chilometri quadrati, dopo che Israele ha esteso la sua offensiva di terra sulla città. Da settimane l’esercito di occupazione israeliano conduce intense operazioni terrestri per distruggere ciò che resta della città di Gaza e completarne l’occupazione. Gli attacchi su vasta scala hanno costretto quasi mezzo milione di palestinesi ad abbandonare la città. Il consulente per i media dell’UNRWA ha confermato che la carestia si è diffusa tra gli sfollati, nella Striscia di Gaza centrale e meridionale a causa del blocco israeliano, sottolineando l’urgente necessità di un cessate il fuoco immediato e dell’invio di aiuti umanitari. Ha sottolineato che decine di migliaia di sfollati dormono per strada senza tende o ripari.
Da parte sua, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) ha chiesto l’immediata evacuazione di almeno 25 neonati nelle incubatrici degli ospedali di Gaza City, che il portavoce dell’agenzia delle Nazioni Unite Ricardo Perez ha descritto come “di nuovo gli ospedali sono tornati ad essere sotto attacco”.
Piano Trump
La Casa Bianca ha pubblicato il piano di Donald Trump per Gaza in 20 punti. È il piano Netanyahu. Rilascio ostaggi subito, ma ritiro israeliano in diverse fasi e sulla base di future trattative, senza mai specificare il ritiro totale delle truppe di occupazione. Nessun ruolo per l’ANP come vuole il governo israeliano e minaccia di soluzione finale, in caso di rifiuto di Hamas. I paesi arabi si assumeranno il compito di consegna delle armi di Hamas e di pagare la ricostruzione, ma ad amministrare il tutto sarà un Consiglio presieduto dallo stesso Trump e con la partecipazione di Blair. Il colonialismo che si affaccia dalla finestra. Nessun cenno ai diritti nazionali palestinesi ad uno Stato, anzi nella conferenza stampa Trump ha affermato che comprende il rifiuto di Netanyahu della costituzione di uno Stato palestinese.
Durante l’incontro alla Casa Bianca, il presidente Usa ha chiamato il premier di Doha e gli ha espresso le scuse di Netanyahu e ha promesso che non avverrà in futuro un altro attacco israeliano contro il paese del Golfo. Durante la conferenza stampa, il ricercato internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità ha ridimenzionato le sue scuse, riducendole soltanto alla morte di un poliziotto qatariota.
In serata di ieri, una delegazione egiziana e qatariota ha consegnato ufficialmente il testo del piano Trump a Hamas in Doha. “lo studieremo, senza cedere sui nostri diritti alla resistenza ed allo stato indipendente”, ha detto un portavoce ad un emittente tv araba.
Global Somoud Flotilla

Tre navi della Flotilla hanno avuto guasti, ma sono stati superati. Un’altra, la “Jonny M” invece è stata soccorsa da una nave turca, a causa di infiltrazioni di acqua nel vano motori e i passeggeri sono stati trasferiti.
La Flotilla prosegue la navigazione verso Gaza, ma le minacce israeliane sono in agguato. La Turchia ha inviato una nave-ospedale in caso di necessità di soccorsi alle persone. Le due navi militari, italiana e spagnola, sono in navigazione a distanza e non stanno scortando il passaggio verso Gaza e probabilmente serviranno a salvare i naufraghi, vittime dell’attacco militare israeliano, oramai dato per sicuro dalle diplomazie complici del genocidio. Dalla Flotilla si dichiarano consapevoli del pericolo, ma non desistono. “Al primo segnale di alt dalla marina israeliana, ci fermeremo”, ha dichiarato la delegazione. Su certi media carta straccia, si continua a denigrare l’operazione umanitaria, parlando di altro, per nascondere le condizioni disumane nelle quali sono ridotte le popolazioni di Gaza.
L’istituto giuridico ASGI ha pubblicato uno studio che analizza la legittimità della missione GSF e il dovere dello stato italiano di difendere gli attivisti a bordo. Il documento dell’ASGI:clicca!
Il tracker della navigazione della Flotilla vi permetterà di seguire sul web la localizzazione delle barche e navi in viaggio verso le coste di Gaza e il punto esatto dell’attacco israeliano:
Esportazioni di armi
A Genova, nella scorsa notte, appena i portuali del CALP hanno saputo che la nave israeliana Zim New Zealand stava caricando dieci container di materiale esplosivo diretto a Israele, si sono precipitati al porto.
Hanno occupato il Terminal Spinelli, proclamato sciopero, si sono messi davanti al Varco Etiopia presidiato dalle Forze dell’Ordine. E da lì non si sono mossi di un passo, finché dal megafono non è arrivata la notizia: operazioni interrotte e nave israeliana costretta ad abbandonare il porto senza carico.
