di Sergio Serra (Gruppo DIGIUNO X LA PACE di Venezia e Mestre)

Premessa:

Le considerazioni che seguono sono molto lunghe. Mi scuso fin d’ora, sapendo già che non tutti saranno interessati al punto da completarne la lettura.

Ieri ho trovato per caso un piccolo opuscolo in cui è riproposto un articolo del 1943 di Vasilij Grossman (ebreo ucraino, autore p.es. di Stalingrado), intitolato “Ucraina senza ebrei “(Adelphi, Milano 2023).
Mi pare interessante riportarne un brano sul nazismo tedesco (pp. 27-28):
[Esso] “è nato dall’eccezionalismo della razza germanica, dalla profonda convinzione dei tedeschi d’oggi di essere il popolo eletto e che la loro felicità, la loro pace e sicurezza siano le uniche cose sacre sulla terra. È questa l’ideologia dell’eccezionalismo e del disprezzo per gli altri popoli, dell’indifferenza per le sofferenze altrui e del sentimentalismo esasperato nei confronti dei propri simili. È l’idea sciovinista cullata e alimentata per decenni dal convincimento che si possa amare il proprio popolo solo se si disprezza il resto dell’umanità; è la certezza sconfinata della propria insindacabile egemonia sul mondo, del fatto che dio ha creato cielo, sole, aria, mare, fiori e campi solo per i tedeschi; è il voler credere che, su questa terra, la vita degli altri popoli dipenda solo da quanto essi possano risultare utili al popolo tedesco. La consapevolezza di un tale eccezionalismo non sonnecchia soltanto nell’animo del popolo tedesco. È piuttosto il flagello dell’umanità di oggi e non condurrà di certo alla gloria e al progresso dei popoli.”
Certo, la cosa più facile è sostituire ai soggetti di questo brano, i tedeschi, gli ebrei israeliani; avremmo un’aderenza quasi perfetta tra l’eccezionalismo tedesco e l’eccezionalismo sionista.
Credo sia proprio il timore che quest’equivalenza venga a galla, e che quindi non solo “i sionisti” o “gli israeliani” ma tutti gli ebrei vengano alla fine equiparati ai nazisti, a spingere molti ebrei italiani ad arrampicarsi sugli specchi per cercar di dimostrare l’indimostrabile: ossia che Israele non sta compiendo un genocidio a Gaza, né una pulizia etnica in Cisgiordania.
In effetti, quello che Grossman definisce “eccezionalismo” (e che potremmo anche ridurre semplicemente a “razzismo”) è presente nel sionismo religioso attualmente imperante in Israele, ed ha ormai permeato buona parte dell’intera società civile israeliana.
Ma proviamo a guardare meglio il mondo in cui viviamo.
Potremmo parlare ad esempio dell’Unione Europea come sta emergendo oggi sotto la guida della guerrafondaia (tedesca, guarda caso) Von der Leyen : un’accozzaglia di stati – che va estesa anche all’Inghilterra, che pure dell’UE non fa parte – uniti dall’odio contro la Russia e dal desiderio di armarsi per combattere tutti gli altri popoli (perché dopo i selvaggi russi seguiranno ovviamente i perfidi cinesi, eppoi chissà…).
Oppure potremmo far mente locale, e pensare a quanto razzismo e a quanta voglia di pulizia etnica ci sia sotto lo slogan leghista/fascista “Prima gli Italiani”. O pensiamo di essere immuni da pulsioni “eccezionaliste” solo perché materialmente non sterminiamo gli stranieri “invasori” ma li mandiamo in appositi lager, magari in Albania?
Penso però che l’esempio più calzante siano gli USA, uno stato in cui i coloni ormai non si considerano più tali, ma solo perché hanno completato il loro genocidio, quello dei nativi americani. Uno stato che nella sua storia – esattamente come Israele, ma molto più in grande – non solo ha attaccato gli stati confinanti (come il Canada, con una guerra da cui ha dovuto ritirarsi con la coda fra le gambe, e che pertanto non viene mai ricordata; o come il Messico, parte dei cui territori sono diventati oggi Texas, California, Nuovo Messico, Arizona, Nevada, Utah, e la maggior parte del Colorado e del Wyoming ), ma con la dottrina Monroe ha sancito che tutto il resto del continente americano a sud degli USA era da considerarsi un protettorato. Un protettorato soggetto non solo a colpi di stato organizzati dalla CIA, ma a vere e proprie invasioni militari: oltre al Messico, che mi ricordi, sono stati invasi Santo Domingo, Panama, Grenada, e adesso si prepara l’invasione del Venezuela.
Perché, per tornare al brano iniziale di Grossman, non sostituire allora ai tedeschi gli americani (meglio, gli statunitensi)? Io credo che il risultato sarebbe perfettamente coerente.
Ma il gioco potrebbe continuare, volendo. Pensate ai Romani, e come la loro ideologia (“Tu regere imperio populos, Romane, memento”, “Parcere subiectis et debellare superbos”) sia perfettamente sovrapponibile a quella dell’eccezionalismo nazista.
Il problema vero è che stati coloniali fondati su un’idea di superiorità etnica sono inevitabilmente, quale che sia l’origine dei loro popoli, portati a praticare il razzismo, lo sterminio, la pulizia etnica.
Questo, almeno spero, per far capire che un’ideologia – e una pratica – di tipo nazista non è (solo) un attributo né dei tedeschi né dei sionisti (men che meno degli ebrei!), ma è un male comune a chiunque pratichi forme di colonialismo imperiale. O le abbia praticate e non abbia mai fatto veramente i conti col proprio passato, come gli italiani.

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