È la prova che fermare le armi si può, che c’è un’Italia che non si piega, che non accetta di essere complice del genocidio.
BDS
Nei mesi scorsi, in diversi Enti Pubblici di Ricerca Italiani (fino a questo momento CNR, ENEA, INAF, INFN, INGV, SZN), sono stati promossi documenti sottoscritti complessivamente da migliaia di lavoratrici e lavoratori della ricerca, per il boicottaggio delle università ed istituzioni di ricerca israeliane. Oltre 3000 firme sono state per chiederemo: 1. La rescissione immediata di tutte le collaborazioni con enti, università e aziende israeliani; 2. La sospensione della partecipazione dei nostri Enti a nuovi progetti che prevedano la presenza di enti, università e aziende israeliane; 3. Che gli EPR forniscano – ora e in futuro – informazione completa, trasparente e pubblica sulle collaborazioni attive in presenza di denunce di violazione della legalità internazionale; 4. Il potenziamento di misure di sostegno e accoglienza per studiosi/e, studentesse e studenti palestinesi presso i nostri Enti, che prevedano assistenza specifica per far fronte alle difficoltà logistiche e burocratiche dovute al contesto di guerra. Per leggere tutto il comunicato clicca!
Soldati israeliani in scuole italiane
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle società ha denunciato la lezione militarista di un soldato dell’esercito di occupazione israeliano all’interno di una scuola privata di Milano.
“Chiediamo immediatamente che le forze parlamentari sensibili a questo tema procedano con una interrogazione parlamentare per chiedere conto al governo e al ministro dell’istruzione e del merito di questa terribile propaganda di guerra nelle scuole italiane, che sebbene siano private, godono di fondi pubblici, quelli sottratti alle nostre scuole pubbliche, pluralistiche, nonviolente e antifasciste”.
Sondaggi
Ixè: “Tre italiani su quattro ritengono che quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza sia un genocidio. Il 70,6% favorevole alla Global Sumoud Flotilla. La maggioranza (il 59%) degli italiani sarebbe favorevole all’interruzione dei rapporti diplomatici con lo Stato di Israele”. Sondaggio reso noto il 26 settembre, ma non è stato pubblicato da nessuno dei giornali cosiddetti mainstream. Fonte: clicca!
Solidarietà in Italia con il popolo palestinese
- Il 2 ottobre davanti a tutti gli ospedali d’Italia, Sanitari per Gaza organizzano flash-mob per sensibilizzare sulla situazione umanitaria nella Striscia. Sarano letti i nomi dei 1677 sanitari palestinesi assassinati da Israele: clicca
- Grande partecipazione in tutta Italia alle manifestazioni avvenute in questi giorni in sostegno della Palestina e contro il genocidio a Gaza.
- Gli attivisti e le attiviste di Ultima Generazione e Piazza Palestina, a Torino e Roma, continuano uno sciopero della fame ad oltranza, a supporto della Global Sumud Flottilla e di denuncia del genocidio.
- A Milano continua dal 16 giugno il presidio in piazza Duomo dalle 18:30 alle 19:30, con flash-mob e letture di poesie.
- A Modena si terrà il 3-4-5 ottobre il premio Stefano Chiarini nella sua edizione 16esima. Sarà assegnato allo storico israeliano antisionista, Ilan Pappè. clicca
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono stati 4 mesi e 14 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, martedì 30 settembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale il 21 luglio 2025, non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.
Ieri, 29 settembre, il ministero della sanità ha lanciato un appello per la liberazione dei 361 operatori sanitari, tra medici ed infermieri, in condizioni di sparizioni forzate, in staggio nelle mani dell’esercito israeliano. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
La mensa di beneficenza (Tekie, in arabo) viene offerta da Al-Najdah alle famiglie bisognose, malgrado le difficoltà e i bombardamenti. clicca per vedere le immagini sulla pagina social dell’associazione delle donne palestinesi.
È in programmazione la pubblicazione di un libro della poeta Mia Lecomte, una favola con illustrazioni di artisti/e e illustratori/illustratrici per l’editoria dell’infanzia. Sarà edito da Anbamed e tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e di spedizione, sarà devoluto all’associazione Al-Najdah per il progetto “Ore Felici per i Bambini e le Bambine di Gaza”. Delle opere originali firmate si farà una mostra itinerante.
Sul sito del Corriere della Sera, nel blog Invisibili, è stato pubblicato un articolo di Alessandro Cannavò sul lavoro di Al-Najdah e le adozioni a distanza. clicca!
Uscirà prossimamente un’intervista in podcast della direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled, sulle attività dell’associazione a favore dei bambini orfani di Gaza.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 7 mesi e 5 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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